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Dalle assunzioni al concorso fino al bonus, le gentili concessioni di quanto invece è dovuto

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Ripercorrendo un intero anno della contrastata riforma, legge 107/2015, prima nelle discussioni in Parlamento, poi nei vari decreti attuativi non si può fare a meno di riflettere sul fatto che i proclami di questo governo siano tutti tesi a mostrare una miriade di gentili concessioni.

Sembrano gentili concessioni i 100mila posti del piano assunzionale mentre tutti i docenti sanno che si tratta di un atto dovuto per tutta una serie di motivi. Dalla sentenza della corte di Strasburgo che obbliga lo stato ad assumere in ruolo chi ha avuto un contratto annuale reiterato per tre anni alla programmazione triennale dei posti su sostegno del decreto Carrozza del 2014 passando per il normale turn over che vede circa 20mila docenti far domanda di pensione ogni anno. Il nuovo piano assunzioni  ha rastrellato tutti i posti che notoriamente rimanevano vacanti per via di un calcolo di quote utili per la mobilità. Certo è che la stragrande maggioranza di quei posti sono un atto dovuto!

Un’altra gentile concessione, anzi “grande opportunità” per usare le parole del ministro Giannini è rappresentata dal concorso 2016. Un concorso molto contestato per via di una serie di illegittimità. Il Ministro non ricorda che l’istituzione di concorsi pubblici non sono opportunità che il governo “concede”, ma un dovere che rientra nel piano di reclutamento che lo Stato deve mettere in atto. Dovere che viene eseguito nel peggiore dei modi e in tempi ristretti per solo calcolo elettorale.

E’ necessario che alle prossime elezioni amministrative si possa dire di aver “sistemato” altre decine di migliaia di docenti. Tutti sanno che il calcolo dei posti è errato ed inoltre male distribuito sul territorio nazionale. Tutti sanno che il vero dovere sarebbe quello di esaurire definitivamente le GAE, graduatorie ad esaurimento.

A cosa serve indire un concorso se ci si è posti il dovere di esaurire le graduatorie permanenti?

Infine altra grande “gentile concessione” è rappresentata dal bonus docenti. Prima l’uscita in “grande stile” su tutte le tv riguardo al bonus da 500 euro per acquisti strumentali alla funzione docente,  poi il grande piano della valutazione dei docenti più “bravi e e meritevoli”. Altre grandi gentili concessioni che non sostituiscono per niente quanto dovuto ovvero l’adeguamento degli stipendi degli insegnanti fermi perché bloccati  da oltre 7 anni.

Potremmo elencarne tante altre di “gentili concessioni”, ma tutto ciò dimostra il grande piano diabolico di questo governo: far passare come gentili concessioni tutto ciò che invece è un atto dovuto e  di ordinaria amministrazione.

Le immissioni in ruolo sono un atto dovuto, le ha fatte il mInistro Carrozza nel 2014 per ben 33mila posti (più altri 30mila programmate in un triennio) senza alcuna particolare proclamazione. Gli adeguamenti degli stipendi (non le mancette come le definì il mio amico Tony Saccucci in un articolo qualche mese fa) sono un atto dovuto dal momento in cui questi sono bloccati da 7 anni. Si tratta di adeguamento al costo della vita, non di aumenti veri e propri. In passato l’adeguamento dello stipendio (non aumento) è stato fatto senza che questo sia stato  considerato un atto dovuto.

Anche il concorsi o comunque la programmazione del reclutamento per i prossimi anni è un atto dovuto che uno Stato deve fare senza che esso rappresenti una grande conquista dei docenti né una gentile concessione. Non si creano posti di lavoro, ma semplicemente si programma il turn over tra chi va in pensione e chi subentra su posti già esistenti.

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