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Mer, Giu

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É  possibile prolungare l'astensione per le neo mamme  oltre il terzo o quarto mese dalla nascita del figlio e fino al settimo mese,  per allattamento a rischio, lo prevede dal 2001  il D.lvo 151.

La particolare tipologia di lavoro per le insegnanti di ogni ordine e grado potrebbe essere non adatta, se non dannosa,  per un sano allattamento.

Sarà  il DS  a dover valutare la situazione di rischio  e a provvedere a destinare l'insegnante che allatta o  ad altra mansione o ad esentarla dal lavoro. 

In caso di diniego scritto da parte del DS è  possibile fare  ricorso alla Direzione provinciale del Lavoro.

Le insegnanti di ogni ordine e grado, citiamo quelle che insegnano nella scuole dell'infanzia o nella scuola primaria, ma anche le insegnanti di sostegno o anche quelle che insegnano nella scuola secondaria  che allattano , a contatto diretto con gli alunni,   sono soggette  a rischi  biologici, si pensi alle  malattie infettive come morbillo, varicella, ecc..., a rischi posturali scorretti, a stress e ad  altro , rischi che potrebbero pregiudicare il sano allattamento della neo-mamma insegnante.

La neo-mamma, che vuole fruire dell'allattamento a rischio dopo aver fruito  del congedo obbligatorio,  deve presentare al DS formale richiesta già dopo il primo mese di vita  del bambino, unitamente al  certificato di nascita  del bambino a 30 giorni dalla nascita.

Il DS valuta se ci sono rischi per l'insegnante che allatta e decide se destinarla a mansioni diverse o esonerarla fino al compimento del settimo  mese del bambino.

In caso di esonero dal servizio,  va presentata formale richiesta all'Ispettorato del lavoro.

Come per il congedo obbligatorio ( 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo,  ovvero  un mese prima e 4 dopo) il periodo di allattamento a rischio ,fino al settimo mese dalla nascita,  è  retribuito al 100%.

 

É  possibile prolungare l'astensione per le neo mamme  oltre il terzo o quarto mese dalla nascita del figlio e fino al settimo mese,  per allattamento a rischio, lo prevede dal 2001  il D.lvo 151.

La particolare tipologia di lavoro per le insegnanti di ogni ordine e grado potrebbe essere non adatta, se non dannosa,  per un sano allattamento.

Sarà  il DS  a dover valutare la situazione di rischio  e a provvedere a destinare l'insegnante che allatta o  ad altra mansione o ad esentarla dal lavoro. 

In caso di diniego scritto da parte del DS è  possibile fare  ricorso alla Direzione provinciale del Lavoro.

Le insegnanti di ogni ordine e grado, citiamo quelle che insegnano nella scuole dell'infanzia o nella scuola primaria, ma anche le insegnanti di sostegno o anche quelle che insegnano nella scuola secondaria  che allattano , a contatto diretto con gli alunni,   sono soggette  a rischi  biologici, si pensi alle  malattie infettive come morbillo, varicella, ecc..., a rischi posturali scorretti, a stress e ad  altro , rischi che potrebbero pregiudicare il sano allattamento della neo-mamma insegnante.

La neo-mamma, che vuole fruire dell'allattamento a rischio dopo aver fruito  del congedo obbligatorio,  deve presentare al DS formale richiesta già dopo il primo mese di vita  del bambino, unitamente al  certificato di nascita  del bambino a 30 giorni dalla nascita.

Il DS valuta se ci sono rischi per l'insegnante che allatta e decide se destinarla a mansioni diverse o esonerarla fino al compimento del settimo  mese del bambino.

In caso di esonero dal servizio,  va presentata formale richiesta all'Ispettorato del lavoro.

Come per il congedo obbligatorio ( 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo,  ovvero  un mese prima e 4 dopo) il periodo di allattamento a rischio ,fino al settimo mese dalla nascita,  é  retribuito al 100%.