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Mer, Lug

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Cinque argomenti che spiegano perché le associazioni delle famiglie e dei docenti di sostegno sono contrarie alle assegnazioni provvisorie su sostegno senza titolo. 

 Assunto fondamentale: Non è necessario argomentare quanto nella scuola di oggi la docenza su sostegno sia indispensabile e cruciale, costituendo una parte imprescindibile dell’offerta formativa di ogni istituzione scolastica.

Chi non lo sa o non se ne è accorto, mostrando ampia lontananza dalla scuola pubblica italiana contemporanea e dall’aggiornamento professionale permanente, o è focalizzato su logiche altre, che rischiano di confliggere con il bene della comunità scolastica e del sistema di Istruzione pubblica italiano.

 

Argomento 1: Le assegnazioni provvisorie su cattedre di sostegno senza possedere il necessario titolo contraddirebbero la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, deprivando gli alunni con disabilità del supporto specialistico per il raggiungimento delle Competenze chiave di cittadinanza, ossia quelle competenze “di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione”. 

Deduzione logica 1: Se gli alunni con disabilità sono destinati a competenze chiave di cittadinanza “a marcia ridotta”, ne consegue che i giovani cittadini con disabilità sono cittadini di serie B. 

 

Argomento 2: Le assegnazioni provvisorie su cattedre di sostegno senza possedere il necessario titolo contraddirebbero anche la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008, perché affidano la delicatissima parte delle Conoscenze a chi non ha il titolo per occuparsi degli alunni con disabilità e dei loro processi di apprendimento.

Deduzione logica 2: Se gli alunni con disabilità possono essere affiancati da chi è privo delle competenze necessarie, questo significa che le competenze e le conoscenze degli alunni con disabilità non interessano a nessuno, o meglio, non interessano a chi, a livello istituzionale ha il compito specifico, professionale e morale, di tutelarli.

Argomento 3: Le assegnazioni provvisorie su cattedre di sostegno senza possedere il necessario titolo contraddirebbero, in modo ancora più grave perché palese e noncurante, le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione (DM 254/12), nell’importante punto dedicato a “Una scuola di tutti e di ciascuno”, contravvenendo con ciò anche alla “diffusione della cultura della sostenibilità in vista dell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”.

Deduzione logica 3: Se il benessere degli alunni con disabilità fa parte di tali importanti  indicazioni e degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile individuati nell’Agenda 2030, ma poi nei fatti tale benessere non è tutelato, le Indicazioni nazionali e l’Agenda 2030 sono destinati a fallire. 

 

Argomento 4: Le assegnazioni provvisorie su cattedre di sostegno senza possedere il necessario titolo svilirebbero l’intera categoria docente, perché affermano a livello nazionale, in tutte le famiglie, che il mestiere di docente si può improvvisare.

Deduzione logica 4: Se il lavoro del docente può essere svolto da chiunque, viene minato il patto di stima e fiducia stipulato con le famiglie, con la comunità educante tutta e con le agenzie territoriali con cui la scuola dialoga e coopera.

Argomento 5: Le assegnazioni provvisorie su cattedre di sostegno senza possedere il necessario titolo minerebbero l’autorità scientifica degli enti di alta formazione (generalmente Universitari), presso i quali i docenti con titolo sono stati formati, con esborso di ingenti risorse economiche e impiego di qualificate risorse umane.

Deduzione logica 5: Se viene meno il riconoscimento professionale/sociale e la possibilità di impiego in prima istanza dei docenti specializzati, a favore dei docenti non specializzati per esclusive ragioni di mobilità, cade anche la necessità di portare avanti gli studi sulla didattica speciale (mentre la ricerca internazionale, al contrario, dà sempre più maggiore spazio a questo campo di indagine e intervento), con tutto quel che ne consegue in termini di crisi di immagine dell’Università italiana e di autorevolezza scientifica. Caduta una tessera cadono tutte.

 

Si allega il link all’articolo di oggi dei GenitoriTosti che esprime in modo eloquente la posizione delle famiglie.

http://www.genitoritosti.it/?p=2299 

A voi gli ulteriori argomenti con le conseguenti deduzioni.

 

Eleonora Marrone 

9 luglio 2018

per Professione Insegnante e per la Rete dei 65 Movimenti