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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Libero (del 23/07/2010 @ 21:23:29, in Scienze, linkato 42 volte)
Corriere della Sera > Prima Pagina La manovra la Montagna celebrata e dimenticata da Tutti di GIAN ANTONIO STELLA M a importa a qualcuno, della montagna italiana? Della gente che ci vive, ci lavora, ci muore? Pare di no. L’ultima conferma è nella Finanziaria. Non è facile, per uno come il presidente della comunità montana di Asiago Lucio Spagnolo, capire i tagli. Prendeva 237 euro e 50 cent netti al mese: aboliti. Come le indennità di tutti i suoi colleghi. In compenso, in extremis, una manina ha ripristinato i gettoni per consiglieri circoscrizionali. I quali, in città come Palermo, arrivano a prenderne, di euro, 900. Misteri della politica. Misteri delle clientele. CONTINUA A PAGINA 2 SEGUE DALLA PRIMA Che dovesse essere fatto un repulisti nel mondo delle comunità montane è fuori discussione. L’organismo nato nel 1971 per arginare l’abbandono degli antichi borghi e la crisi progressiva della montagna, che costituisce il 54% del territorio italiano, aveva via via subito una deriva, per ragioni di bottega partitica, che a un certo punto sembrava inarrestabile. La necessità di distribuire sempre nuove poltrone, sempre nuove cariche, sempre nuove prebende, aveva portato le comunità, gonfia gonfia, a diventare 356. Un numero abnorme, con situazioni abnormi. Come quella della Sardegna, arrivata ad avere 25 enti, alcuni dei quali stupefacenti, tipo la «Comunità montana Riviera di Gallura». O quella della Puglia che, nonostante sia la regione più pianeggiante, era riuscita a dar vita a 6 comunità (compresa quella leggendaria delle Murge Tarantine dove spiccava il caso di Palagiano: 39 metri sul mare) e a guadagnare contributi erariali 14 volte più alti, in rapporto agli ettari, di quelli del Piemonte. O ancora quella della Calabria, che nel pieno delle polemiche sui costi della politica si avventurò a inserire tra le comunità montane 19 nuovi comuni tra i quali Bova Marina, Cassano allo Jonio o Monasterace. Tutti e tre sul mare. Insomma, non poteva andare avanti così. Tanto più che per distribuire soldi a pioggia anche ai furbetti, veniva sottratto denaro alla montagna vera. Quella dei paesini abbandonati. Quella dove ogni anno si chiudono scuole per mancanza di alunni. Quella dove le foreste («Anche se in certi casi c’è un risvolto paradossalmente positivo visti i guasti idrogeologici causati dalla distruzione insensata dei boschi», spiega il professor Marco Borghetti) si sono divorate negli ultimi 20 anni secondo i parametri Fao un milione e mezzo di ettari di terreno. Insomma: bisognava buttare via l’acqua sporca proprio per salvare il bambino. È stato fatto il contrario. Il guaio è che il Palazzo, incapace di eliminare le province (Margaret Thatcher le 45 Contee metropolitane britanniche le eliminò nel 1985 tutte in un colpo solo) e metter ordine dove i tagli avrebbero comportato dolorose emorragie di consenso elettorale, si è a mano a mano convinto che quello poteva essere il boccone da offrire alla plebe arrabbiata per placare le sue ire: le comunità montane. Non solo quelle ridicole e indecenti: tutte. Anche quelle che funzionavano. Un esempio? Quella in Val Sabbia. La quale, come abbiamo già spiegato, ha allestito un’anagrafe e un ufficio Ici unici per tutti i suoi 25 comuni. Li ha messi tutti in rete. Stipendia un paio di funzionari-jolly che girano di municipio in municipio perché i più piccoli non possono permettersi un segretario comunale. Tiene in ordine le strade. Ha elaborato i piani regolatori di ciascuno. Ha dimostrato come l’unione può far la forza dando l’appalto per il gas solo a chi si impegnava a portare le condutture anche nelle contrade. E così via. Un altro? Quella dell’Altopiano di Asiago, la terra dei mitici «Sieben alten Komoinen» vicentini, i «Sette antichi Comuni fratelli cari» le cui regole per i boschi e i pascoli sono in vigore dal IV secolo d.C. Uno straordinario esempio di democrazia dal basso. Dove la comunità montana (con 9 persone, che oltre a fare tutti progetti hanno messo su anche lo sportello unico per le imprese) gestisce 470 chilometri quadrati (sette volte San Marino) di prati e foreste, otto comuni per un totale di 60 frazioni, 392 chilometri di strade, 86 malghe da alpeggio (il