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Lun, Dic

Le riforme degli ultimi 50 anni sono troppe, disastrose e e deleterie per il prestigio sociale dell'insegnante. La retribuzione salariale è peggiorata notevolmene, il malessere psichico aumentato soprattutto alla luce dell'innalzamento dell'età pensionabile.

Queste in sintesi le parole di Vittorio lodolo D'Oria medico che da oltre 25 anni studia gli effetti dello stress da lavoro correlato il burnout di cui sono colpiti smepre più insegnanti stretti tra adempimenti burocratici, scadenze, centinaia di alunni ed una età media ch supera i 52 anni. 
Secondo Lodolo D'Oria, chi governerà nella prossima legislatura dovrebbe occuparsi di più della scuola e soprattutto di chi la fa perchè ne va della qualità della formazione dei futuri cittadini. Per questo una settimana fa egli lancia una petizione che ha raggiunto in poco tempo 25.000 firme in cui evidenzia ben 5 punti sostanziali, chiari, limpidi ed ampiamente condvisibili 

Leggi tutto: Migliorare le condizioni degli insegnanti per...

A 3 giorni dal lancio della petizione si intravvedono i primi risultati ed i primi effetti sui sindacati. Effetti che fanno sicuramente riflettere parecchio. 

Se fino a qualche settimana fa nessuno parlava di aumenti da 200 euro al mese netti adesso ANIEF sostiene di aver fissato da tempo questa cifra quale aumento proposto per il rinnovo del contratto. C'è di più cominciano ad uscire i primi comunicati dove addirittura ANIEF sostiene che siano gli isnegnanti ad appoggiare la propria linea quando invece la petizione parte proprio da noi, da Professione Insegnante, da un gruppo facebook che raccoglie quasi centomila docenti, ben 6 volte più dei tesserati del sindacato che quasi rivendica la paternità sulla nostra petizione senza avere il coraggio di diffonderne il link diretto.

 "La linea è accolta in pieno dagli insegnanti autori in queste ore di una petizione pubblica, con cui chiedono ai sindacati maggioritari "un adeguamento di almeno 200 euro netti di stipendiofermo da 9 anni"" ecco un virgolettato che appare su diverse testate giornalistiche. Ma come mai hanno così tanta paura a citare il nome dell'associazione che propone la petizione? Non si tratta di "insegnanti autori" bensì di Professione Insegnante! E' così difficile evincerlo dalla schermata iniziale della stessa petizione? Pessima mossa quella di voler far leva sulla nostra petizione ma non essere in grado di citare gli autori per paura di essere oscurati nella lotta contro il tentativo di un rinnovo del contratto palesemente umiliante per i docenti. Ci saremmo aspettati, invece, una azione congiunta, una volta tanto soprattutto alla luce del fatto che la nostra petizione minaccia lo straccio delle tessere sindacali di qui sindacati che andranno eventualmente a firmare.

L'altra nota interessante riguarda il fatto che lo SNALS, uno dei cinque sindacati "pronto firma" forse non sarà interessato a firmare un rinnovo così come lo si presenta. Speriamo che non cambi idea, sarebbe già un primo risultato della nostra lotta che va verso le centomila firme sulla petizione che, ricordiamo, è DI PROFESSIONE INSEGNANTE senza le ingerenze di nessun sindacato grande o piccolo che sia.

Eccovi il link per firmare la petizione con maggior convinzione,

ce la possiamo fare, visto che qualcuno cambia idea e qualcun altro si assume l'idea stessa della petizione com strumento di lotta

 

Tra gli obiettivi riguardanti la scuola, viene dichiarato che occorrerà:

declinare chiaramente, nella definizione delle attività funzionali d’insegnamento, l’impegno che il docente profonde nella progettazione individuale e collegiale delle attività didattiche, nella valutazione degli alunni, nell’attività di ricerca, nei rapporti con le famiglie e con la comunità scolastica ed educante, nei rapporti con le istituzioni e il territori ai fini del miglioramento della qualità dei percorsi formativi ed in ogni altra attività funzionale al lavoro d’aula.”

