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Lun, Dic

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Per chi suona la campana?

Ormai la scuola è sempre più raramente il luogo della cooperazione e sempre più quello della competizione e dello scontro; è il luogo dove gli insegnanti sono dei nemici tra di loro e non degli amici, dei colleghi, forse perché sono in lotta con loro stessi; tanto ignavi quanto opportunisti.

Sono frequenti episodi di mobbing orizzontale che, uniti al climax violento della relazione che si incontra nelle classi, genera fenomeni di burn out.

Sono sempre più frequenti episodi di chiusura, di paura, di rifiuto della relazione, di difesa, di depressione.

Poi gli insegnanti sono ubbidienti all' antica morale, tanto diffusa e che ho sempre trovato in tutti gli anni della mia carriera e in tutte le scuole, sia da insegnante e sia da sindacalista: quella della difesa e dell'ubbidienza cieca e ad oltranza dei fatti propri anche a scapito degli altri.

L'interesse dell'insegnante generalmente termina laddove finisce il suo personale interesse e inizia quello collettivo; a questo punto la protesta diventa lamento e poi inevitabilmente silenzio.

Paradigmatica è la situazione sulla violenza nelle scuole. Si preferisce o ignorare il problema o lamentarsene in quanto non riguarda personalmente.

Nella mia scuola non succede, a me non è mai successo, a me non può succedere. Individualisti fino al midollo, monadi con finestre e porte chiuse ermeticamente sugli altri e sul mondo.

Io dico ai miei colleghi sul gruppo di PI dove leggono in migliaia e in questo articolo: non domandarti mai per chi sta suonando la campana, essa sta suonando per te.