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  Le soluzioni prospettate dalla Destra italiana sono quasi tutte a costo zero. Ultimi esempi di un'entrata a scuola a gamba tesa senza conoscerla

La Destra e la scuola

La scuola semplificata è il punto di incontro di alcune soluzioni prospettate dalla Destra italiana.

Ha dichiarato M. Salvini " Per me metti lo stesso grembiule a tutti, così non ci sono belli e ricchi, ma sono tutti uguali”

Si legge su Orizzontescuola "Prevediamo almeno 33 ore di Educazione Civica obbligatoria l’anno – ha affermato Massimiliano Capitanio della Lega –  e fondi per l’attuazione del provvedimento e la formazione dei docenti pari a 1 milione di euro“. Sempre dalla Lega  Angela Colmellere aggiunge  “Prevediamo che l’insegnamento dell’educazione civica veda assegnato un voto in pagella e che sia oggetto di esame di fine ciclo nella suola secondaria di primo grado”

E concludiamo con la grande trovata di V. Aprea che sostiene il progetto di educazione civica di Mariastella Gelmini "Governare con scelte pubbliche le trasformazioni della quarta rivoluzione industriale con tempestività e lungimiranza richiede, prima di tutto, l’introduzione dell’insegnamento del Coding sin dalla scuola dell’infanzia e primaria per favorire la formazione del pensiero computazionale, la creatività digitale, e più generalmente, la cittadinanza digitale"

 

La scuola semplificata, la strategia per distogliere

Alcune riflessioni. A mio parere le proposte dicono molto dei politici. La loro carta d'identità ci restituisce inesperienza e incompetenza, prodotte dalla mancanza dell'esperienza dell'aula. V. Aprea è l'unica che può vantare un curricolo scolastico, in quanto Dirigente Scolastica. Purtroppo però l'aula scolastica è scomparsa dal suo radar professionale da quasi trent'anni.

A questo aggiungo che le proposte hanno il fine di distrarre l'opinione pubblica dai reali problemi della scuola. Noam Chomsky ha stilato un decalogo della comunicazione postmoderna. Bene le uscite della Destra italiana rispondono alle seguenti strategie: distrarre con falsi problemi o crearli per poi offrire le soluzioni, rivolgersi al pubblico come ai bambini e usare l'aspetto emotivo.

Concludo che le soluzioni proposte sono quasi tutte a costo zero.

La scuola reale ha problemi maggiori

Chi vive e ha esperienza d'aula quotidianamente prova un certo fastidio, quando legge queste proposte. Soprattutto è colpito dalla loro profondità e articolata concettualizzazione, che svelano la natura propagandistica delle proposte, rimanendo quindi alla superficie dei problemi!

La scuola è gravemente malata per via di alcuni virus che la stanno progressivamente portando a concludere la sua storia, almeno nella  configurazione attuale.

Cito alcuni problemi: le classi pollaio, il burnout professionale, la mancanza di fondi per una scuola di qualità, la demotivazione e la perdita di prestigio sociale ed economico  dei docenti, l'insicurezza degli edifici scolastici... Sicuramente la lista dei nodi irrisolti è molto più lunga. I politici dovrebbero ascoltare maggiormente gli insegnanti, superando la supponenza intellettuale che il sistema-scuola sia semplice e quindi possa essere compreso da fuori!