
I servizi di connessione ad internet attraverso la cosiddetta "chiavetta" sono sempre più frequenti. In alcuni casi considerati degni sostituti della classica connessione ADSL. Proverò a spiegare come e dove si nascondono i tranelli di questo servizio. I parametri che consideriamo per la connessione alla rete in genere sono diversi: durata della connessione volume di dati scaricato o inviato velocità della connessione Vediamo il primo. Mentre l'ADSL viene ormai proposto in versione flat 24 ore su 24 con la nsotra "chiavetta abbiamo un limite di x ore al mese. Recentemente alcuni operatori propongono servizi senza limitazione di tempo ma sono solamente eccezioni. Inoltre, cosa più importante, la connessione non viene misurata in effettivi minuti o secondi di collegamento ma "per sessioni" di 15 - 20 minuti.

I ritmi frenetici che ci vengono imposti nel nostro lavoro, spesso non danno spazio alla possibilità di fare una sosta e concentrarci sulla qualità del nostro stesso lavoro. In un mondo informatizzato e centrato sull'uso della rete per la ricerca di qualsiasi informazione il browser web rappresenta il nuovo “sistema operativo” su cui organizzare il nostro lavoro di informazione. E' per questo motivo che ultimamente i browser web sono sempre più bersagliati da gente con pochi scrupoli alla ricerca di qualcosa che noi non daremmo mai spontaneamente: i nostri dati.
Vorrei concentrarmi su quelle toolbar e estensioni varie che spesso ci troviamo installate sul nostro browser a nostra insaputa. Si arriva addirittura ad avere metà dello schermo pieno di queste toolbar che faranno magari un lavoro non pericoloso epr i nostri dati. Come mai queste toolbar arrivano al nostro browser senca che ce ne accorgiamo? E come possiamo sbarazzarcene in modo semplice e veloce?

Spesso ci si imbatte nella necessità di dover accedere a siti internet anche quando non stiamo usanto il computer personale. Che succede se utilizziamo i nostri dati riservati? Come possiamo evitare che questi cadano in mani sbagliate? Come spesso accade qui siamo di fronte ad un problema di sicurezza attiva. Non ci sarà mai alcun antivirus o programma intelligente che ci aiuterà a risolvere il problema. E' sufficiente, tuttavia, un atteggiamento più oculato e sicuramente saremo in grado di non lasciare alcuna traccia di quanto visitato. Come?

Le nuove tecnologie possono anche essere utilizzate per migliorare gli strumenti di formazione e soprattutto integrarli tra di loro. Ciò che sta sempre più prendendo piede in questi ultimi anni è la formazione a distanza. Ci sono diversi concetti di formazione a distanza che non necessariamente usano la rete. Tralasciamo ogni definizione più o meno esatta e ritagliamoci una nostra definizione più o meno legata alla normativa legislativa vigente in materia anche perchè quest'ultima stessa non è poi molto chiara. Per formazione a distanza o meglio, e-learning si intende l'attivazione di un meccanismo che consenta agli atori di un processo formativo di incontrarsi in un luogo virtuale. Internet può essere uno di questi. In questo luogo virtuale occorre che ci siano degli strumenti che consentano tali incontri. Gli incontri possono essere sincroni o asincroni a seconda del fatto che si preveda o meno un meccanismo di comunicazione in tempo reale o in tempo differito. Una E-learning che prevede, ad esempio, la chat tra studenti e tra studenti e docenti rientra nel concetto di formazione sincrona. Una E-learning che presuppone che non necessariamente docenti e discenti siano contemporaneamente on line è detta asincrona.

Notebook è il classico software per la creazione di lezioni interattive multimediali per le LIM Smart.
Esso consente di realizzare lezioni a partire da diversi elementi multimediali. Testo, disegni, video, audio ed elementi flash possono essere integrati agilmente senza particolari difficoltà.
Una delle principali caratteristiche di notebook è anche la capacità di contenere Learning Object realizzato in flash. In questo modo si possono utilizzare anche componenti di terze parti.

Eccovi la prima lezione di Joomla. In questo tutorial vedremo come scaricarlo dal sito della comunità di sviluppo ed installarlo correttamente utilizzando MAMP ( o WAMP per chi usa windows) .
Come è possibile vedere è sufficiente seguire poche indicazioni per ottenere un sistema funzionante e pronto per ospitare il sito della nostra scuola.

La scuola 2.0 impone che per la trasparenza e soprattutto per presentarsi meglio all'utenza gli istituti scolastici si dotino di un sito web istituzionale. Ciò ha reso complesse quelle che per alcuni sono semplici operazioni informatiche atte a rendere fruibili contenuti on ine, dare informazioni all'utenza, pubblicare lavori e progetti a cui la scuola partecipa. In questi ultimi anni ogni scuola ha fatto ricorso alle tecnologie più disparate per dotarsi di un sito proprio. A causa delle esigue risorse finanziarie ma soprattutto per via di sedicenti esperti informatici che si propongono per realizzare il sito istituzionale molte scuola di fatto possegono un sito che non è all'altezza della situazione, vuoi per mancanza di caratteristiche tecniche vuoi per problemi gestionali o economici.

L'uso della LIM è uno degli argomenti pù discussi degli ultimi anni nelle comunità scolastiche anche e soprattutto virtuali. Si sta asssistendo ad una piena rivoluzione delle aule didattiche. LIM al posto delle lavagne in ardesia o in compresenza. Grazie a fondi speciale ed a progetti come Innovascuola e Classi 2.0 le nostre scuole si stanno attrezzando sempre più di questi costosi dispositivi. Non si può dire la stessa cosa per ciò che riguarda la formazione. Se da un lato il MIUR fornisce LIM alle scuole richiedenti dall'altro fornisce spesso una formazione vaga e spesso incompleta ai pochi volenterosi insegnanti che sono disposti a fare lunghe trasferte e recarsi presso le scuole polo che li organizzano. Insegnante volenteroso spesso non coincide con insegnante in grado di apprendere le innovazioni che vengono presentate con la giusta base di conoscenza necessaria.

Sappiamo quanto sia comodo usare OpenOffice o LibreOffice nelle loro diverse distribuzioni. Forse non tutti sanno che ne esiste una versione per pendrive, di quelle cosiddette "portable". Premetto che da qui in poi utilizzerò i termini OpenOffice e Libreoffice come sinonimi, di fatto parliamo di due diverse distribuzioni dello stesso programma. Una volta installata OpenOffice Portable abbiamo con noi un vero e proprio ufficio nella nostra tasca. Ma quali sono i vantaggi di questa soluzione?