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Lun, Nov

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Il Parlamento e il Governo devono dare un significativo segnale politico   di   un vero cambiamento ai docenti, ma  soprattutto ai DS. Sono loro a dover capire che le cose possono e devono cambiare nella gestione delle scuole statali,  che non sono le loro scuole, come  essi sono soliti dire, e le scuole non sono delle aziende a caccia di clienti, ma delle  comunità  educative.

Il Governo deve dare un forte segnale che ancora, purtroppo,  manca, visto che  i DS  si comportano in modo autoritario e autoreferenziale da anni e dal 2015 in particolare, data di entrata in vigore della legge 107,  come se le scuole fossero di loro proprietà. Quest'anno, come per i decorsi anni, la loro posizione diventa insostenibile. Al neo autoritarismo scolastico si stanno preparando i nuovi dirigenti.  Impongono le loro scelte e hanno trasformato i collegi in conferenze di servizio, gestiscono la scuola come vogliono e decidono su tutto: dalla programmazione, alla didattica ai criteri di valutazione e verifiche, ai voti finali  negli scrutini, alle promozioni di massa. Altro che scuola ascensore sociale! Stiamo precipitando. Ogni forma di  dissenso è poi  isolata: l'insegnante che non è d'accordo viene additato ed evitato;  crescono fenomeni come il clientelismo, il servilismo, il protagonismo, la conflittualità, il mobbing e il burn out.