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Dom, Set

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[di Salvo Amato] In un comunicato articolato scritto dai tre sindacati confederali appare ormai chiara l’intenzione di firmare un contratto dannoso, peggiorativo e umiliante per i docenti.

La chiarezza che traspare è evidente laddove si parla con assoluta positività su argomenti che di fatto non vengono specificati. Provo a citare alcune parti e commentarle:

Su alcuni nodi importanti (risorse e spazi di contrattazione) è stata chiesta e ottenuta un’integrazione dell’Atto di Indirizzo; ci sono pertanto le condizioni per riprendere anche sostanzialmente il negoziato e puntare a una soluzione positiva in tempi brevissimi.” Di cosa parla? A cosa si riferisce? Sembra una vittoria di Pirro, ottenere integrazione sugli spazi di contrattazione senza soldi?
Vediamo un altro passo importante:

…l’accordo contrattuale, la cui vigenza è in scadenza al 31 dicembre 2018, nel ricondurre nell’alveo negoziale le materie che sono state sottratte alla sede naturale della contrattazione (orario, salario e della disciplina del rapporto del lavoro), rappresenta la premessa per riprendere un cammino di confronto interrotto da più di dieci anni, con grave danno alla scuola, alla partecipazione, alla democrazia e alla qualità dell’offerta formativa.” In questa parte sembra che a parlare sia il Ministro piuttosto che i tre sindacati che hanno il dovere di difendere oltre un milione di lavoratori. Che confronti intendono fare su cifre ormai congelate dalla legge di bilancio? E’ chiaro ed evidente che materia di contrattazione sia anche tutto ciò che rientra nella legge 107 e dovrà essere contrattualizzato ma non è che forse questo “cammino interrotto” venga ripreso troppo tardi dopo 4 anni di governo di centrosinistra? Come mai ci pensano 29 giorni prima delle elezioni?

Ma leggete anche questa chicca, qui si arriva al massimo, di fatto i tre sindacati si sostituiscono non tanto al ministro ma addirittura ad un partito che sta facendo propaganda per le prossime elezioni:
"Lo strumento contrattuale, è necessario che sia accompagnato da una politica di investimenti in istruzione, formazione e ricerca, che riallinei il nostro Paese anche nel confronto con quanto avviene nel resto d’Europa." Cosa vuol dire? Di quali investimenti parla se è stato ribadito che soldi non ce ne sono e che occorre accontentarsi di 73 euro lordi al mese in media?
Il resto del documento pare sia chiaro e in poche parole dice qualcosa che potevano scrivere così: firmeremo senza se e senza ma, rimandando a dopo le elezioni ogni richiesta ulteriore di tutela dei nostri diritti.
Quindi, da un lato parla di “riprendere il cammino interrotto 10 anni fa” , dall’altro propone di firmare il formabile per interromperlo ripromettendosi di continuare con chi governerà dopo il 4 marzo.
Ma viste le date così ravvicinate, non sarebbe il caso di rimandare tutto a dopo il 4 marzo? Cosa impedisce ai tre sindacati di abbandonare un tavolo così difficile e impossibile da accettare nel momento in cui tutta la base grida all’unisono di NON FIRMARE? 

Professione Insegnante continua la propria lotta per chiedere di non firmare il contratto in forza delle 82.000 firme raccolte dalla propria petizione che è ancora aperta.
In caso di firma i docenti stracceranno le tessere dei tre sindacati che si assumeranno la responsabilità di aver sottoscritto un contratto peggiorativo rispetto al precedente.

Ecco il link alla petizione