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Gio, Set

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Continuano a susseguirsi da parte di diversi USR dei provvedimenti in esecuzione delle Ordinanze Cautelari del Consiglio di Stato da parte di molti ricorsisti in merito all'applicazione errata dell'algoritmo relativo alla mobilità effettuata nell'a.s. 2016/17, in cui si chiede di rivalutare la loro assegnazione su una sede richiesta o vicinoria negli ambiti disponibili; risulta alquanto illegittimo richiedere l'assegnazione su sedi disponibili nell'a.s. 2018/19, in quanto, tale movimento dovrebbe essere effettuato nella disponibilità nell'a.s. in cui si è prodotta la domanda, poiché, se l'algoritmo fosse stato applicato in modo corretto non avrebbe potuto comunque assegnare sedi ove non vi era disponibilità.

 

È evidente che ciò danneggia sia i docenti iscritti nelle GAE che potevano contare sulle nuove disponibilità per l'assunzione in ruolo nella propria Provincia, sia i vincitori di concorso che ancora attendono di essere assunti nella propria Regione. Ci chiediamo come mai il Consiglio di Stato non abbia chiarito questo aspetto fondamentale e che risulta come applicazione lesiva per molti docenti; ma, soprattutto, ci chiediamo come mai sia possibile che l'USR si limiti ad applicare i provvedimenti non tenendo conto di tutti questi problematici risvolti.

Inoltre vi è un tacito assenso da parte di tutte le sigle sindacali, che non si oppongono fattivamente ad un palese e chiaro danno verso una parte dei lavoratori della scuola, come se patteggiassero solo per alcuni dei lavoratori a discapito di tutti gli altri.

È stata più volte richiesta una soluzione politica urgente e fattiva, in considerazione che risulta ancora una volta penalizzato, e maggiormente, chi non ha potuto o voluto partecipare al Piano Straordinario del Governo Renzi che ha leso i diritti acquisiti di molti docenti iscritti in GAE, nonché illuso molti docenti vincitori di concorso che speravano di essere assunti nel triennio come era stato promesso.

Ci domandiamo quale sia la risposta delle varie coalizioni politiche o delle varie sigle sindacali ( confederali o meno) in relazione agli eventi che continuano a verificarsi contro una categoria di lavoratori che permangono in una situazione precaria e instabile da molti anni e che, certamente, non meritano questo trattamento.

Oggi molte sigle sindacali chiedono il voto per l'elezioni delle proprie RSU, ignorando che vi siano pressanti richieste di equità e giustizia da parte di chi è iscritto al sindacato, ma anche da chi non lo è. Per la difesa dei lavoratori tutti non si può discriminare dei lavoratori a discapito di altri per un puro interesse di parte. Infatti il ruolo di qualsiasi sindacato dovrebbe essere quello della la difesa della categoria, senza favoritismi o concessioni.

Nonostante gli anni che trascorrono attendiamo ancora che queste iniquità possano essere risolte in modo adeguato e legittimo, perché un precario, anche lavoratore da anni, viene retribuito non per un intero anno solare, ma solo per i mesi contrattuali, non ha garanzia di una sede assegnata per più anni, né un contratto stabile, né la garanzia di un rinnovo contrattuale, pur avendo lavorato per lo Stato per decenni.

Una legge è ingiusta quando viola i principi morali di uguaglianza.