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Sab, Giu

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Il Dott. Di Mare nel servizio di “Uno mattina” del 10/01/2016 ha chiaramente palesato l’assurdità della legge 107 e le vergognose pezze messe in atto dal Governo che di fatto si possono evincere da un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, che l’illustra in modo chiaro la situazione attuale creata dalla “Buona Scuola”.

La lettera inviata ad Orizzonte Scuola al dott. Di Mare dai cosiddetti “Nastrini Rossi” è in continuità con le precedenti missive inviate per ottenere ascolto e nuovi privilegi rispetto ai tanti docenti in GAE e gli altrettanti docenti cosidetti Immobilizzati, che da anni vorrebbero tornare nelle loro province.

E’ palese che la continuità didattica non possa essere prerogativa del Nord, ma è evidente che i “Nastrini Rossi” hanno contribuito in modo grave e pretestuoso a peggiorare la situazione venutasi a creare nelle regioni del nord Italia, vuoi non prendendo servizio nella sede assegnata, vuoi per aver richiesto e ottenuto l’assegnazione provvisoria.

Il problema non è quello della disponibilità di cattedre al Sud, che comunque risultano in misura minore rispetto a quelle del nord Italia per un evidente calo della popolazione scolastica nelle regioni del Sud, ma il rispetto delle regole e dei diritti e relativi doveri che ‘facoltativamente’ prevedeva la legge 107/15. Continuano ad affermare che la legge 107/15 obbligava, anzì costringeva, a partecipare al piano di assunzione nazionale, ma nella realtà dei fatti come si evince nella legge stessa, non vi era nessun obbligo e nessuna costrizione, tanto è vero che molti docenti non hanno partecipato a questa lotteria nazionale, dove si ‘vinceva’ l’immissione in ruolo e la relativa stabilizzazione in una delle 100 province ‘scelte’ dai singoli partecipanti.

Inoltre, affermano che tale piano del governo danneggia tutte le famiglie meridionali, come se loro solo possono essere rappresentative delle famiglie meridionali nella loro totalità, cosa che è palesemente una mistificazione, dimenticando volutamente che tra quelle famiglie meridionali, ne esistono ben 45mila che si trovano ingiustamente lese nelle loro diritti acquisiti nel tempo, e stralciati dalla "Buona Scuola", in quanto non hanno aderito al piano nazionale dovendo fare una scelta sofferta tra immissione in ruolo e quindi la stabilizzazione e la famiglia, mettendo al primo posto come valore fondante della loro vita, la famiglia.

Di fatto, "i nastrini rossi" hanno scelto di ricoprire una cattedra di diritto, ovvero un posto stabile ed esistente ogni anno, poiché le cattedre di fatto, sono cattedre che si formano ogni anno in base alle iscrizioni degli alunni alle scuole e che possono variare da scuola a scuola, non essendo per lo più mai stabili e certe. Inoltre, con egoismo, invece di chiedere, un equa rivisitazione della legge 107, che tramite un corretto piano assunzionale rivisto nelle modalità e nel tempo che assicuri l’immissione in ruolo per tutti secondo nuove regole che garantiscano la possibilità di lavorare nella propria provincia o decidere di andare a lavorare fuori, senza per questo penalizzare chi non può materialmente spostarsi dalla sua provincia, si chiedono nuove facilitazioni per ottenere il posto nella propria provincia in barba ai colleghi precari che magari si trovano nelle GAE e hanno/avevano maggior titoli di servizio di loro al momento della cosidetta domanda di stabilizzazione.

In poche parole, avendo ottenuto l’immissione in ruolo, dimenticano volutamente chi non ha potuto partecipare, pur avendo avuto palesi regalie sia dal governo che dai sindacati confederali. Considerando, inoltre, che tramite le assegnazioni provvisorie, che non erano previste dalla legge, molti di questi ‘Nastrini Rossi’ hanno ottenuto la cattedra al sud su quell’organico di fatto, pur non avendo alcun figlio a carico o genitore a carico anziano, ma solo per il fatto che erano sposati.

In merito alle classi pollaio, invece siamo in sintonia, con quanto detto dai ‘Nastrini Rossi’ in quanto si è visto che la formazione di molte classi soprattutto nei primi anni dei vari ordini di scuola è composta da molti alunni, non rispettando le normative sulla scuola e quelle ad esse collegate. Quelli che mistificano palesemente sono loro, non certo il dott. Di Mare o il giornalista Gian Antonio Stella.

 

Rudy Guzman per CONGAE, Comitato Nazionale docenti in GAE