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Sappiamo da fonti sindacali Uil,  intervista a Turi, che dopo l'intesa con il Governo del 23 aprile  partirà la prossima settimana un tavolo tecnico tra il Miur e i sindacati firmatari dell'Intesa,  per i docenti di ruolo e precari con trentasei mesi di servizio.

Credo che il primo nodo da superare sia se i trentasei mesi debbano essere stati prestati  solo nella scuola Statale o anche nella scuola Paritaria.

E ancora se i trentasei mesi, come credo, siano da considerare tre anni scolastici ( 180 giorni non continuativi o ininterrottamente dal primo febbraio agli scrutini compresi) e se uno o tutti gli anni debbano essere stati prestati nella classe  di concorso per cui si concorre. Sono dettagli non fa poco che devono essere definiti.

Quindi il provvedimento non riguarderà  solo i precari ma anche i docenti con contratto a tempo indeterminato, i cosiddetti "ingabbiati", docenti che da anni aspirano ad avere la mobilità  professionale e non possono ottenerla perché  privi del requisito dell'abilitazione.

Si profila una doppia strada, ma  credo non alternativa l'una all'altra.

Credo che i docenti in possesso dei requisiti possano percorrerle entrambe, ma questo sarà  definito al tavolo tecnico. 

La prima strada é  il concorso ordinario per esami e titoli che sarà  bandito entro l'estate. Ebbene nell'ambito di questa procedura i docenti con trentasei mesi di servizio all'atto della presentazione della domanda, quindi l'anno in corso dovrebbe valere, oltre ad essere esonerati dai 24 Cfu, saranno anche esonerati dalla prova preselettiva prevista per tutti gli altri candidati. Inoltre essi avranno un'aliquota riservata di posti che potrebbe andare da un minimo del 35% ad un massimo del 50%, anche questo si dovrà  definire al tavolo tecnico.

La seconda strada invece è  un percorso abilitante speciale ( PAS)  gestito dalle Università ed  aperto sia ai docenti di ruolo che ai  precari,   selettivo ma nel senso che  dovrebbe prevedere una prova preselettiva in ingresso in modo che a questi PAS accedano un numero di aspiranti pari al numero dei posti vacanti da coprire successivamente con le immissioni in ruolo. Anche questo aspetto però  sarà  affrontato al tavolo tecnico la prossima settimana. 

Entrambi i percorsi saranno finalizzati alle immissioni in ruolo sui numerosi posti vacanti presenti negli organici di diritto, come più  volte é  stato segnalato dalle organizzazioni sindacali.

Dell'accordo del 23 aprile,  che ha portato i sindacati a revocare lo sciopero del 17 maggio,  io credo che questa sia  l'unica cosa concreta che i sindacati abbiano ottenuto. Vedremo cosa uscirà  dal tavolo tecnico la prossima settimana.

Permettetemi ora una considerazione del tutto personale. I PAS, gestiti dalle Università, a numero chiuso, per i quali sarà  prevista una prova preselettiva, sul modello dei TFA di sostegno, metteranno in moto un indotto non indifferente  con la circolazione di migliaia e migliaia euro  cui si avvantaggeranno vari soggetti e per quanto riguarda le Università ci saranno introiti stratosferici ben più   alti rispetto  ai 43 milioni di euro dei TFA per il sostegno.