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Legge 107: il governo ammette di aver sbagliato ma persevera!

Schermata 2016-02-15 alle 16.41.05Dall’inizio del nuovo anno si susseguono le interviste rilasciate da esponenti di governo sugli esiti della riforma scolastica, alias legge 107.

La prima affermazione è per bocca del ministro Giannini. Il 14 gennaio, in una intervista a Repubblica, si sente di dire: “La procedura di potenziamento è stata un errore”. Prima di lei lo avevano detto centinaia di migliaia di docenti.

Qualche giorno dopo Faraone ammette: “La riforma non ha eliminato la supplentite”. Ce ne siamo accorti tutti, anche i genitori dei nostri alunni che si sono visti avvicendarsi 4-5 docenti in alcune discipline. Chiunque avrebbe previsto che un piano di immissioni che assume docenti a dicembre avrebbe scombussolato l’intero anno scolastico.

Infine il 9 febbraio. Direttamente al Corriere della sera il Premier Renzi ammette: “Sulla scuola abbiamo fatto dei pasticci”.

E’ sicuramente sufficiente mettere insieme questi tasselli per capire che lo stesso governo, artefice di una riforma portata avanti contro tutti e con arroganza, incurante delle osservazioni e del più grande sciopero che la scuola conosca, ammetta che sulla  riforma ha fallito.

Ha fallito sicuramente per aver fatto troppa demagogia parlando di docenti immessi in ruolo, docenti assunti per il potenziamento e sbandierando in tutti i modi e senza alcun contraddittorio i numeri degli assunti nemmeno fossero noccioline invece di persone.

Ha fallito sicuramente per non aver ascoltato nessuno e aver portato avanti la riforma senza rispettare i tempi naturali che la scuola impone. A febbraio arrivano ancora convocazioni per gli incarichi annuali. Ci sono cattedre sulle quali si sono avvicendati 4-5 docenti. Ci sono alunni portatori di handicap che cambiano un docente di sostegno al mese.

Ha fallito anche il suo vero obiettivo, quello “elettorale”. I docenti alle urne si ricorderanno sicuramente dell’umiliazione subita. Gli elettori ricorderanno il caos generato quest’anno. I docenti di ruolo da tempo si ricorderanno del blocco degli stipendi e delle elargizioni misere promesse.

C’è tuttavia la possibilità di recuperare, di mostrare un minimo di umiltà vista l’ammissione di  errori.

C’è la possibilità di evitare tanta fretta per portare a compimento la distruzione definitiva della scuola.

C’è sicuramente ancora la possibilità di un disegno di legge che punti ad arginare i danni scritti nella legge 107.
Caro governo Renzi, se veramente ritenete di aver combinato pasticci perché non lo ammettete con i fatti? Fermate tutto e ascoltate i docenti!  Ascoltateli sul merito, ascoltateli sul concorso, ascoltateli sugli stipendi!

Nutro dei seri dubbi che noi insegnanti verremo ascoltati: l’arroganza di questo governo ha superato ogni limite al punto tale che ritiene di ammettere candidamente di sbagliare e nello stesso tempo di perseverare negli errori.

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