Secondo quanto circola sul nuovo reclutamento, sembra che le voci più accreditate negli ambienti del MIUR individuino un canale per nulla meritocratico di accesso ai ruoli. Premesso che un insegnante assunto in ruolo viene investito della propria responsabilità per ben 40 anni di carriera, riteniamo profondamente distorta l’opinione secondo la quale la “selezione" avvenga basandosi esclusivamente su un certo numero di anni di servizio e non meno di 3. Ciò per tante ragioni:

  • La prima riguarda il fatto che gli anni di servizio hanno una valenza a livello di esperienza e di tirocinio ma non rappresentano un criterio meritocratico valido. Volendo estremizzare un insegnante può fare supplenze continuative per anni senza che venga valutata la propria competenza didattica e successivamente accedere al canale riservato come vuole il decreto;
  • La seconda riguarda il fatto che secondo noi i passaggi obbligati per raggiungere il ruolo dovrebbero essere di due tipi: un riguarda il percorso di abilitazione con accesso selettivo, l’alto riguarda un concorso ordinario selettivo basato sui reali posti programmati in un triennio ed eventualmente estensibile qualora la graduatoria di merito presenti docenti idonei.
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Finalmente Professione Insegnante esce dai confini del più grande gruppo social di docenti (oltre 123.000 membri) e si riconosce in una associazione di professionisti nata a tutela della scuola pubblica Italiana.

Dopo tante battaglie iniziate nel lontano 2013 e culminate nella campagna contro la regionalizzazione che ci ha visto raccogliere 68.766 firme, Professione Insegnante diventa associazione di professionisti a tutti gli effetti e avvia un insieme di iniziative a tutela della nostra professione. Professione Insegnante NON è sindacato ma eroga servizi di aiuto reciproco, mutua formazione, favorisce iniziative a sostegno della scuola pubblica e soprattutto elabora proposte di legge da sottoporre ai politici che si occupano di scuola.

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Una delle domande che ci si può porre nel corso della propria esistenza è quando è possibile considerarsi e/o considerare gli altri adulti. 

Domanda che ricorre spesso nel campo dell'insegnamento volto a formare gli adulti del domani.

La risposta più banale è ricondurre l'essere adulti ad una questione di età anagrafica o al massimo di esperienze effettuate.

 Molte persone riconducono l'essere adulti ad un processo di maturazione affettiva, relazionale, psicologica e sociale.

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Questa settimana, con ogni probabilità il Consiglio dei Ministri approverà il DL su Pas et alia, che nasce da una lunga concertazione tra OS e Ministero. 

Ora, trattandosi di Decreto Legge e pertanto di atto d’urgenza, sarà necessario prevedere una serie di emendamenti:

 

1) Introdurre la possibilità che i docenti inseriti in graduatorie di merito e ad esaurimento  possano a domanda trasferirsi in regioni e province dove le suddette graduatorie risultino esaurite, al fine di ottimizzare ogni anno le immissioni in ruolo, coprire tutti i posti vacanti e ridurre il fenomeno del ricorso ai supplenti. Il docente che sceglie di trasferirsi,  al fine di assicurare la continuità  didattica, non potrà presentare trasferimento e assegnazione provvisoria per 5 anni.

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A  mio  parere è  una sorta di promozione della serie "con il titolo di sostegno comunque si lavora", per mantenere esageratamente alto il costo dei corsi di specializzazione  presso le Università, concordata o meglio concertata tra Miur e Sindacati scuola,  il business ben più  consistente continuerà  con i Pas. Il docente quindi che inizia il corso  scavalca chi ha un  punteggio in graduatoria ed  esperienze pregresse di insegnamento proprio sul sostegno anche pluriennale e semmai non ha avuto l'opportunità di iscriversi o superare i test. Sarebbe un vulnus alla graduatoria che potrebbe essere impugnato.

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La responsabilità genitoriale cambia le regole del gioco educativo. Il minore è persona sempre! Quindi non più un oggetto o proprietà della famiglia, ma soggetto che si appartiene senza se e senza ma. Comunque sempre da proteggere e curare.

