27
Lun, Mag

didattica

Un testo molto utile a noi docenti questo del pedagogista francese Philippe Meirieu che mi è capitato tra le mani per caso  e che ho letto da poco.

In questo testo si parla del fatto che quando si parla di  problemi dell’educazione e dell’insegnamento  spesso ci imbattiamo in “luoghi comuni”.

Oggi questi “luoghi comuni” sono raramente approfonditi e  spesso si notano teorie e pratiche contraddittorie il cui scopo principale è il marketing.

Nomi e slogan, fumo e poco arrosto.

Philippe Meirieu riprende  in modo efficace i temi di fondo della pedagogia e della didattica più innovative: il significato dei metodi attivi, la motivazione, l’individualizzazione, il rispetto dell’educando, l’educazione alla libertà.  Questi principi sono  spesso diventati “luoghi comuni” anche tra gli innovatori allo scopo di alimentare quel "focolaio mitologico" che li ha aiutati a perseverare nei momenti difficili. E spesso ci si è allontanati da un agire vero, sincero, al solo e unico beneficio del discente!

Oggi non bisogna lasciare che le pedagogie innovative che si ispirano all’Educazione nuova e ai metodi attivi navighino a vista, dimenticando che spesso compensano le loro insufficienze teoriche con il carisma dei loro promotori e l’abnegazione dei loro sostenitori. Dietro l'angolo c'è il rischio di  oscurare i concetti chiave a vantaggio di pure operazioni commerciali, oggi ben più pervasive degli slogan originari.

Pensiamo, ad esempio,  alle scuole private che vantano un generico  riferimento ai metodi attivi per acquisire utenti  che, fiutando le attese di una società  sempre più individualizzata, scrivono libri tanto attraenti quanto semplificatori destinati al grande pubblico.

È importante, invece, dissipare gli equivoci e mettere in luce le confusioni. Il libro è l’occasione per chiarire concetti e pratiche degli esponenti principali dell’Educazione nuova, da Parkhurst a Kilpatrick, da Demolins a Claparède, da Montessori a  Freinet, da Korczak a  Makarenko, non per fare della semplice ricostruzione storica ma perché, attraverso quel patrimonio di idee ed esperienze, oggi poco conosciuto e quasi assente dai programmi di formazione di educatori ed insegnanti, si possono affrontare i temi e le contraddizioni dell’educazione di oggi.

Il compito che Meirieu si è dato con questo libro è quello di  aiutare l’educatore e l’insegnante a comprendere le sfide  che stanno dietro i “luoghi comuni”, offrir loro le armi del mestiere e i “concetti chiave” per poter condurre nel modo migliore l’attività pedagogica e didattica.

 

I testo:

Philippe Meirieu, Pedagogia. Dai luoghi comuni ai concetti chiave, Aracne, Roma, 2018. 

(a cura di Enrico Bottero)