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Ven, Apr

Si legge in una riflessione (Piano della formazione. Si attendono i chiarimenti dal Miur ) di P. Almirante su Tecnicadellascuola.it
“Nella maggior parte delle regioni, infatti, le attività stanno prendendo avvio, seppure fra molte difficoltà. La principale, secondo le notizie che ci arrivano anche dai nostri  lettori, riguarda il problema dei formatori: in molti casi le scuole polo hanno dato vita a veri e propri “bandi di concorso” che però stanno andando pressoché deserti.”

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Premesso che l’esilio può essere volontario a differenza della deportazione, i cosiddetti esiliati di fase B hanno scelto coscientemente e volontariamente di partecipare al Piano assunzionale per essere stabilizzati in una delle 100 province italiane, non sapendo e accettandone le modalità su quale provincia sarebbero stati immessi in ruolo.

Quale sia la verità nascosta non si comprende, la legge 107/15 era chiara sulle varie fasi di assunzione, invece, di contrastare una legge iniqua e avvilente per tutta la categoria hanno deciso di parteciparvi comunque.

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“Il governo, nell’esercizio della delega di cui all’articolo 17 della legge del 2015, si impegna alla definizione di un intervento legislativo volto a promuovere il riequilibrio , a favore della contrattazione, del rapporto tra le fonti che disciplinano il rapporto di lavoro per i dipendenti di tutti i settori, aree e comparti di contrattazione, per una ripartizione efficace ed equa delle materie di competenza e degli ambiti di competenza, rispettivamente della legge e della contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro…”

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Un documento unitario che possa essere la base di confronto tra il Parlamento e la società civile, in vista anche dell’incontro seminariale che si terrà il prossimo 24 febbraio a Roma, preceduto il 23 da un presidio presso Montecitorio.

Si respira un’aria nuova tra gli intervenuti nello scenario mozzafiato della Baia del Corallo. Una ricerca condivisa tra diverse espressioni della società civile di una soluzione giusta per condizioni di vita che sono messe a rischio da questo avverso disegno politico.

Come da programma, al tavolo tecnico si è fatta un’analisi dei posti disponibili, nella prima parte della giornata di sabato e si è parlato di precariato e delle modifiche da apportare al contratto di mobilità. Tanto si è detto sull’importanza di una più equa distribuzione delle risorse umane e materiali nel Paese, che allo Stato, prendendo atto delle palesi diversità di esigenze nelle varie regioni italiane (quelle meridionali diverse da quelle settentrionali) si chiede di mettere in atto. Ha sorpreso il metodo di lavoro usato dagli organizzatori e condiviso dai partecipanti, volto a dare voce a tutte le categorie create nelle diverse fasi di assunzione della “buona scuola”, sino a coinvolgere persino gli stessi precari nelle loro diverse condizioni. Sino ad oggi, infatti, si era assistito a continui scontri tra le diverse categorie del docenti. E ancor più sorprendente è stato l’esito positivo concretizzatosi in una scelta di continuare il confronto volto a conciliare legittimi diritti e riconoscimento di ingiuste prevaricazioni, tra tutte le categorie, sulla base di una proposta unitaria. Consapevoli tutti che il problema ha una matrice politica e una ragione economica.

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In quest’ultimo periodo sono aumentati gli articoli  sulla inammissibilità della divisione della classe, priva del titolare ( il primo giorno ).
Per inciso il fenomeno ha generato la peggiore aberrazione organizzativa dopo le classi pollaio e che personalmente ho definito superpollaio.
Quasi tutti gli interventi mettono in evidenza l’attacco a due diritti costituzionali , relativi alla sicurezza  e all’istruzione. Concordo con questa tesi, Ma esiste un però, che li rende incompleti.

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Dal 2018 sarà sufficiente avere una media del sei per essere ammessi all’Esame di Stato. Qualcuno penserà il risultato è dato dai voti ottenuti nelle diverse materie. Ebbene, no! Anche il voto sul comportamento contribuirà alla media.

Che dire? Sono basito, però non più di tanto!
Ormai sono diversi decenni che il prodotto scolastico declinato  nella preparazione umanistica, scientifica e tecnologica… non interessa!

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Il Senato, in sede di esame del disegno di legge A.S. 2371 sulle modifiche alla legge 20 febbraio 2006, n. 77, concernenti la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e con la finalità di tutelare e sostenere il patrimonio culturale immateriale, in accordo con i principi della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Si legge nel documento che “ il patrimonio immateriale dell'umanità contribuisce a darci un senso d'identità e continuità, offrendoci un legame col nostro passato, che attraversi il presente e tenda verso il futuro. Esso contribuisce alla coesione sociale, incoraggiando un senso d'identità e responsabilità che aiuta gli individui a sentirsi parte d'una o di più comunità e della società umana in generale. Molte espressioni e manifestazioni del patrimonio immateriale dell'umanità sono oggi in pericolo, minacciate, da un lato, dalla globalizzazione e dall'omogeneizzazione culturale, dall'altro, da una mancanza di sostegno, apprezzamento e comprensione. Se il patrimonio immateriale non sarà nutrito e alimentato, rischia di scomparire per sempre, o di congelarsi come una pratica appartenuta al passato. Preservare questo patrimonio e consegnarlo alle generazioni future lo rafforza, e lo mantiene vivo, permettendogli anche di cambiare e adattarsi alle nuove esigenze; l'Italia possiede il patrimonio inestimabile delle lingue latina e greca troppo spesso bistrattate, mentre queste lingue, non più parlate da nessun popolo, hanno svolto nella storia delle idee e della cultura un ruolo fondamentale, e tuttora costituiscono un inestimabile tesoro dell'umanità.

