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Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Libero (del 04/09/2010 @ 16:03:31, in News, linkato 22 volte)
La questione della scuola creata dalla riforma Gelmini merita la massima attenzione ed il massimo impegno della CGIL. E' una questione che non riguarda soltanto i precari come si vorrebbe far credere, ma tutta la scuola e le famiglie dei lavoratori italiani, di tutti coloro che non debbono subire ladequalificazione della scuola che procede speditamente assieme alla dequalificazione della sanità, del sistema pensionistico, del contratto e del salario. Siamo di fronte ad un passaggio cruciale. Ieri Gelmini ha scaricato sul passato la responsabilità di avere creato duecentomila precari. Ha detto che le assunzioni non erano necessarie ed erano spesso clientelari. Ha ribadito il suo proclama di guerra: "la Scuola non potrà assorbirli". Poco prima che la sentissi al TG Sicilia era stata intervistata la Preside di una Scuola del quartiere Zen di Palermo. Aveva denunziato di avere avuto assegnati tre insegnanti per 95 alunni! Questo Governo di destra marcia con lucida visione di classe (quella che manca alla cosidetta sinistra) verso un drastico ridimensionamento del servizio scolastico nazionale. Solo i rampolli delle famiglie della borghesia imprenditora e delle professioni potranno godere di una scuola al livello dei licei classici pubblici o scientifici e di quella che è stata la grande scuola elementare italiana. Esattamente come in USA: i collegi per coloro che possono pagare da trenta a cento mila dollari l'anno. Il resto in scuole degradate con professori precarizzati organicamente che vengono assunti di anno in anno dai direttori o dai presidi sulla base delle disponibilità che hanno avuto dal bilancio annuale della contea. La Gelmini nel denunziare l'eccesso di precari accumulato negli ultimi decenni dalla scuola italiana non ha tenuto conto del fatto che la precarietà della condizione dei lavoratori non era derivante dalla precarietà del posto. Il posto era organico, stabile, fissato nella realtà dell'istituzione e del quartiere. Precaria era soltanto la condizione umana ed esistenziale dell'insegnante. Insegnanti precari venivano utilizzati nelle scuole e seguivano gli alunni per tutto il corso di studi. La causa della precarietà non è nell'eccesso di insegnanti rispetto la necessità. E' vero invece che i professori subivano una violenza giuridica che per anni ed anni li ha privati della certezza del futuro esattamente come oggi i giovani rovinati dalla legge Biagi subiscono il destino di essere precari e sottopagati in posti assolutamente stabili e sicuri. L'innalzamento del numero di alunni per classe, la soppressione di materie di insegnamento con il malvagio obiettivo di ridurre la cultura che si impartisce nella scuola pubblica, rendono ora davvero precaria la posizione di una parte di insegnanti. Bisogna reagire con l'abrogazione della legge Gelmini, il ripristino delle normative precedenti, l' aumento delle materie di insegnamento nelle scuole ed il miglioramento della loro fruizione con la creazione di laboratori, dalla linguistica alla informatica, dappertutto. Lo Stato deve fare un grosso investimento nella pubblica istruzione. Deve recuperare la priorità della istruzione pubblica su ogni altra forma di istruzione. Deve ridare alle famiglie italiane che hanno fatto laureare i figli, spesso con sacrifici inenarrabili, lo sbocco del concorso e della sistemazione nella scuola pubblica. La laurea deve tornare ad avere il suo valore di passaporto per la vita, di promozione sociale. Gli stipendi degli insegnanti e del personale scolastico debbono essere aumentati e portati al livello di quelli tedeschi o francesi. Non siamo forse per Pil la settima potenza del mondo occidentale? Ho notato e non mi piace come si comportano i sindacati nella pesante vicenda che si è aperta. Stanno dalla parte dei precari ma si limitano ad assisterli nelle loro lotte e quasi subiscono le iniziative spontanee di denunzia che vengono messe in campo: sciopero della fame, uomini e donne stiliti, sitin di protesta. Non basta. Questa conduzione della vicenda farà inghiottire dalle sabbie mobili la causa dei docenti. E' giunto il momento della proclamazione di uno sciopero generale per la scuola e contro il progetto di Fabbrica Italia di Marchionne e Marcegaglia. Lo sciopero generale deve essere fatto subito e deve essere se del caso ripetuto. La CGIL come Confederazione deve assumersi la responsabilità della vertenza che non è settoriale o categoriale ma riguarda un punto essenziale della crisi italiana. Se passa la linea Gelmini nella scuola e la linea Marchione nelle aziende il declino dell'Italia sarà segnato per sempre. L'Italia diventerà una terra in cui staranno bene soltanto i ricchi, i benestanti. La coesione sociale della nazione non ci sarà più. Non si dedeve parlare solo di precari che quasi elemosinano la loro vita, di essere graziati dalla mannaia del boia. La CGIL deve subito lanciare il suo proclama di lotta. I professori sanno che se combatteranno la loro battaglia per la vita soltanto come "precari" perderanno. Si potrà salvare qualcuno di loro. A fronte di cinquemila licenziamenti in Sicilia la Gelmini ha "graziato" un centinaio di persone. Subito lo sciopero generale indetto dalla CGIL! Pietro Ancona già consigliere CNEL e sindacalista CGIL
