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Dom, Mag

didattica



Ho l’impressione che il Piano Nazionale Scuola Digitale ( PNSD ) stia vivendo un momento di stanca. Dopo l’iniziale e naturale “partenza con il botto”, caratterizzato dal tracimante entusiasmo di molti miei colleghi che hanno accettato l’incarico di assumere la funzione di AD, le diverse pagine afferenti al PNSD ospitano sempre meno interventi.

Post che spesso presentano una serie di vetrine riguardanti un software, una tecnica, una metodologia… E’ assente, però,  da questi messaggi lo sfondo costituito dagli insegnanti, dalle loro metodologie. In altri termini, non si comprende bene, come quello che è proposto in termini di prodotto stia cambiando le modalità didattiche degli  insegnanti che ogni giorno si relazionano con gli AD. A questo aggiungo anche la richiesta di esplicitare la prospettiva che giustifichi l’introduzione dei diversi gioielli esposti in vetrina.
Mi auguro di leggere qualche esperienza concreta, supportato da un piano formativo che liberi la proposta dell’AD dal condizionamento fuorviante che basti introdurre qualche dispositivo, software per cambiare magicamente la prassi didattica e la metodologia dei tanti colleghi.
Dagli interventi degli AD digitali sono sicuramente assenti le proposte di base finalizzate a coinvolgere i tanti colleghi ( secondo una ricerca circa il 57% degli insegnanti non sanno usare il pc ) che sono privi del lessico informatico e delle abilità di base. Dichiarava qualche mese fa un mio collega: ” Qualunque acrobazia di volo necessità della padronanza dei fondamentali”.
Attendo quindi gli interventi degli AD. Diversamente avrò la conferma dei tanti dubbi e perplessità che ho espresso fin dal novembre 2015, cioè fin dalla pubblicazione della nota ministeriale che dava il via al PNSD con l’individuazione degli AD.