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Lun, Mag

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Oggi  la rivista Tuttoscuola torna sulla regionalizzazione della Scuola, sull'intesa tra Organizzazioni sindacali e il premier Conte che, lo scorso 23 aprile,

ha scongiurato per il Governo lo sciopero proclamato per il 17 maggio, mettendo in evidenza la genericità  e la vacuità degli impegni presi dal Governo con i sindacati.

La regionalizzazione è e rimane un obiettivo per la Lega essenziale, direi storico.

Lo sciopero contro la regionalizzazione della scuola, promosso, anche se con ritardo, dai sindacati, non andava affatto revocato, per tutto quanto gli stessi sindacati avevano denunciato durante la  mobilitazione su una materia di cui si è  parlato sempre poco  e, a quanto pare,  si deve ancora parlare poco: ecco perché  non ci doveva essere uno sciopero nell'imminenza delle Europee, un tema su cui la Lega ora sta facendo propaganda per le Europee.

Io credo addirittura che lo sciopero doveva essere generale in quanto nell'autonomia differenziata non c'è  la sola Scuola, lo sciopero lo avrebbero dovuto dichiarare Landini, Furlan e Barbagallo.

Ora se la Lega stravince alle Europee, cosa probabile, i rapporti di forza  nella maggioranza,  già  sperequati, si invertiranno e la regionalizzazione differenziata nel contratto di governo, pur se incostituzionale, sarà realizzata e certamente la scuola non ne resterà  fuori, con organici, contratti di lavoro,  risorse,  finanziamenti, offerta formativa e servizi differenziati tra le regioni del Nord e quelle del Sud. 

Un'Italia già a due velocità  dove il gap tra Nord e Sud crescerà ancora di più.

Insomma un  Sud sempre più  lento con sempre meno risorse e servizi: dalla Scuola, alla Sanità  ai Trasporti pubblici sempre più  scadenti,  perché saranno  sempre meno le risorse che saranno tasferite dallo Stato, risorse che resteranno al Nord.

Ecco perché  a mio avviso  lo sciopero non andava revocato, anzi andava esteso non solo alla Scuola ma a tutti i settori, favorendo la partecipazione di tutti i cittadini,  manifestando contro provvedimenti che stravolgeranno il nostro Paese nei prossimi anni e riguarderanno cittadini di ogni età: bambini, giovani ed anziani. Sarà  questo un paese dove sarà  una fortuna o una iattura nascere in una città  rispetto ad un'altra. Un paese in cui  si nasce diversi rispetto alla località geografica.

Questo non potrà  succedere. Questo non dovrà  succedere. Le istituzioni, in nome della Costituzione, devono agire e reagire contro questo possibile imbarbarimento.