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Mer, Lug

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Nonostante le festività pasquali la nostra petizione procede la sua marcia. Oltre 15.000 firme raccolte in pochi giorni testimoniano il fatto che il problema della violenza contro gli insegnanti è abbastanza sentito tra i cittadini. 
I fatti parlano chiaro: docenti vessati da pessime riforme che l'autorevolezza e il valore istituzionale della professione docente, studenti che reagiscono sfregiando gli insegnanti. Genitori che si trasformano in sindacalisti dei propri figli e portano avanti spedizioni puntive come il caso del professore di Avola che se l'è cavata con una costola rotta. Infine studenti che legano una insegnante ad una sedia e la picchiano filmando tutto l'accaduto. 


Il tutto nell'indifferenza generale delle istituzioni. L'ultimo caso non ha evidenziato neanche una parola da parte della Ministra Fedeli, tanto è prossima alla fine del proprio mandato, le elezioni sono già finite, che bisogno c'è di esporsi a difendere la scuola pubblica che, ahimè, ancora rappresenta?
La "condanna" a un mese di espulsione dalla scuola "con obbligo di frequenza" sa di beffa così come è sintomatica anche la reazione dell'insegnante interessata forse colpita e spaventata da tanto clamore: hanno chiesto scusa e va bene così.
Ecco, una ondata di buonismo nei confronti di un branco di studenti che commette un reato penale che il dirigente scolastico pare abbia obbligo di denunciare alle autorità in quanto pubblico ufficiale. Non facoltà ma obbligo a cui forse è venuto meno!
Non ci resta che firmare la nostra petizione e chiedere una normativa più chiara e limpida che ponga fine a questa serie di eventi gravi di fronte ai quali non c'è mai alcuna sanzione ed in assenza di sanzioni serie, si sa, l'azione educativa va a farsi benedire.
Professione insegnante chiede al presidente della Repubblica un gesto di attenzione nei confronti della scuola pubblica e un monito che serva da stimolo alle forze politiche che governeranno affinchè individuino una chiara normativa in merito.

Per firmare la petizione basta cliccare qui e diffonderla su tutti i social