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Mar, Nov

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Tale sarà l'aumento contrattuale che riguarderà  tutti gli statali di cui un milione solo nel megacomparto istruzione. 

Molto poco. Vediamo le cifre  indicate nel Def: 1,1 miliardi  per il 2019, 1,425 per il 2020 che salgono a 1,775 per il 2021. 500 euro lordi   in media nel triennio, circa 40 euro lordi al mese nel triennio. Il precedente contratto ne prevedeva circa 85 euro lordi mensili nel triennio. Secondo la la relazione tecnica al DDL, fonte Italia Oggi, con una retribuzione al lordo di 32.600 euro, l'aumento sarà appena di 310 euro lordi nel 2019 per salire nel 2021 a 500 euro.

Gli stanziamenti sopra indicati dovranno coprire anche l'elemento perequativo dello scorso contratto, evitando un taglio di stipendio di circa 15 euro.

Non ci siamo, non sappiamo quando inizieranno le contrattazione di comparto, ma é  chiaro che si passo da un contratto vergognoso a uno scandaloso.

Per i docenti serve come più volte abbiamo detto, un contratto di risarcimento.

Noi siamo convinti che la rimotivazione degli insegnanti italiani passi oltre nell'abolizione della buropedagogia imperante e dell'autoritarismo dilagante dei DS anche attraverso una rivalutazione della retribuzione che non può essere pari a quella della funzione impiegatizia degli altri statali. La scorsa estate in un mio articolo o indicato analiticamente dove reperire le risorse per un aumento decoroso e risarcitorio che certamente non può  essere di 40 euro medi mensili nel triennio, bensì  di 200 euro netti, come chiesero lo scorso anno 100.000 insegnanti in una petizione. 

Non dimentichiamo che i docenti sono reduci da uno stop contrattuale di 10 anni con una perdita di circa 15.000 euro cui si somma il blocco dello scatto nel 2013.

Quindi oltre alle risorse previsti per tutti i dipendenti pubblici, chiediamo per i docenti di incrementarle con risorse derivate dai seguenti tagli:

1) Tutti i fondi strutturali previsti  dalla 107/2015, ivi compresi i bonus.

2)Tutti i fondi legati alle maggiori entrate per la tassazione del gioco d'azzardo.

3)Tutti i fondi legati alle agevolazioni dei petrolieri, come recentemente affermato da Luigi Di Maio.

4) Tutti i fondi legati al taglio del finanziamento delle scuole non statali.

5) Deducibilità di tutte le spese inerenti la professione ivi compresa la formazione.