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Introduzione.

Sono trascorsi otto anni da quando pubblicai “Pazzi per la Scuola” (Alpes Italia Edizioni - 2010) che raccoglieva storie e testimonianze di insegnanti allo stremo, dirigenti scolastici in difficoltà, utenza agguerrita e opinione pubblica infarcita di stereotipi sugli insegnanti. Il materiale era stato raccolto con pazienza in 15 anni di attività di medico componente del Collegio per l’inabilità al lavoro della ASL di Milano. L’opera che ne scaturiva si proponeva nell’ordine di: raccontare la verità sulle malattie professionali dei docenti; eliminare una volta per tutte gli infondati stereotipi dell’opinione pubblica; mettere in guardia la categoria sui reali rischi (psichiatrici) per la salute; fornire una casistica ai dirigenti scolastici per evitare loro inciampi e fornire conoscenze utili per le loro numerose incombenze medico-legali.

Il testo ha avuto un discreto successo (migliaia di copie vendute) ma i potenziali lettori, docenti e dirigenti scolastici, sono almeno un milione. La situazione inoltre è peggiorata, se non addirittura degenerata, in questi ultimi anni: le famiglie, sempre più “separate” e impreparate, aggrediscono oggi fisicamente i docenti; gli studenti irridono i loro precettori anche avvalendosi dei social; sono in costante aumento i conflitti tra docenti e dirigenti; la politica ammalata di “riformismo” resta cieca e sorda ai bisogni della scuola; le istituzioni (MEF e MIUR) nascondono i dati sulla salute dei docenti e non finanziano, attuano e controllano la prevenzione di legge (DL 81/08). Nel frattempo si è aperto un altro fronte caldo (quello dei “presunti casi di maltrattamenti degli alunni” cui dedicherò un capitolo specifico) che rischia di criminalizzare l’intera categoria delle maestre della Scuola dell’Infanzia e della Primaria senza addivenire a una qualsiasi soluzione.

Se per il primo libro erano occorsi 15 anni per raccogliere cento casi significativi, ora disponevo di materiale in abbondanza, in soli 3 anni di attività, con novità di rilievo e ambiti inesplorati. L’ampia casistica presentata in questo volume (oltre 100 storie) è relativa al periodo 2015-18 e cade esattamente nel centenario della Grande Guerra. Sarà una coincidenza che il conflitto riguarda, come allora, l’Italia intera?.

Questo testo ha perciò ambiziosi e molteplici obiettivi:

1. Rendere edotti tutti gli insegnanti circa i reali rischi professionali per la loro salute, disvelandone manifestazioni ed evidenze cliniche, nonché efficaci strategie di adattamento. L’ulteriore obiettivo consiste nel rappresentare ai docenti gli strumenti di legge a tutela della loro salute: conoscere diritti e doveri in tale ambito diviene fondamentale per far fronte a una carriera esposta al rischio di un’alta usura psicofisica professionale.

2. Illustrare ai dirigenti scolastici il corretto uso degli strumenti di legge (su tutti il ricorso all’Accertamento Medico d’Ufficio) per tutelare la salute dei docenti secondo le vigenti ma inapplicate norme. Il capitolo loro dedicato è ricco di casi istruttivi e intende supplire all’assenza di formazione istituzionale in materia medico-legale.

3. Spingere le Istituzioni (ministeri Economia e Finanze, Istruzione e Salute) a studiare, riconoscere ufficialmente e prevenire le malattie professionali degli insegnanti. Non è tollerabile che nel terzo millennio si creda ancora che le disfonie siano le malattie esclusive dei docenti quando le patologie psichiatriche hanno un’incidenza cinque volte maggiore.

4. Indurre la politica a interrompere il “riformismo scolastico sterile e insensato” per restituire da subito prestigio, decoro e dignità alla figura professionale dell’insegnante. Come si leggerà nel testo, l’obiettivo sarà perseguibile unicamente adeguando gli stipendi ai parametri europei, tutelando la loro salute dalle reali malattie professionali, infine rivisitando il sistema previdenziale che è passato, senza un solo controllo sulla salute della categoria in 20 anni, dalle insostenibili baby-pensioni degli anni ’90 ai 67 anni odierni.

5. Far decadere gli stereotipi fortemente radicati nell’opinione pubblica e, quel che è peggio, negli stessi docenti. Le storie di vita contenute in questo testo mirano ad aprire la mente sulla realtà di questa splendida e sofferente professione. Il lavoro di relazione, l’esclusivo e protratto rapporto con la giovane utenza, nonché l’effetto Dorian Gray ribaltato (l’insegnante invecchia costantemente mentre l’utenza ringiovanisce a ogni cambio di ciclo) rendono la professione ad altissima usura psicofisica. Di ciò sono altresì conferma ulteriori macro-evidenze poiché l’usura prescinde da variabili quali il sistema scolastico adottato (vedi i dati degli altri Paesi), la prevalenza femminile tra i docenti (83%), l’ordine di scuola in cui si insegna.

Concludo questa introduzione con un auspicio e una spiegazione tra loro complementari. L’auspicio riguarda i lettori affinché siano tanti e variegati: insegnanti, dirigenti, studenti, genitori, burocrati, politici e, perché no, medici e psicologi. Insomma tutti, nessuno escluso, che a loro volta possono promuovere la lettura del testo, perché la scuola riguarda ciascuno di noi, esattamente come la famiglia che rappresenta la prima agenzia educativa. La spiegazione riguarda la pubblicazione dell’opera come e-book anziché in cartaceo. Il desiderio è che il testo abbia un costo accessibile a tutti, anche e soprattutto ai docenti che hanno fruito di un aumento retributivo davvero offensivo nel recente rinnovo del contratto.

 

L’opera si compone di cinque capitoli che si riferiscono all’ultimo triennio (2015-2018) e trattano nell’ordine di:

1. Storie, riflessioni e analisi di episodi professionali relativi a docenti di ogni ordine e grado

2. Vicende in cui i dirigenti scolastico, nel bene o nel male, si sono resi protagonisti

3. Analisi del fenomeno dei cosiddetti “presunti maltrattamenti degli alunni” e ruolo della giustizia

4. Considerazioni sugli aspetti peculiari della professione insegnante

5. Sollecitazioni e suggerimenti (inascoltati) rivolti alla politica per sostenere la scuola

 

Buona lettura dunque e consideratemi a disposizione per tutte le domande che vorrete pormi sulla mia pagina  www.facebook.com/vittoriolodolo   che vi invito a frequentare fin d’ora.

Lascio per ultimo l’augurio all’attuale governo e al ministro Bussetti, di gestire al meglio la Scuola italiana che resta, nonostante tutto, la migliore al mondo.