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Dom, Set

Il Ministro  Bussetti ormai è entrato nella piena annuncite. Come i suoi predecessori!  Tra le righe, però si può comprendere la prospettiva: la calma piatta!

La dichiarazione del Ministro

Il Ministro Bussetti ha dichiarato a M. Giannini: "Credo proprio che tagli alla pubblica istruzione non ce ne saranno".

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Dopo aver assistito alla continua demolizione della scuola pubblica gli insegnanti vogliono raccontare cosa significa davvero essere insegnante oggi con un documento nuovo e alquanto singolare: un libro che racconterà la scuola italiana in 50 casi simbolo, che vanno dalle periferie alle eccellenze, dai casi emblematici di precariato ai casi singolari di insegnanti esemplari. Un documento che Professione Insegnante, gruppo con oltre centomila membri, intende produrre raccogliendo  storie e selezionandole in modo tale che esse possano rappresentare  la vera scuola italiana. Perché la scuola non è fatta di riforme e leggi: la scuola è fatta di persone, docenti, studenti, dirigenti, ATA...

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Oggi  il Ministro Bussetti, in risposta al deputato Fusacchia circa l'obbligo dell'alternanza scuola lavoro nel triennio delle scuole secondarie di secondo grado  ha affermato che si andrà a “prevedere un numero minimo di ore da svolgere, in misura diversificata nei vari istituti poi ciascuna scuola potrà decidere la durata dello stesso”. 

Sappiamo che per l'anno scolastico 2018/19 con il decreto Milleprorghe, i  requisiti stabiliti per l'ammissione all'esame di stato saranno modificati eliminando  sia  la valutazione relativa alla prova Invalsi sia l'obbligo di svolgimento dell' alternanza.

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E’ questo che si richiede all’uomo, che giovi agli altri uomini; se è possibile, a molti, se no, a pochi, se neanche questo può avvenire, giovi a chi gli è più vicino, se non è possibile, a sé stesso. Perché, quando si rende utile agli altri, svolge un servizio pubblico.” (Seneca, De Otio)

Essere un insegnante non è essere un semplice trasmettitore di saperi.

Un bravo insegnante, raccontava una volta il grande psicoanalista di origine egiziane Moustapha Safouan, si riconosce da come reagisce quando, salendo in cattedra, gli capita di inciampare. Cosa saprà fare di questo inciampo?   “Un bravo maestro si distingue da come reagisce quando entrando in aula, prima di salire in cattedra, inciampa. Un bravo maestro è quello che fa dell’inciampo il tema della lezione”, perché la caduta non la teme e sa che la lezione non può e non deve essere necessariamente quella programmata.

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Il GDPR (Regolamento europeo sulla protezione dei dati) e il decreto di adeguamento (101/18) legittimano il consenso del minore al trattamento dei dati personali. L'atto comporta un impegno per il futuro.

Il GDPR e il decreto danno fiducia al minorenne

Il GDPR e il decreto nazionale di adeguamento al trattamento dei dati personali (101/18), esprimono un atto di fiducia verso il minore. In altri termini, egli entra nella maggiore età, perché può gestire autonomamente la propria identità digitale, esprimendo il consenso al trattamento dei propri dati personali.

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Le parole vuote e le promesse mirabolanti passano e la scuola, da vent’anni a questa parte, va sempre peggio. Massimo Recalcati, nel libro L'ora di lezione, parla della "burocratizzazione fatale della funzione dell'insegnante, che deve sempre più rispondere alle esigenze dell'Istituzione e non a quelle degli allievi".

Leggi tutto: Fine della scuola?

Generazione Hikikomori, sempre connessi e quindi progressivamente estranei alla vita reale. Gli scenari e le responsabilità

Nativi digitali, l'equivoco del loro profilo

Spesso i nostri ragazzi sono definiti "Nativi digitali". La felice definizione è di M. Prensky (1999), rimanda unicamente a una condizione temporale. Pertanto non si identifica con la competenza digitale che in molti casi è assente. Sono i genitori a cadere nella trappola dell'identificazione. La causa è la loro formazione analogica che li porta ad esaltare il digitale che non comprendono, confondendo lo smanettare o la conoscenza di qualche procedura con la competenza.

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Sono stata contatta, in qualità di caporedattrice di Professione Insegnante, dallo staff di  Rai Due per informare Voi colleghi, genitori, studenti del fatto che ripartirà il programma Mai più bullismo  dedicato alla risoluzione dei conflitti tra ragazzi all'interno delle classi.

Da anni noi docenti  ci impegniamo a combattere le piaghe del bullismo.

Infatti per troppi ragazzi entrare in classe la mattina è un incubo: insulti, scherzi pesanti, a volte violenza sono un’esperienza quotidiana. Molti subiscono in silenzio, si vergognano, nascondono la loro sofferenza ai docenti e agli stessi genitori.

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Il crollo della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami nel cuore del Foro Romano, edificio sovrastante il Carcere Mamertino porta ad una riflessione che riguarda l'attenzione alla nostra storia, alla nostra ricchezza, al nostro patrimonio storico- artistico e culturale che tutto il mondo ci invidia. Il nostro oro.

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L'anno scolastico appena iniziato mostra tutte le caratteristiche negative del precedente, anzi le peggiora. Ci si avvia ad un anno pieno di paventate modifiche alla riforma, "migliorie", "abrogazioni" e soprattutto, cosa più importante, cambi di terminologie. Come se cambiare le parole fosse sufficiente a cambiare le cose che rimangono tali e quali. 
Un primo dato che emerge dagli organici è rappresentato da cifre spaventose sulle cattedre rimaste vacanti nelle grandi città del nord. A Milano sono oltre 6000. Si registrano poi quasi 30.000 cattedre rimaste vacanti dalle immissioni in ruolo. Come mai? Semplice, frutto delle politiche volte a far migrare docenti dove c'è un intasamento di precariato, liberando così cattedre che non possono essere occupate da nessuno perhcè in zone prive di graduatorie di merito e di graduatorie ad esaurimento. Non ci voleva certo una grande competenza per capirlo. 

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Io credo che l'amministrazione scolastica periferica  in occasione delle procedure di immissioni i ruolo  debba dotarsi di uno stringente  cronoprogramma e  debba rispettare delle regole ben precise  e uniformi  su tutto il territorio nazionale  e tutti devono fare bene  la loro parte: dirigenti, funzionari, impiegati e sindacalisti,  la stampa deve pungolare e denunciare e la politica nazionale e locale segnalare, denunciare, chiedere gli opportuni interventi politici e ministeriali anche se del caso  con interrogazioni parlamentari. 

Leggi tutto: Conoprogramma...

Chi non si ricorda della gloriosa scuola elementare di via Tempesta*, continuazione della via Risorgimento, oggi scuola dell’infanzia! Era una delle più belle scuole elementari di periferia, tre stabili indipendenti, su due piani, con spazio circostante per i momenti ricreativi giornalieri. 

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