più grande bacino europeo) e l’immenso patrimonio storico della Grande Guerra, compresa la zona sacra dell’Ortigara. Un lavoro essenziale. Tanto più in anni in cui, via via che la faticosissima agricoltura di montagna viene abbandonata, i boschi stanno divorandosi il 6% l’anno di pascoli ed alpeggi. Col risultato che già 10.260 ettari su 16.200 del comune di Asiago sono ormai coperti dagli alberi (soprattutto dall’infestante pino mugo) anche là dove i nostri nonni si erano spaccati la schiena, estirpando radici e cavando pietre, per strappare alla terra fazzoletti di terra coltivabile. Ma davvero il risanamento statale imponeva l’abolizione dello stipendio del presidente, che avendo già la paga da maestro (mica da super-manager: da maestro elementare) guadagnava 2.850 netti l’anno cioè quei 237 euro e 50 cent netti al mese di cui dicevamo, nonostante abbia contato l’anno scorso 379 appuntamenti in giro per cantieri, uffici pubblici, riunioni con gli assessori provinciali e regionali senza manco avere il cellulare pagato? Davvero il riordino delle pubbliche casse esigeva l’amputazione della busta paga della sua vice, pari a 118 euro e 75 centesimi netti mensili? Dura da credere. Tanto più che contemporaneamente, di deroga in deroga, sono rientrati, di fatto, tutta una serie di altri tagli. Dal taglio «vero» all’indennità dei parlamentari a quello, denunciato da Tito Boeri, ai gettoni di presenza dei consiglieri circoscrizionali. Quelli finiti nella bufera quando saltò fuori che a Messina si erano presentati 1755 candidati obbligando a stampare una scheda elettorale larga un metro e alta 48,3 centimetri. O quando emerse che a Palermo ognuno dei 16 «deputatini» dei consigli di quartiere guadagnava intorno ai 1200 euro netti e un presidente prendeva 4750 euro mensili e aveva un’auto blu con l’autista. Dovevano saltare tutti, i consigli di circoscrizione. Finché non è stato infilato un emendamento che salvava quelli delle città metropolitane. Di fatto quasi tutti. Di più, venivano salvati (sia pure ridotti: per ora...) anche i gettoni di presenza. Una disparità inaccettabile, secondo il presidente nazionale dell’Uncem (l’unione delle comunità) Enrico Borghi. Che presa carta e penna ha scritto a Napolitano denunciando come l’abolizione di ogni indennità fosse «una misura che nulla incide sotto il profilo economico per le finanze statali ma pesantemente incide sul morale e sulla dignità di tantissimi amministratori locali onesti, competenti e appassionati che sono disseminati sui territori montani della nostra Italia». Parole giuste. Tanto più che le comunità montane, grazie alla scrematura delle regioni, erano già state al centro dell’unico vero taglio visto in questi anni: da 356 a 180 enti. Più una rasoiata del 66% alle poltrone. Più un’altra del 50% nella Finanziaria 2008 agli stipendi. Più il prosciugamento totale delle risorse, scese dall’ultima Finanziaria di Prodi all’ultima di Tremonti da 180 milioni di euro a 0: zero. Le Regioni pensano che quelle rimaste siano indispensabili? Paghino loro. Con che soldi? Si arrangino: il Fondo nazionale per la montagna (dato alle singole regioni) è pari per il 2010 a 36 milioni di euro: un settimo del buco annuale della Tirrenia. Nonostante la montagna italiana produca il 16,7% del Pil nazionale (203 miliardi) e ospiti un quinto della popolazione. Vogliamo dirlo? La verità è che la montagna e i montanari, le loro asprezze, i loro silenzi, i loro boschi, i loro valori, sono fuori moda. Sempre più estranei a una società caciarona, edonista, teledipendente, discotecara, grandefratellesca. Dove tutto deve essere «facile». Tutto apparenza. Tutto consumato in fretta. Tutto messo a nudo sulle spiagge. Sulle barche. Sulle copertine dei giornali popolari. Alcide De Gasperi, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Karol Wojtyla andavano in vacanza in montagna. Tra le vette. L’avete mai vista, una foto di Silvio Berlusconi in montagna? E di Gianfranco Fini? E di tutti gli altri, salvo eccezioni? Oddio, il maglione di lana!!! Gian Antonio Stella
 
Di Libero (del 15/07/2010 @ 15:45:30, in Scienze, linkato 23 volte)
