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Lun, Dic

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Siamo all’inizio di un nuovo anno scolastico, sta per finire l’ennesimo agosto turbolento, quello in cui tutti i comuni cittadini ci vedono in vacanza ma non sanno che per molti insegnanti è il mese del cambiamento. Agosto è il mese della mobilità, delle assegnazioni provvisorie, degli incarichi in ruolo. Un’agenda fitta dall’1 al 31 che non risparmia neanche il giorno dopo ferragosto.

E’ proprio per via della frenesia da sovrapposizione di effetti che alla fine si consumano gli errori peggiori. Cattedre che spariscono, ambiti che vengono cambiati, scuola che non rispondono sulle disponibilità di cattedre, segreterie degli UST che non rispondono al telefono.

E’ caos! Un caos alimentato ancora di più dalla carenza di personale e dall’incapacità di far funzionare bene gli strumenti informatici messi a punto per gestire tutte queste operazioni.
Sì, perché ricordo che fino a 10 anni fa si andava alle convocazioni per incarico annuale addirittura a fine luglio. Non c’erano le istanze presentate elettronicamente e il 1 settembre si era tutti pronti per l’inizio dell’anno. 

Il caos alla fine determina la mancanza di trasparenza e di buon senso. Le operazioni di assegnazione della sede per mobilità e per il ruolo sono ancor più complicate dalla presenza degli ambiti territoriali. Un concetto che inserisce un altro passaggio obbligato nella trafila già complessa per le immissioni in ruolo.
I docenti vengono inseriti negli ambiti territoriali di loro scelta e poi attendono la famosa chiamata diretta. Accade, ovviamente, che tra il 9 agosto e il 13 non è detto che ci siano così tanti presidi solerti e svegli da provvedere in così poco tempo ad arricchire la scuola che dirigono con i migliori insegnanti. Quest’anno infatti la operazioni di chiamata diretta sono state rarissime e hanno di fatto decretato per il secondo anno consecutivo il fallimento di un meccanismo assurdo.

Dal 17 agosto i docenti scampati alla chiamata diretta, quelli che sono stati scartati, le scuole che non hanno provveduto a scegliere “i più bravi” sono sottoposti ad una fase surrogatoria di inserimento in sede secondo un famoso algoritmo. E qui ci risiamo! Questo algoritmo dovrebbe individuare la sede migliore per i docenti a partire da una scuola da loro stessi indicata come la preferita e via via inserirli laddove è possibile seguendo anche la priorità per graduatoria. 

 

I docenti, quindi, attendono la famosa email che stenta ad arrivare. Dal 17 agosto ormai è una settimana che non si muove una foglia soprattutto al sud e nelle scuole secondarie. Proprio laddove le operazioni sarebbero più semplici con meno di 10 docenti in ruolo su un singolo ambito territoriale. Ciò che accade ì, per di più ha dell’incredibile. I docenti spesso si sentono chiamati al telefono a viene loro comunicato che l’ambito scelto non è più disponibile. Come dire: non abbiamo la margherita ma se preferisce una 4 stagioni va bene? Il tutto con palese mancanza di trasparenza. Come mai non ci sono più le cattedre di prima? E poi: perché chiami i docenti al telefono? Dovresti riconvocare.
La mancanza di trasparenza vista con il grande piano di assunzione e con il grande piano di mobilità continua a perseverare. I docenti vengono assegnati alle scuole senza poter vedere una graduatoria e controllare verificando che le operazioni siano state effettuate correttamente. Occorre solo fidarsi di un meglio identificato algoritmo e nulla di più. Peccato che la stessa pubblica amministrazione preveda trasparenza assoluta in operazioni delicate come queste.