Siamo finalmente all’inizio dell’anno scolastico e alcuni docenti nel nostro gruppo ci comunicano che stanno adottando una soluzione alquanto originale. Di fatto la classe viene divisa in due gruppi. Un gruppo segue in presenza, l’altro segue da casa ciò che avviene grazie a delle telecamere puntate sulla classe fisica. Il tutto viene fatto a turni, quindi per metà delle ore il gruppo A sta in classe e il gruppo B a casa e viceversa.


Questa soluzione contravviene ad una serie di norme sulla privacy oltre che essere deleteria dal punto di vista didattico. Cominciamo con le considerazioni sul piano didattico.

Ciò che a molti sfugge è il fatto che i tempi della didattica a distanza non possono essere gli stessi della didattica in presenza. E’ chiaro, quindi che ciò che un docente potrebbe esporre in 30 minuti on line, richiede tempi di versi in presenza. Quindi come si concilia la differenza dei tempi avendo contemporaneamente alunni on line e alunni in presenza? In aula ci sono tanti tempi morti, il collaboratore che porta una circolare, l’alunno che viene richiamato, pause che on line non ci sono.

A questo aggiungerei il fatto che il livello di attenzione on line si posizione ben al di sotto di un’ora. E questa cosa emerge anche dall’esperienza anche tanti docenti hanno fatto nei tre mesi di DAD dello scorso anno. Anche gli interventi degli alunni da casa sarebbero difficili da gestire. Come si struttura un’aula che debba consentire all’alunno che sta a casa di intervenire a lezione e fari sentire da insegnante e alunni in presenza? Direi che sarà uno sforzo quasi impossibile. Se tecnicamente dovessimo riuscirai, sul piano didattico diventerebbe caotico e ingestibile. Il docente dovrebbe tener conto di tanti fattori.

Il problema della privacy

Di certo non servono norme alla mano per renderci conto di quanta fatica facciamo in contesti normali per preservare la privacy di quanto avviene in un’aula. Quando arriva un genitore, ad esempio, lo si fa attendere fuori dai locali didattici, egli non può entrare e assistere alle attività didattiche. Anche quando arriva una persona estranea alla scuola avviene la stessa cosa. Ciò avviene nel rispetto delle norme poiché i soggetti estranei all’istituzione non possono essere autorizzati ad assistere a ciò che alunni ed insegnanti fanno dentro l’aula a meno di particolari autorizzazioni. In passato alcuni docenti hanno provato a registrare lezioni che loro svolgono in classe per inserire in contesti didattici particolari ed ovviamente si sono scontrati con i paletti, legittimi, della privacy.

Nessuno ci garantisce nulla sulla identità di chi assisterà alle lezioni a casa. Non sappiamo se davanti al pc a casa ci siano solo gli studenti, i loro genitori, persone estranee, amici degli studenti. Chiunque potrebbe registrare ciò che avviene in classe e farne video per altri scopri, ad esempio anche denigratori. Ricordiamo che in quei video appaiono sia i docenti sia gli alunni che si trovano in classe.

Per tutti questi motivi una didattica svolta secondo queste condizioni sarebbe deleteria per tutti, sia dal punto di vista didattico, sia dal punto di vista della privacy.

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