23
Mer, Gen

Nella prassi didattica talvolta mi trovo a fronteggiare le frustrazioni dei ragazzi che non riescono a svolgere con successo i compiti assegnati e che spesso hanno livelli di abilità, competenze, stili di apprendimento e metodi di studio molto diversificati. Trovo sempre utile spiegare loro che quando provano difficoltà e provano fatica significa che stanno imparando qualcosa che non sanno ancora fare.

Utile per guidarli in questo processo la teoria del pedagogista Vygotskij riguardante la Zona di Sviluppo Prossimo (ZSP). La ZSP è definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale, ovvero quello che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al discente problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma comunque abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il discente può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri.

Leggi tutto: La zona di sviluppo...

Di Cinzia D'Eramo. La conoscenza della propria lingua madre è la base dello sviluppo personale, sociale e culturale di un individuo e della sua partecipazione alla vita pubblica del Paese. Perché chi non sa usare le parole, il logos come spiega Aristotele, rischia di essere tagliato fuori dalla vita del Paese. Uno degli strumenti privilegiati per insegnare le parole e insegnare a pensare sono il riassunto e la sintesi, comunemente ritenuti sinonimi ma che, a ben guardare, sinonimi non sono, come vedremo.

Leggi tutto: Riassunto e sintesi: il...

 

Sono omografi tutti i foni, i fonemi o le parole diversi rappresentati nella scrittura da uno stesso segno grafico. L’omografia (dal gr. omós «uguale» e gráphō «scrivo») è una sorta di omonimia tra due o più espressioni che hanno significante identico sul piano grafico, ma diverso sul piano fonico.

Gli omografi  sono  dunque parole che hanno la stessa grafia, ma differiscono nella pronuncia.

La diversa pronuncia può dipendere dalla diversa posizione dell’accento oppure dal diverso grado di apertura della vocale accentata.

Di seguito  un mio componimento utile a spiegare cosa sono gli omografi e a esemplificare come l'apertura o la chiusura delle vocali comporti il cambiamento di significato.

N.B. Utilizzo il segno di accento acuto (ad es. é) per indicare la chiusura della vocale e il segno di accento grave (ad es. è) per indicare l'apertura vocalica. 

Buona lettura!

 Oggi ho còlto un guizzo dello studente cólto.

A lui mi vòlgo: si erge sul vólgo

e mi sono vòlto a guardarne il vero vólto.

Egli lègge senza che lo imponga una légge;

con ménte aperta non mènte

e credo non téma di rispondere a tèma.

Leggi tutto: Ho còlto un guizzo...



Ho l’impressione che il Piano Nazionale Scuola Digitale ( PNSD ) stia vivendo un momento di stanca. Dopo l’iniziale e naturale “partenza con il botto”, caratterizzato dal tracimante entusiasmo di molti miei colleghi che hanno accettato l’incarico di assumere la funzione di AD, le diverse pagine afferenti al PNSD ospitano sempre meno interventi.

Leggi tutto: Il PNSD. Una bolla...

Da Abruzzese, che vive con ansia e patema accorato le tristi vicende che si sono abbattute, in quest'ultima settimana, sulla mia meravigliosa terra, sono profondamente disgustata dalla vignetta pubblicata della rivista satirica Charlie Hebdo riguardante la disgraziata vicenda dell' hotel di Rigopiano da cui, in queste ore, i preziosi soccorritori stanno estraendo superstiti.

La salvaguardia della libertà di espressione è una battaglia che sento mia da sempre, soprattutto in un Paese, l'Italia, classificato al 77 esimo posto per libertà di espressione. Si tratta, infatti, di uno dei principi basilari della democrazia. Nell' antica Grecia era chiamata parresìa termine composto di "pan" tutto e "rhema" discorso.

Leggi tutto: Della vignetta di...

Altri articoli...