GALILEO - GIORNALE DI SCIENZA E PROBLEMI GLOBALI http://www.galileonet.it/ Questa settimana su Galileo - UN SITO TUTTO NUOVO - Cari lettori, Galileo cambia nuovamente veste grafica e progetto editoriale. La versione che sarà online per tutta l’estate è provvisoria, e avrà bisogno di qualche aggiustamento. http://www.galileonet.it/articles/4c36b6bb6381905edf000001 - MULTIMEDIA - SPAZIO L'universo visto da Plank C’è tutta la storia dell’Universo nella prima mappa a microonde realizzata dal telescopio spaziale Planck: un’immagine a “tutto tondo” e in alta definizione ricostruita grazie ai rivelatori di radiazione elettromagnetica di cui è dotato il satellite, sensibili a nove diverse frequenze elettromagnetiche. http://www.galileonet.it/articles/4c32e2765fc52b3adf0031b9 SOCIETA' Burkina Faso, tre milioni di cittadini venuti alla luce “Aidez-moi a exister”, ovvero: aiutatemi ad esistere. E' il titolo della conferenza in cui sono stati discussi i risultati della campagna per la registrazione anagrafica che nel Burkina Faso ha fatto uscire dall'ombra tre milioni di persone. http://www.galileonet.it/articles/4c33444b5fc52b4b07000009 - ARTICOLI - TECNOLOGIA Verso lo smaltimento della plastica Due studi statunitensi presentano nuove tecnologie per ridurre l’impatto ecologico di questo materiale http://www.galileonet.it/articles/4c32e2765fc52b3adf0031b6 AMBIENTE Nigeria, terra bruciata Peggio del Golfo del Messico. La fuoriuscita continua di petrolio e la pratica del gas flaring devastano il paese da oltre 50 anni, avvelenando la terra e causando cancro e malattie della pelle. La denuncia da Amici della Terra http://www.galileonet.it/articles/4c32e2765fc52b3adf0031b7 UNIVERSITA' La crisi della cultura Tagliare stipendi e corsi di laurea può aiutare a ridimensionare il deficit. Ma se il sistema formativo è solo una zavorra, qual è il modello culturale del nostro paese? http://www.galileonet.it/articles/4c32e2765fc52b3adf0031b8 COLOMBIA Piani di autogoverno per gli indigeni Presentato a Roma un libro sull’autogoverno degli indigeni del Cauca, in Colombia. Un’occasione per raccontare la situazione dei popoli nativi, minacciati dal conflitto armato e dall’espropriazione delle terre http://www.galileonet.it/articles/4c3300855fc52b3a51000005 NANOSCIENZE Ecco la molecola elettronica Un gruppo di ricerca internazionale ha studiato una particolare configurazione elettronica, analoga a quella di una molecola biatomica, finora difficile da misurare http://www.galileonet.it/articles/4c345db85fc52b07c0000004 MAR MORTO Svelata l'origine delle pergamene I ricercatori dell'Infn di Catania hanno scoperto che per realizzare la pergamena del Rotolo del Tempio è stata usata l’acqua del "lago salato" http://www.galileonet.it/articles/4c345b515fc52b07c2000002 MEDIA Nasce Tecnoscienza.net È online un nuovo semestrale dedicato al ruolo della scienza e della tecnologia nella società. L'iniziativa è di STS Italia http://www.galileonet.it/articles/4c3496905fc52b0cdf000001 NANOTECNOLOGIE Elettroni come 'inchiostro invisibile' Messa a punto una tecnica che lascia messaggi impercettibili su una superficie di silicio con l’aiuto di un fascio di elettroni, favorendo la formazione di nanocristalli di ferro purissimi http://www.galileonet.it/news/12879/elettroni-come-inchiostro-invisibile SALUTE Il dolore resta invisibile A quattro mesi dall’approvazione della norma sulle cure palliative e la terapia del dolore, solo il 10 per cento degli ospedali italiani la rispetta. La denuncia al convegno Impact 2010 http://www.galileonet.it/articles/4c347bdb5fc52b0b38000002 ECONOMIA In Toscana arriva il microcredito etico Una proposta di aiuto economico a chi intende avviare un'impresa o ai disoccupati in cerca di un nuovo lavoro. La clausola: chi viene sostenuto dovrà aiutare altri in futuro http://www.galileonet.it/articles/4c3585485fc52b27d2000001 - RECENSIONI - LIBRI Quante bufale sul clima Stefano Caserini Guida alle leggende sul clima che cambia. Come la scienza diventa opinione Edizioni Ambiente 2009, pp. 192, euro 12,00 Con grande rigore e una certa dose di ironia, l’autore analizza le argomentazioni di quanti negano il riscaldamento globale http://www.galileonet.it/articles/4c32e2765fc52b3adf0031bb LIBRI Siamo tutti potenziali carnefici Piero Bocchiaro Psicologia del male Laterza Bari 2009, pp. 128, euro 12,00 Un libro che sfata più di un luogo comune, istiga molti, salutari dubbi e ci obbliga a rivedere il nostro giudizio su noi stessi e sugli altri http://www.galileonet.it/articles/4c3472a75fc52b07c2000013
 
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