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Gio, Feb

didattica

 Spesso i nostri ragazzi pubblicano nel Web   audio-video  di bassa qualità. Questi lavori si caratterizzano ad esempio  per la presenza di immagini sgranate o   non fotoritoccate ( occhi rossi, luce e contrasto inadeguati ), di transizioni discontinue   e  brani musicali scarsamente  sfumati.


Questo approccio  dettato dalla fretta di concludere caratterizza, purtroppo, il profilo psicologico di molti nostri ragazzi, ben sintetizzato   da una mia studentessa,  con una espressione in perfetto dialetto romano: “
 Ma che  me  frega… Io butto tutto dentro”. Il progetto “ Realizzare un filmato con Movie Maker” , che ha coinvolto soprattutto gli studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Carlo Levi di Roma, si è posto l’obiettivo di promuovere una serie di competenze che in vario modo  contribuiscono alla realizzazione di un prodotto multimediale qualitativamente interessante. Si  parte dalla progettazione, cioè dall’immaginare prima della sua realizzazione il lavoro concluso.  Essa obbliga le coppie dei ragazzi   a rispondere ad una serie di domande riguardante l’idea da realizzare, le caratteristiche del materiale da ricercare anche attraverso il Web…   Le risposte   condizioneranno le scelte seguenti. Quest’ultime  quindi non sono slegate tra loro, frutto di estemporaneità, ma funzionali al progetto scelto. Le decisioni vengono digitate nel “Diario di bordo”  e  comunicate al  gruppo-classe. Subito dopo inizia la fase del reperimento del materiale , che può richiedere anche l’uso intelligente dei motori di ricerca ( materiale free ), caratterizzato dall’introduzione di criteri (foto  maggiori di 1024x 768  ) o dall’inserimento di aggettivi nel riquadro di ricerca (ad esempio tramonto rosso). Il materiale scelto è salvato in apposite sottocartelle ( foto, musica ), contenute in una cartella che propone i nomi degli studenti. E’ importante “mantenere il punto” su questa modalità di salvataggio, in quanto i nostri ragazzi, sempre condizionati dalla fretta e dalla superficialità nell’uso del mezzo tecnologico, sono abituati a salvare il materiale in modo casuale. Imponendo il salvataggio in sottocartelle, invece, si contribuisce alla formazione della competenza organizzativa, che insieme a quella dell’ordine, distinguono un buon l’informatico dallo “smanettone”. Segue la fase dell’intervento sul materiale  con il supporto dei programmi free di fotoritocco per adeguarlo  al progetto. Pertanto si modificano le foto eliminando le imperfezioni ( scritte, occhi rossi…) o evidenziando  meglio alcune caratteristiche ( contrasto/luce)…. Questa fase indica meglio la direzione imposta al lavoro: il superamento del modello “copia/incolla/uso” del materiale reperito su Internet, attraverso l’utilizzo dei motori di ricerca. Il lavoro finale infatti, presenterà foto con caratteristiche diverse da quelle trovate su Internet o scaricate dalla propria fotocamera. Qualcuna, infatti,  sarà eliminata, perché ritenuta non congruente con il progetto, o poco compatibile con la trama che si intende disegnare nella galleria prevista all’interno di Windows Movie Maker. Stesso discorso varrà per i file audio Mp3 (taglio, sfumatura…). Ora si prosegue inserendo il materiale in Windows Movie Maker, ponendo attenzione alla loro sinergia. Ovviamente l’obiettivo si raggiungerà dopo diversi interventi e aggiustamenti. Questo contesto operativo ( =laboratoriale ) di attenzione alla coerenza tra gli elementi iconici, audio e di scrittura   promuove la competenza  multimediale, attraverso la quale le singole parti sono percepite all’interno di un tutto. Per concludere:  il progetto richiede riflessione, lentezza, , scelte, ritorni sulle decisioni prese, processi cognitivi che  spesso stridono con la superficialità, la velocità e l’istinto del primo tentativo, sbandierati come valori positivi dal contesto attuale.