Leggendo tra le righe emergerebbe un  incremento delle ore di attività funzionali, … un riconoscimento del lavoro sommerso? Non proprio. Piuttosto un ulteriore aggravio, con obbligo di rendicontazione di ogni attività svolta, anche di formazione, da svolgersi nelle ore di attività funzionali, quindi 40+40+ ?.

“Declinare chiaramente” si dice. Nero su bianco ovviamente.

E’ da ricordare  anche l’ esistenza  di un documento che prevedeva 120 ore nel triennio di formazione obbligatoria, diffuso ampiamente nel web, che aveva creato non poche reazioni.

Tale documento, in vista del referendum del 4 dicembre 2016, venne tempestivamente insabbiato,  è da temere che sia riproposto al momento del rinnovo contrattuale.

Intensificazione notevole del lavoro dunque, a fronte di un aumento salariale di circa 30 euro netti, per dei lavoratori già vessati dalle numerose  e continue innovazioni che hanno triplicato il lavoro rispetto al passato e che si attenderebbero ora una retribuzione più dignitosa.

Si configura invece un vero affronto, specie in rapporto  al previsto aumento salariale dei Dirigenti Scolastici di 400 euro mensili.

Chi non ricorda poi  l’intenzione del governo di aumentare l’orario di servizio da 18 a 24 ore per tutti gli ordini di scuola?

Che dire.. scenari davvero preoccupanti per una categoria che avrebbe da tempo anche diritto ad una contrattazione separata, per la specificità della professione, non ascrivibile al generico “pubblico impiego”. 

Occorre diffidare subito i sindacati dal firmare simili condizioni peggiorative, dopo tanti anni d’attesa e al contempo coinvolgere con ogni mezzo l’opinione pubblica.

Occorre firmare la nostra petizione e diffonderla in massa

30.000 firme raccolte in meno di due giorni, è questo il risultato ottenuto da una massiccia campagna sui social messa in atto da Professione Insegnante grazie alla collaborazione di tanti docenti che hanno diffuso capillarmente.
La notizia è stata ripresa dalle principali testate del settore come OrizzonteScuola, Tecnica della Scuola, la testata Sussidiario.net...

Siamo ad un terzo del nostro cammino, 100.000 firme sono sicuramente alla nostra portata anche grazie alla diffusione capillare e continua negli ambienti scolastici. 

C'è tempo per firmare e diffondere massivamente

Clicca qui per firmare la petizione

Nonostante il silenzio dei principali quotidiani, nonostante l’indifferenza di molti politici, nonostante le reazioni anche sconsiderate di alcuni sindacati di base, nonostante le critiche dei sindacati pronto-firma che minimizzano con un “soldi non ce ne sono”, la petizione va avanti, procede la sua marcia verso le 100.000 firme. Noi crediamo che ormai 75.000 firme possano bastare per stracciare altrettante deleghe sindacali qualora venga firmato un accordo per una mancetta. Noi insegnanti ci auguriamo che la nostra azione di diffida venga adeguatamente valutata. Diversamente, il giorno dopo la firma di una mancetta umiliante stracceremo le deleghe sindacali.

Firma e diffondi la petizione ancora attiva per tutta la durata della contrattazione

 

In sole 24 ore la petizione ha raggiunto oltre 10.000 firme, segno che la richiesta ai sindacati di non firmare un contratto umiliante, come quello proposto dall’attuale governo, è sacrosanta e soprattutto ampiamente condivisa. Puntiamo a raggiungere 100.000 firme di docenti che chiedono con forza ai sindacati di non firmare il rinnovo del contratto con un adeguamento degli stipendi farlocco e vergognoso. Diffidiamo, quindi, i sindacati Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal e FGU dal firmare e, soprattutto, siamo pronti a stracciare le deleghe sindacali, qualora questo contratto fosse firmato, nonostante un chiaro NO tanto condiviso quanto diffuso.