Dalla patria potestà a quella genitoriale

La responsabilità genitoriale è il risultato di un cambio di mentalità nei rapporti del minore. Prima del 1975 il bambino e il ragazzo erano ancora in balia del padre (patria potestà). Ovviamente rispetto al diritto romano, il rapporto, pur rimanendo gerarchico, si era in parte trasformato a favore di una maggiore attenzione al benessere e alla cura della prole.

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Un po' di numeri: gli  idonei sono 3420, i vincitori 2900, per l'a.s. 2019/20 saranno nominati in 2117, questo il numero dei posti autorizzati.

In dettaglio  i neo DS presto saranno chiamati a indicare le regioni di gradimento e quindi saranno assegnati  a una regione secondo l'ordine di graduatoria.  Saranno gli USR ad assegnare le sedi, il Miur ha anche parlato con i sindacati  di scelte  degli UU.SS.RR. in base ai curricula presentati dai neo DS in alternativa al punteggio della graduatoria, una sorta di chiamata diretta oggi abolita per i docenti, una sorta di nemesi storica.

In questi giorni si sono lette fantasiose proposte di docenti che avendo superato il concorso, in turno di nomina avrebbe addirittura voluto congelare il posto in attesa di una sede vicino casa. 

Vediamo ora nel dettaglio. 

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Si racconta  che, riferendosi ai parigini che  protestavano per la fame e che assediavano la reggia di Versailles, la regina Maria Antonietta  D'Asburgo  - Lorena, moglie di Luigi XIV di Borbone , abbia detto:  se non hanno  più pane che mangino brioche.

Potremmo dire lo stesso del Ministro della Lega Marco Bussetti.

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In estate i Ministri dell'istruzione si lanciano in dichiarazioni a go go, spesso non sono dichiarazioni sul presente, perché il presente è percepibile hic et nunc ed è spesso un resoconto di  doglianze, di negatività e di manchevolezze, di obiettivi sempre annunciati e mai raggiunti, dal divario tra scuole del Nord e del Sud,  come dimostrato da Invalsi 2019, dal precariato mai risolto, dalla messa in sicurezza delle scuole mai realizzata, dal contratto degli insegnanti sempre insufficiente se non scandaloso negli aumenti.

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Dopo tre sentenze dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e una fresca fresca della Cassazione che l'Anief, nel suo comunicato, oggi vorrebbe minimizzare, nonché il mezzo salvataggio, con uno scandaloso concorso burla non selettivo,  sarebbe ora di mettere fine a questa farsa tutta italiana dei DM abusivamente in Gae, incentivata da ricorsifici che hanno guadagnato decine di milioni e da un'amministrazione tanto inetta quanto cialtrona che non ha appellato le sentenze dei Tar, facendo passare le sentenze in giudicato e dalla stessa politica che si è fatta allettare da promesse di voto e impressionare da manifestazioni di piazza. Uno schifo che ha penalizzato chi in Gae in questi anni aveva il sacrosanto diritto al lavoro, avendone tutti i requisiti, e si è visto scavalcare da chi non ne aveva. 

Leggi tutto: Sulla sentenza della...


Io credo che non sarebbe il caso che i sindacati  della Scuola, che iscrivono i docenti,  iscrivano anche i DS.

Il cortocircuito è inevitabile e non è un caso che si verifichino nelle vertenze, laddove il sindacato del DS sia lo  stesso di quello del docente. Inoltre spesso accade che in questi sindacati i DS ricoprano incarichi apicali.

Leggi tutto: Non si può essere...

Di seguito riporto questo breve racconto dell'autore Bruno Ferrero, per poi riflettere, dopo la lettura, sul significato profondo. 

"Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al Maestro di Falconeria perché li addestrasse. Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.

“E l’altro?” chiese il re.

“Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta stranamente; forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare. Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo”.

Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco.

Leggi tutto: RENDERSI CONTO Di AVERE...