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Dom, Apr

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Ai DS andranno 450 euro in più netti in busta; a noi circa 6 euro di vacanza contrattuale.

Attendiamo il nuovo contratto.

Avremo mai un aumento del genere? Non sono una maga, ma prevedo di no. Perché?

 Perché continuiamo a partecipare a viaggi di istruzione, a fare i tutor, i vicepresidi, ad assumere funzioni varie, talvolta evitando di entrare in classe ad insegnare.

Paradossale, no? Essere insegnanti e non insegnare! 

Eppure...

Siamo sicuri che, se foste voi docenti ai tavoli di contrattazione,  dareste un  aumento considerevole ai docenti italiani che o lavorano anche  gratis o accettano tutto  o sottolineano continuamente, nel proprio delirio, di avere colleghi non all'altezza del compito?

L'insegnamento è  missione vocazione o professione? Decidiamolo!

Nei primi due casi lo stipendio è già abbondante! Nell'ipotesi la si ritenga una professione sarebbe ora di riconsiderare il nostro ruolo nelle aule!

I dirigenti sono pochi, gli insegnanti molti: ecco perché a loro danno aumenti cospicui.

Certamente ci sono più docenti che dirigenti, ovvio. Solo che sono  i docenti  quelli che insegnano e "tengono" le classi, prendendosi cura dell'educazione dei discenti: pare fondamentale-essenziale- primario solo a me? Eppure siamo riusciti a farlo sembrare scontato e secondario. Beh, non lo è!

Insegnare a leggere, scrivere, ascoltare, parlare e far di conto è diventato l'ultimo dei problemi. Ci siamo fatti trasformare in operai culturali, in burocrati senza uffici e PC, senza stampanti e toner, a compilare moduli e schede, a scrivere verbali, ad organizzare viaggi! Se me lo avessero detto,  solo 20 anni fa, non ci avrei creduto! Se mi avessero detto: "Lo sai che un giorno esisteranno docenti senza classi?" Mi sarei messa a ridere! 

E invece...

Complimenti a noi!

E dire che avremmo potuto disintegrare dall'interno ogni riforma, avremmo potuto far implodere la "buona" scuola. Io avrei voluto vedere come si poteva organizzare l'alternanza senza tutor, i viaggi senza accompagnatori, i progetti in rete senza  reti e collegi che li approvano; avrei voluto vedere i dirigenti senza collaboratori.

Come sarebbe stato facile far crollare un castello fondato sulla buona volontà e l'asservimento. E invece no: siamo pecore! 

Allora non lamentiamoci!

La colpa è dei governi, dei politici!

Evidentemente ho visto solo io aggirarsi nelle scuole i membri dello  staff del dirigente e ho visto solo io tanti missionari tra i colleghi;  colleghi disponibili a fare i tutor e ad approvare nei collegi la  formazione non obbligatoria facendola diventare, dunque, obbligatoria. Certo ci dobbiamo aggiornare ed è aggiornamento un convegno utile, un viaggio, un museo, un buon libro,un film, uno spettacolo. Esistono corsi utili certamente. Invece molti corsi di formazione ed aggiornamento approvati dai collegi prevedono  formatori che non hanno mai insegnato in vita loro:  non esperti pedagogisti ma ingegneri! 

Che fare? Scioperi di un giorno indetti da un solo sindacato?

C'è chi propone lo sciopero bianco, chi fa sciopero per dare un segnale. Sarebbe efficace e  legalissimo che tutti in blocco ci dimettessimo anche soltanto dalla funzione aggiuntiva di coordinatore di classe da domani: crollerebbe la scuola pubblica italiana. Perché i sindacati non organizzano suggeriscono una protesta così che avrebbe anche il vantaggio di non farci decurtare la già misera busta paga?  E poi lo dovemmo fare tutti insieme. Ma non si riesce ad essere mai tutti insieme, troppo presi dalla corsa o al primo della classe o alla missione volontaria per vocazione. Ah! Mala tempora currunt!

Ce lo vogliamo ricordare perché facciamo gli insegnanti?

Nobilissima professione.  Se si fosse pensato ad insegnare avremmo avuto in mano un'arma che invece è spuntata.

La scuola è fatta da docenti e discenti, i due soli dell'ellisse didattica.  Il resto non è essenziale! E, invece,  lo fanno passare come fondamentale. Questo potere glielo abbiamo dato noi, con il nostro asservimento da rane bollite! 

Conoscete  “principio della rana bollita" utilizzato dal filosofo e linguista americano Noam Chomsky per descrivere la società e i popoli che accettano passivamente le vessazioni, la deriva?

Scrive: ❝ Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.

 

Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.❞

Stando così le cose mi chiedo:

Avremo mai un aumento di stipendio che ci ponga allo stesso livello stipendiale dei nostri colleghi europei?