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Ven, Apr

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Caro onorevole,

Finalmente! Finalmente assistiamo ad una sua uscita da un settore che di fatto non la vede tra i migliori esperti. Ho fatto veramente molta fatica a cercare di capire il senso del suo ruolo ma poi mi sono reso conto che un senso non c'era.

Non può esserci un senso nel ruolo di chi la scuola non la vive da nessun punto di vista se non come uno dei tanti genitori che accompagnano i propri figli a scuola ogni giorno. Non può esserci un senso nel ruolo di chi amministra un comparto come l'università e la ricerca, quella università di cui è ancora studente e che lo vede in laurea proprio da sottosegretario. Un pasticcio, insomma. 

Nonostante tutto abbiamo cercato di proporre, di dare un contributo rimanendo sempre inascoltati. Abbiamo cercato di dire che la grande riforma conteneva al suo interno delle pesanti incongruenze e persino delle illogicità. C'è chi, più bravo di me, sostiene che sia scritta male anche dal punto di vista linguistico. 

Ma il suo debole, lo so, è il sostegno. Un ruolo, quello del docente di sostegno, che le sta a cuore al punto da avviare una proposta che lo rivoluzioni proprio. Una proposta che richiede maggiore specializzazione. Una laurea ad hoc, insomma e lei di lauree se ne intende mi pare. Una specializzazione di così alto livello che addirittura le ha consentito, quest'anno di firmare un bel contratto integrativo per dare assegnazione provvisoria a docenti che non conoscono neanche il significato della parola. In molte scuole siciliane ci siamo ritrovati con docenti che lo scorso anno erano cassiere al supermercato e quest'anno sono insegnanti di sostegno. Un bel passo avanti insomma, che non si capisce come si concilia con il suo interesse per un insegnante di sostegno di qualità. Mi chiedo se affiderebbe mai sua figlia ad un insegnante per nulla specializzato. Sì, perchè alla fine si tratta sempre e comunque di un ripiego. Ciò va in contrasto forte con le sue intenzioni di riforma.

In oltre 2 anni di attività da sottosegretario abbiamo avuto modo di capire cosa lei conosca della scuola. In una intervista ha dimostrato di non conoscere neanche l'entità dei nostri stipendi. Abbiamo avuto modo di conoscere il senso dell'arroganza fine a se stessa. Di quelle del tipo: io sono io e voi potete dire ciò che volete ma non valete proprio nulla.  

Le mandiamo i nostri saluti, onorevole, speriamo che non faccia danni altrove, non credo che nel suo prossimo ruolo sia più capace.