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Mer, Apr

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Io credo che ora spetti agli insegnanti  mobilitarsi e scioperare compatti il 17 maggio con Flc Cgil Cisl Uil Snals Fgu ex Gilda Cobas Unicobas e ora anche Anief contro la regionalizzazione della scuola pubblica  italiana. Bisogna mettere al bando ogni inerzia, ogni scetticismo, ogni scusa per non partecipare a uno sciopero che diventa doveroso e che non è  affatto inutile tardivo come si vorrebbe far credere dai sapientoni o rivoluzionari  da bar sport che si esprimono contro lo sciopero sui social, attaccando i sindacati che hanno indetto lo sciopero, quando sono i primi a restare iscritti  ai sindacati per il disbrigo di pratiche e tutela legale e votano in massa per le RSU di scuola.

Dobbiamo scioperare per scongiurare la regionalizzazione i cui effetti sono stati criticati nella recente intervista dell'On. Lucia Azzolina  a Tecnica della Scuola la scorsa settimana  e che rischiano di diversificare i programmi e l' offerta formativa al Nord e al Sud  e di  non ridistribuire più il surplus  fiscale tra le varie regioni d' Italia generando, così, un impoverimento irreversibile  e generalizzato dei servizi nelle regioni del Sud, nel settore scolastico in particolare.

Nel  Meridione  noi avremo scuole di serie B con una minore e scadente offerta formativa e con organici ridotti all'osso: allora sarà  veramente necessario e indispensabile emigrare per insegnare o essere condannati a una irrisolta disoccupazione intellettuale.

 Vorrei che si capisse questo,  uscendo per una volta dall'ottica particolaristica  e individualista che  parcellizza e rende debolissima la  nostra "non categoria".

Lucia Azzolina lo ha detto chiaramente, in un'intervista pubblica , è  contraria all'autonomia differenziata  e mi auguro che a dirlo siamo sempre più  numerosi esponenti del suo partito a iniziare dal Presidente della Camera  e mio concittadino Roberto Fico, al quale scriverò  come suo elettore e da  Luigi Gallo anch'egli mio conterraneo e presidente della VII commissione della Camera.