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Ad inizio anno fa discutere la nota del 6 settembre 2021 secondo la quale ” “Il personale docente in questione, per l’anno scolastico 2021/2022, sarà invitato a frequentare un percorso di formazione su tematiche inclusive, secondo quanto previsto dal DM 188 citato tenendo conto delle indicazioni fornite con la presente nota e rivolta alle scuole polo per la formazione che avranno il compito di organizzare le attività formative“.

Nonostante si tratti di un invito i sindacati hanno voluto precisare che la formazione non obbligatoria va retribuita a meno che non rientri nelle 40 ore dedicate ai collegi dei docenti, incontri preparatori e di dipartimento e formazione. Nella fattispecie il DM 188 che regolamenta la formazione per il personale docente ai fini dell’integrazione di alunni con disabilità rappresenta una mossa controversa.

Se da un lato il Decreto “invita” il personale docente, dall’altro si sostiene che la formazione su questi temi sia doverosa. L’invito serve solamente a far venire meno l’obbligo da parte dello Stato a pagare le ore dedicate alla formazione. I docenti che seguiranno la formazione di fatto lo faranno attingendo al proprio tempo libero.

Se il decreto cerca di attuare meccanismi validi per l’inclusività appare strano come non incentivi i docenti a seguire la formazione pagando la loro partecipazione. Un decreto vuoto, quindi, che per l’ennesima volta spunta alla buona volontà del personale docente e non persegue il preciso obiettivo di formare senza se e senza ma.

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