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Dom, Mag

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Se lo Stato, ai sensi del comma 3 dell'art.13  della legge 104/92, deve assicurare insegnanti di sostegno specializzati, è  lecito chiedersi alcune cose:

 

1) Perché  riversa l'intero onere del corso di  specializzazione, il cosiddetto TFA di Sostegno, sugli aspiranti insegnanti di sostegno con costi mediamente sui 3000 euro e con prove preselettive dal costo mediamente di 180 euro?

 

2) Perché lo Stato affida  tout court alle Università Statali e non Statali l'organizzazione dei corsi non intervenendo neppure per calmierare i costi dei corsi e delle prove preselettive, vergognosamente sperequate?

 

3) Perché il Miur, a fronte di un fabbisogno di 40.000 insegnanti di sostegno, autorizza con un suo decreto solo 14.000 posti, in contrasto rispetto all'art 13 comma 3 della legge 104?

 

4) Visto la necessità  di insegnanti di sostegno sopra richiamata e recentemente ribadita dal Ministro dell'istruzione  Bussetti in Parlamento in risposta a una parlamentare del M5s, perché  il Miur non rende gratuiti i corsi almeno  per gli insegnanti di ruolo gestendoli direttamente avendo tutte le  risorse logistiche e  professionali per farlo?

 

5) Perché il Miur non provvede altresì per i docenti inseriti in Gae  e in GM 2016 che ogni anno assicurano  la copertura dei posti su cui si effettuano le immissioni in ruolo, non ha ptevisto per questi docenti l'ammissione senza le onerose prove preselettive nonché  una riduzione del 50% sui costi del corso, vincolandoli in sede di immissione in ruolo alla scelta su posto di sostegno?

 

Insomma se si ha necessità  di insegnanti di sostegno specializzati, se la legge impone di garantire insegnanti di sostegno specializzati, lo Stato  non può  lavarsene le mani e non può  riversare tutti gli oneri sugli aspiranti, lasciandoli in balia delle Università,  senza alcun intervento, limitandosi a stabilire per decreto  solo date e numero dei posti.