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Sabato 28 gennaio e domenica 29 ci sarà la prima convention della rete antidelega inclusione.

Un tavolo tecnico nazionale organizzato dalla rete che racchiude oltre 60 movimenti tra cui associazioni disabilità, comitati dei genitori e gruppi docenti in lotta a difesa della Scuola Statale Pubblica.

Lo scopo è quello di far ritirare la riforma del sostegno (pubblicata ieri) ove possibile, altrimenti modificarla significativamente, perchè è veramente pessima, quasi un salto nel buio. Dopo questo primo incontro si terrà un seminario a Roma il 24 febbraio per presentare il documento elaborato a Palermo, alla presenza, si spera, della Ministra. L'alloggio a Palermo è pagato dall'Associazione dirittti a Scuola, chi intende partecipare deve solo pagare il viaggio e compilare il form presente nel link in allegato. Agguerriti e consapevoli.

Vi aspettiamo. Partigiani della Scuola Pubblica e rete antidelega H. Professione Insegnante invita tutti a partecipare.

 

Ecco il link al sito ufficiale

 

Queste le oltre 60 associazioni che aderiscono

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La legge 107/15" ha restituito al sistema educativo la centralità che merita: attraverso un’inversione di tendenza, si è investito per interrompere decenni di precariato, dare gambe all’autonomia scolastica, introdurre un sistema di responsabilità e merito, centrato sulla formazione e crescita professionale del personale".

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 Su iniziativa del senatore Fabrizio Bocchino, giorno 19 gennaio 2017 alle ore 14.30 presso la Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica, 72 Roma Presso Senato della Repubblica, avrà luogo un convegno che rappresenta un momento di riflessione sulle tante problematiche aperte su questo tema, dall'inclusione, al sostegno, ai trasporti, alla promozione di politiche di superamento del Handicap anche nel mondo dell’istruzione e della formazione.

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65 associazioni hanno deciso di condividere un documento comune e dire no alle deleghe sul sostegno. Giorno 28-29 gennaio a Palermo è stato importante perchè il dibattito tra esponenti delle varie associazioni di famiglie, di insegnanti di enti che si occupano di handicap hanno prodotto un comunicato netto e chiaro: ritiro delle deleghe perchè lesive soprattutto dei diritti degli alunni in situazioni di handicap. Ecco in pillole cosa chiediamo:

  • ritirare tutte le deleghe, perché incostituzionali e improntate al risparmio di spesa
  • restituire dignità alla scuola statale attraverso l'eliminazione dello School bonus e della delega Infanzia
  • Ascoltare i movimenti e le loro proposte alternative che sono state costruite dal basso attraverso la LIP e il documento del tavolo tecnico di Palermo 
  • Ripristinare la Scuola della Costituzione
  • Restituire la partecipazione delle famiglie e degli operatori socio sanitari, estromessi dalla delega inclusione
  • Ripristinare la Legge 104 del 92 depotenziata dalla delega inclusione 

Giovedì 23 febbraio dalle ore 14 alle ore 19 ci sarà un PRESIDIO a MONTECITORIO per chiedere di essere ascoltati.

Venerdì 24 febbraio, dalle 9 alle 14,SEMINARIO/CONFERENZA STAMPA presso il Liceo Tasso di Roma, in cui si esamineranno i temi della delega 378 alla presenza dei docenti (con esonero dal servizio), delle associazioni e delle famiglie.

Lo strano caso del professore che riprende servizio prima delle vacanze natalizie. Gratta gratta, si scoprono gli altarini della preside, Dal 1° settembre al 2 dicembre, nessuna supplenza per sostituire il professore di diritto. E la dottoressa Vidale fa partire la gogna mediatica contro il docente, accusato di non curarsi dell'interesse degli allievi. Gratta gratta, la verità viene a galla. Con una lettera aperta diretta al docente e pubblicata sul corriere.it, la preside Vidale, reggente del Severi, si rivolge pubblicamente a un docente del suo istituto, accusandolo di non consentire ai suoi allievi di fruire della continuità didattica, a causa della sua presa di servizio nel periodo immediatamente precedente le vacanze natalizie.

Leggi tutto: Quel pasticciaccio brutto del Severi di...