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Oggetto: Scuola: gli assenti e i presenti. Tu chiamali se vuoi, intellettuali. Tu cercali se vuoi. "NULLA mi risulta più intollerabile che vedere i colleghi insegnanti in sciopero della fame mentre gli intellettuali fanno salottino. Voi che fate salottino letterario, in Rete e fuori, oggi, in questi giorni di infamia nazionale: sprofondate dalla vergogna. Non leggerò mai più - mai più - un'opera letteraria di chi si sia dimostrato insensibile davanti alla distruzione del sistema scolastico" (Claudia Boscolo) Scrittori, artisti, attori, registri, cantanti, musicisti: dove c..o siete? Abbiamo chiesto per due anni alla politica assente di tornare al nostro fianco. Ma quelli che per primi dovevano starci vicini e scrivere e parlare e denunciare e solidarizzare e ingrossare le fila: gli intellettuali italiani, DOVE CAVOLO SONO e SONO STATI????????????
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Di Libero (del 04/09/2010 @ 08:42:54, in News, linkato 22 volte)
Protesta dei precari a Napoli. Caos in centro: traffico paralizzato
Rassegna stampaIn circa 200 persone, docenti e personale Ata precari della scuola campana, da stamattina, 3settembre, a Napoli, stanno effettuando un presidio di protesta davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale. I precari, molti dei quali hanno dormito tutta la notte in tenda proprio davanti all'ex provveditorato al Ponte della Maddalena, chiedono al ministro Gelmini il ritiro dei tagli al personale della scuola.  Sul posto sono presenti gli uomini della polizia, coordinati dal vice questore Pasquale Trocino, dirigente del commissariato Vasto Arenaccia. I precari hanno deciso questa mattina di attuare un blocco del traffico nella zona. Una ventina di autobus - il cui stazionamento è nei pressi della sede - sono incolonnati, fermi a causa della protesta dei manifestanti. Le auto vengono invece dirottate dalle forze dell'ordine su via Marina. Una precaria è salita sul tetto della direzione e ha fissato ai pennoni una bandiera del coordinamento precari della scuola. Alla protesta partecipano i rappresentanti di diverse sigle sindacali.
Tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Cobas insieme alla FGU, Snals e Rdb stamani hanno partecipato al presidio che in realtà è il prolungamento della protesta già organizzata ieri dal coordinamento precari napoletani. Per stamani, infatti, era stata organizzata una manifestazione dalla Uil poi confluita nel presidio del Ponte della Maddalena.
I precari, nella maggiore parte dei casi da molti anni in graduatoria, chiedono più soldi e più cattedre anche alla luce dei nuovi tagli previsti al sostegno comunicati dal ministero alla direzione scolastica regionale solo due giorni fa.
«Il mondo della scuola campana ha subito tagli quasi del 17 per cento - dice Luigi Panacea, della Uil scuola - prima si è parlato di un incremento del sostegno con 1788, confermato dal ministero e poi lo stesso ministero li nega riducendoli a 500. Non si può portare avanti la scuola campana con i soli mille posti assegnati quest'anno e infatti il direttore Pietro Esposito lo aveva capito e ci era venuto incontro. È inconcepibile».
Della stessa opinione anche le altre sigle sindacali. «A noi pare che la situazione sia esplosiva in tutto il Paese - dice Francesco Amodio dei Cobas - forse la Gelmini non sta gradendo le proteste, ma non si annunciano posti di lavoro e poi si ritirano. Sarà solo una mia illazione ma questi tagli mi sanno tanto di punizione». Sotto accusa, insomma, i tagli alle cattedre, ma non solo. Anche il ritorno al maestro unico che ha tagliato definitivamente le gambe a migliaia di precari della scuola primaria. Da due anni infatti non si fanno assunzioni in Campania per la scuola primaria, ovvero alle elementari, e con molta probabilità non si faranno neanche nei prossimi anni.
«Sui tagli dobbiamo ancora aspettare qualche giorno per avere la definitiva conferma sui numeri - dice il direttore dell'Urs Campania, Pietro Esposito - sono in continuo contatto con Roma. Sul maestro unico entrato in vigore con la riforma, voglio ribadire che sono figlio di questo sistema con un unico insegnante, e concordo in toto con il principio che ha guidato il ministro Gelmini in questa riforma e con l'innovazione in tal senso».
Tuttavia è proprio il ritorno al maestro unico, secondo i precari, a essere il vero problema della Campania. Insieme ai docenti, anche gli Ata: centinaia di loro ha perso il posto, altri non saranno mai assunti. «Eppure è grazie a noi che si aprono le classi - dicono - che le scuole sono pulite e sicure. Ma questo forse alla Gelmini non interessa affatto».(da Il Mattino)

