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Matteo e la Buona scuola. Matteo Renzi? Ma certo che no!

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Quando mai Matteo Renzi ha avuto a che vedere con la vera buona scuola? Parlo invece di Matteo, il piccolo studente di una  terza classe  della scuola primaria Oreste Marchesi di Copparo (Ferrara) che ha inventato l’aggettivo petaloso. La sua maestra, che si chiama proprio come un fiore “petaloso” Margherita Aurora, ha spronato il piccolo inventore a sottoporre il neologismo all’Accademia della Crusca.  La definizione di  “errore bello” data dalla maestra ha voluto premiare la creatività del piccolo studente e si riconduce al duplice significato di errare: sbagliare e esplorare. Un invito dunque a imparare dall’errore, a credere in sé stessi e esplorare nuove strade.

La lettera scritta da Matteo stesso e copiata in bella grafia da una sua compagna di classe è stata inviata all’ente  e ha ottenuto una risposta accolta dalla comunità scolastica e cittadina con grande entusiasmo.  Maria Cristina Torchia, della redazione Consulenza linguistica della Crusca scrive a Matteo che la parola è ben formata  e che diventerà una parola italiana se Matteo riuscirà a farla conoscere e usare. Tra sostenitori e critici, puristi o possibilisti, ormai l’hastag #petaloso è diventato virale. E’ da notare che il corrispettivo inglese esiste giàPetalous – having petals”  e , del resto, anche un testo del 1693 del botanico  inglese James Petiver riporta la definizione “fiore petaloso”. AncheMichele Serra ne "Il Festival dalla A alla Zeta", in "Panorama", febbraio 1991, p. 117scriveva"F COME FIORI - I fiori di Sanremo sono iperrealisti: troppo petalosi e colorati, sono fiori di rappresentanza e dunque la mettono giù dura" Perciò la speranza di vedere entrare l’aggettivo nel dizionario come neologismo del 2016  non è peregrina. Negli ultimi anni, oltre ai neologismi derivati dall’uso delle nuove tecnologie come “twittare, taggare, spammare, hastag, follower, selfie”,  sono entrati nel dizionario Zingarelli  termini come “svapare”, emettere fumo con la sigaretta elettronica, o “babbiare” cioè scherzare in dialetto  siciliano, termine  sdoganato grazie alla fama del commissario Montalbano di Camilleri. Il Premier Renzi, e il Ministro Giannini, ormai avvezzi a prendersi meriti altrui, hanno cavalcato il successo mediatico  del neologismo “petaloso”come se la trovata del bambino e l’atteggiamento della docente fossero direttamente collegabili alla recente riforma  scolastica che, a dispetto del nome, non ha introdotto alcuna buona pratica didattica mentre  ha creato e sta creando solo caos, malumori e scompiglio. Si è pregiato del fatto anche  il sottosegretario del Ministero dell’istruzione Davide Faraone, che ha finalmente  conseguito la laurea, per una strana coincidenza del destino, lo stesso giorno della morte del grande scrittore Umberto Eco. E’ il caso, dunque, di ricordare al sottosegretario novello Miles Gloriosus di plautina memoria che, tra una  laurea conseguita a 41 anni e il pessimo risultato della riforma, non ha nessun motivo per  “faraoneggiarsi”?

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