Cari colleghi, se tenete alla vostra dignità, firmate e diffondete questa petizione.

Cliccate qui per firmare la petizione

Ottima iniziativa della Malpezzi. Finalmente la politica ascolta la scuola!

Considerazioni sulla proposta Malpezzi. La recente sentenza della Cassazione ha il merito di aver "trattenuto sul palcoscenico" un tema molto delicato. Mi riferisco alla "Culpa in vigilando". La vivacità del dibattito ha portato alla richiesta di un aggiornamento del quadro normativo vigente. L'obiettivo è stato in parte raggiunto con la proposta-Malpezzi.

Leggi tutto: Considerazioni sulla proposta Malpezzi (uscita...

aumenti

Azione di lotta proposta da Professione Insegnante:

  • Astensione immediata da ogni attività cosiddetta aggiuntiva e dimissione da ogni incarico.
    Gli insegnanti svolgeranno solo quanto previsto dagli obblighi contrattuali.
  • Richiesta di aumento:
    200 euro netti come recupero della perdita di potere d’acquisto dei salari dal 2008 a oggi.
  • Non accettare il contratto degli 85 euro lordi nel triennio 2016/18 pari a 15 euro netti nel 2016, 30 nel 2017 e 40 nel 2018.
  • Rinvio della chiusura del contratto alla prossima legislatura.
  • Diffida a Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals, FGU a non firmare il contratto e ad abbandonare il tavolo.
  • Richiesta referendum che coinvolga tutta la categoria nel caso i sindacati siglino il contratto prima della firma.
  • In caso di firma promozione di una capillare campagna di disdette

Il Consiglio Direttivo di Professione Insegnante.

Man mano che i giorni passano il silenzio dei quotidiani si fa sempre più assordante. Ignorano un esercito di insegnanti che chiede ai sindacati di non firmare un rinovo del contratto umiliante. 

Nonostante il silenzio dei quotidiani la nostra petizione continua la sua marcia verso le 100.000 firme, un traguardo importante cui molti cominciano a credere. Centomila insegnanti che diffidano i sindacati dal tornare a casa con un aumento umiliante come quello proposto dopo 9 anni di vacanza contrattuale.
Professione Insegnante ha calcolato in 200 euro netti in media di aumento stipendiale, utile perchè i docenti acquisiscano il potere di acquisto che avevano 9 anni fa.

Persino il quotidiano di confindustria Il sole 24 ore calcola un 12,5% di perdita di potere di acquisto da parte degli insegnanti, ultimi nella PA per stipendi e rinnovo dei contratti. Una percentuale ben al di sopra di quella che onestamente ha calcolato la nostra associazione(11%).

Inutile dire che rigettiamo risposte scontate del tipo: "non ci sono soldi" oppure: "l'aumento fa fatto in virtù dell'inflazione programmata". Sappiamo benisismo che l'inflazione programmata è quasi in linea con l'inflazione reale. Per il 2018 è previsto un balzo dell'1.7% di inflazione programmata che si aggiungerebbe alle percentuali poco fa descritte. In fondo il contratto verrà aggiornato per il prossimo triennio che comprende anche il 2018. 
Professione Insegnante punta a consegnare 100.000 firme ai sindacati "pronto firma" per chiedere loro di non firmare, pena lo straccio delle tessere e sicuramente tra i 100.000 firmatari molti stracceranno le tessere qualora si dovessero ritrovare con 85 miseri euro lordi (meno di 50 netti) al mese. 

La petizione è ancora disponibile e va diffusa in tutte le scuole per raggiungere presto il nostro obiettivo. Clicca qui per firmare e diffondere

Interessante in convegno che si è svolto oggi, 12 ottobre alle ore 15 presso la sala ISMA al Senato che ha consentito a diversi esponenti del mondo della scuola di fare il punto sulla situazione sulla professione insegnante. Al convegno erano presenti il Senatore Fabrizio Bocchino che ha aperto i lavori, la senatrice Michela Montevecchi, il Dott. Vittorio Lodolo D’oria, il Preside Luigi Martano, l’avv. Elena Spina, la dott.ssa Maria Lucia Taverna, il Prof. Salvo Amato in rappresentanza di Professione Insegnante.