 redazione@aetnanet.org
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Di Libero (del 04/09/2010 @ 08:39:17, in News, linkato 14 volte)
Avvenire, nessuno speculi su pelle ragazzi ''Non si guardi ad altri interessi'' che non siano quelli dei ragazzi'' ''Nessuno speculi sulla pelle dei ragazzi''. Il monito arriva dal giornale dei vescovi, l'Avvenire, alla luce delle polemiche nate intorno alla protesta degli insegnanti precari e dopo la conferenza stampa con cui il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato le novita' introdotte dalla sua riforma dell'istruzione. Nell'anno scolastico che sta per cominciare, si legge nell'editoriale, ''non si guardi ad altri interessi che non siano quelli dei ragazzi, non si sfrutti il loro nome per richieste e pretese, per quanto comprensibili. Non si faccia carriera sulla loro pelle''. Il che vale "per il Ministro, e per ogni adulto che ha una funzione nella scuola". Una frase che ha scatenato una ridda di interpretazioni, in particolare in chiave anti Gelmini. Ma un intervento del direttore del quotidiano ha sgombrato il campo da ogni polemica, tanto che da Cernobbio il ministro ha condiviso l'intervento di Avvenire. ''La signora ministro - affermava l'articolo - ha affrontato con gagliarda e dunque controversa volontà riformatrice sia l'Università che la scuola. Una partita personale e politica su cui sta scommettendo molto". Sulla quale il giudizio dei vescovi rimane sospeso. Nonostante gli sforzi, infatti, anche per "interessi corporativi" e i "molti problemi lasciati per strada" "anche quest'anno il panorama dell'avvio" del nuovo anno scolastico appare - a giudizio di Avvenire - "confuso e pieno di ombre". "Speriamo - auspica l'articolo - che prevalga in tutte le parti la buona volontà di salvaguardare l'essenziale", e di evitare, anche e soprattutto "là dove le condizioni non sono buone" che "si esacerbi il tutto, ma si faccia in modo che i bambini e i ragazzi non patiscano maggiore disagio". In giro - osserva Avvenire - "ci sono un sacco di furbastri che campano sulla e nella scuola e però dei ragazzi gliene interessa assai meno del giusto". Mentre "trattare male la scuola - avverte il giornale dei vescovi - è "il reato più grave oggi in Italia", oltre che un peccato ignominioso. Parole severe, che per ''una piccola tempesta di interpretazioni, in dura e preconcetta chiave anti-ministro'' hanno indotto il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, a intervenire sul sito del quotidiano per smentire questa chiave di lettura. Il nostro pensiero - scrive Tarquinio - è chiaro, il 'comandamento' è chiaro: non strumentalizziamo i ragazzi, non usiamoli per i nostri fini". Un messaggio che l'editoriale di Davide Rondoni indirizzava direttamente nell'occhiello agli 'addetti ai lavori'."Tutti, gli addetti, dal ministro Mariastella Gelmini a 'ogni adulto che ha funzione nella scuola'", precisa Tarquinio. "Siamo infatti