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Viaggi di istruzione: ecco perchè non accompagnerò i miei studenti!

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L’ultima circolare ministeriale datata 3 febbraio recita: I docenti  “dovranno prestare attenzione al fatto Il conducente di un autobus non può assumere sostanze stupefacenti, psicotrope (psicofarmaci) né bevande alcoliche, neppure in modica quantità. Durante la guida egli non può far uso di apparecchi radiotelefonici o usare cuffie sonore, salvo apparecchi a viva voce o dotati di auricolare.

La verifica del rispetto dei tempi di guida e di riposo, per la sua complessità tecnica e giuridica, non può che essere rimessa agli organi di polizia stradale. É tuttavia opportuno che gli accompagnatori sappiano che il conducente di un autobus deve rispettare: il periodo di guida giornaliero; il periodo di guida settimanale e bisettimanale; fruire di pause giornaliere e di riposo giornaliero e settimanale

Sì, vero, il conducente deve alternare momenti di guida, e riposo. E l’insegnante? E’ tenuto a una vigilanza degli alunni che ha in custodia 24 ore su 24? Quali sarebbero i momenti di riposo per l’insegnante che, a sua volta, non solo dovrebbe vigilare sugli alunni, ma anche sul conducente. Ecco la grande assurdità, ecco lo scaricabarile delle responsabilità.

Questa, secondo me, rappresenta la goccia che fa traboccare il vaso. Se prima avevo 9 motivi per non accompagnare gli alunni nei viaggi d’istruzione adesso ne ho 10 tutti ampiamente validi.

Le vicende di bullismo che leggiamo continuamente sui giornali dovrebbero far riflettere ampiamente sulla situazione ormai incontrollabile. Lo scorso anno un alunno è morto cadendo da una finestra dell’hotel; la scorsa settimana uno studente ne ha accoltellato un altro nei locali della scuola. Qualche giorno fa un alunno è morto cadendo dalla sedia. Ci si chiede se la sedia fosse stata a norma, cosa facesse l’insegnante in classe e altre diavolerie. Ma cosa ci saremmo chiesti se l’alunno fosse caduto dalla sedia del ristorante in viaggio d’istruzione o da un altro luogo dove la vigilanza di certo non è così rigida come tra le mura della scuola?

Di fronte a motivazioni così forti perde di significato, se ancora ce ne fosse, il valore culturale della visita di istruzione e il valore istruttivo di fare scuola oltre le mura dell’istituto.

Nonostante tutto salta veramente all’occhio osservare che ci siano ancora docenti in grado di assumersi simili responsabilità, senza alcun compenso aggiuntivo, senza alcuna garanzia, senza alcuna tutela della propria professione.

Non intendo portare alcun alunno in viaggio di istruzione, visita didattica o altra attività fuori dalle mura dell’ edificio scolastico se non ho ampie garanzie sulla tutela della mia professione.

Non intendo lavorare 24 ore su 24 con lo stesso misero stipendio che non copre neanche l’ordinario. Non intendo fare alcuna attività fuori dalla didattica ordinaria se questa richiede un ulteriore impiego del mio tempo senza un adeguato compenso e senza un’ adeguata tutela.

Ecco il testo integrale della nota del MIUR

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