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Abbiamo saputo, da vari comunicati pubblicati  su diversi siti , che si cerca di agevolare i docenti non abilitati di terza fascia  con 36 mesi di servizio nel prossimo concorso a cattedre per esami e titoli, una sorta di concorso riservato all'interno di un concorso ordinario, con una quota riservata  ai docenti di terza fascia superiore al 10% già prevista dalla legge, con una supervalutazione  del punteggio di servizio e infine con l'esonero dalla prova preselettiva.

Orbene tutto lecito è anche giusto  nei confronti di docenti che da anni lavorano nelle scuole statali, ma mi domando: perché non prevedere la medesima riserva  per chi ha i medesimi requisiti ed è precario abilitato , ad esempio i docenti in Gae  o in graduatoria di seconda fascia, ovvero per chi è di ruolo e partecipa  al concorso per insegnare in un altro grado di istruzione?

Inoltre questi benefits,  riservati ad una  sola categoria di concorrenti,  potrebbero inficiare  l'intero concorso ordinario  in quanto non assicura a tutti i concorrenti le stesse opportunità, lo stesso trattamento: infatti  ci sarebbe una palese disparità di trattamento tra i concorrenti.

Un bando che farebbe la fortuna dei ricorsifici. E allora?

A questo punto io credo che per evitare un pastrocchio,   cioè  un concorso riservato all'interno di un concorso ordinario, cosa mai vista prima , bisognerebbe fare, con un provvedimento legislativo urgente,  per i docenti precari  non abilitati con 36 mesi di servizio, attualmente in terza fascia di istituto,  un concorso riservato selettivo abilitante con uno scritto e  un orale  con una graduatoria  ad esaurimento che potrebbe scorrere  in parallelo con quella del concorso ordinario per titoli ed esami.

La cosa sarebbe molto più  lineare ed eviterebbe un mare di contenziosi.