L’intervento del Senatore Bocchino in apertura ha posto l’accento sulla tematica economica focalizzando l’attenzione sulla notevole disparità di trattamento tra insegnanti italiani e insegnanti degli altri Paesi del mondo. Trattamento economico che è ancora più meritevole di attenzione in un contesto in cui l’insegnante viene investito di diversi ruoli e di diversi adempimenti menzionati e normati nella legge 107. Secondo il Senatore Bocchino: “la trattativa per il rinnovo del contratto del pubblico impiego” possa diventare “una occasione per restituire al profilo dell’insegnante la dignità che ha perduto in questi decenni di miopi penalizzazioni”.

Leggi tutto: Al convegno di Professione Insegnante, emergono...

 

Sembra strano ma forse occorre chiedersi quante firme occorrano affinché i quotidiani nazionali si sentano in dovere di parlare di una petizione che parte dal basso e chiede ai sindacati di non firmare un aumento-mancetta proposto dal Governo. 

In 5 giorni la petizione portata avanti da Professione Insegnante vola a oltre 54.000 firme ma nonostante le richieste fatte da migliaia di insegnanti alle principali testate giornalistiche nazionali queste rimangono mute e impassibili ignorando un movimento che coinvolge buona parte della Scuola Italiana.
La petizione continua a raccogliere firme e viaggia verso l’obiettivo di 100.000 firme da consegnare ai sindacati entro il 9 novembre, giorno in cui essi inizieranno la trattativa per l’aumento degli stipendi. Un aumento che si preannuncia magro e umiliante forse più del secchio che lo studente ha fatto volare sulla testa di un insegnante qualche giorno fa. Ed in effetti quella bbnotizia virale è stata ritenuta dai giornali molto più utile ed interessante al punto tale da oscurare una trattativa che sicuramente sarà dura ed estenuante. 

Da un lato il Governo mira a portare a casa un risultato che ritiene di capitalizzare alle prossime elezioni politiche, dall’altro gli insegnanti che dopo 9 anni di vacanza contrattuale non ci stanno ad essere presi in giro con un aumento che a regime, ovvero fra 3 anni, raggiungerà gli 85 euro lordi al mese. Se si considera che per molti tale cifra farà slittare il bonus 80 euro allora è chiaro che tale rinnovo ha tutto il sapore di una beffa. 

La raccolta firme è ancora aperta, ecco il link:

 

https://www.change.org/p/gli-insegnanti-chiedono-un-adeguamento-di-almeno-200-netti-di-stipendio-fermo-da-9-anni

 

Il consiglio direttivo di 

Professione Insegnante

 Giovedì, 12 ottobre 2017, alle ore 15:00 presso il Senato della Repubblica si terrà infatti il convegno di formazione, confronto e approfondimento intitolato: "Professione insegnante: profili giuridici, sociale ed economici." Su iniziativa del Sen. Fabrizio Bocchino, della commissione istruzione del Senato che sarà presente in veste di relatore, parteciperanno all'evento

la Sen.ce Michela Montevecchi, della commissione istruzione del Senato;

l' Avv. Elena Spina; esperta di diritto scolastico;

il Prof. Salvo Amato, insegnante e presidente di Professione Insegnante;

il Dott.Vittorio Lodolo D'Oria, medico, esperto di burnout;

il Dirigente scolastico Dott. Luigi Martano.

Moderatrice dell'evento la Dott.ssa Maria Lucia Taverna, insegnante ed esperta di diritto scolastico.

Si discuterà della figura del docente nell'Italia contemporanea e in prospettiva storico-politica secondo il profilo giuridico, economico, professionale, psicofisico, motivazionale. Il convegno sarà un momento di riflessione e formazione per i partecipanti e come tale comporterà l'esonero dal servizio.

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