abbastanza liberi e sereni - conclude il direttore di Avvenire - da intervistare il ministro della Pubblica Istruzione sulla sua 'rivoluzione del merito' e, contemporaneamente, da registrare e proporre problemi - seri o di sospetta origine ideologica e corporativa - del mondo scolastico che reclamano risposta". A sgombrare il campo da ogni dubbio anche lo stesso ministro Gelmini. ''Ho letto l'editoriale di Avvenire e devo dire che l'ho condiviso'', ha detto giudicando non necessaria la precisazione dell'autore dell'articolo Enrico Rondoni perche' - ha aggiunto - ''chi legge in maniera disinteressata quell'editoriale non trova alcun attacco al ministro dell'Istruzione. Mi sembrava un invito giusto e condivisibile di abbassare i toni e soprattutto di non strumentalizzare la scuola. Sono le stesse parole che ho utilizzato ieri nella conferenza stampa''.(ANSA) redazione@aetnanet.org
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Invito a diffondere, ci dovrà essere la massima partecipazione questo in nome anche dei colleghi che hanno digiunato per giorni e giorni.Libero Tassella Comunicato stampa Coordinamento Precari Scuola della FLC CGIL di Palermo Assistiamo da parte del Governo ad un attacco senza precedenti alla scuola statale che riguarda tutta la società civile, i giovani a cui viene negato un futuro, i lavoratori della conoscenza che vengono sviliti nel loro ruolo, i precari espropriati del diritto al lavoro. Ritenendo indispensabile proseguire ed intensificare la lotta al fine di coinvolgere l'intera classe politica e la società civile verso le problematiche della scuola italiana e, in particolare, di quella meridionale, cogliamo l'occasione per comunicare che il Coordinamento Precari Scuola della FLC CGIL di Palermo aderisce alla manifestazione proposta dalla Rete Precari delle province siciliane [b]del 12 settembre 2010 ore 11.00 sullo Stretto di Messina[/b] "INVADIAMO LO STRETTO: UN PONTE PER LA SCUOLA" per sostenere quella che è una battaglia di tutti a difesa della scuola statale, con l'impegno che fino ad ora ci ha contraddistinto a fianco di tutti i lavoratori.
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Di Libero (del 04/09/2010 @ 06:24:43, in News, linkato 28 volte)

 

 1) CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO. Si comunica che le operazioni di assegnazione della sede di servizio per l’anno scolastico 2010/11 ai docenti neoimmessi in ruolo dai concorsi ordinari e dalle graduatorie permanenti, già fissate per il 6 e 7 settembre 2010, sono rimandate, come di seguito indicato:

 

13-9-2010 assegnazione sede di servizio per i docenti immessi in ruolo dai concorsi ordinari in data 30-8-2010;

 

14-9-2010 assegnazione sede di servizio per i docenti immessi in ruolo dalle graduatorie permanenti in data 31-8-2010;

 

Le operazioni si svolgeranno sempre presso l’ipia Sannino-Ponticelli di Napoli alla stessa ora della prima convocazione del 30 e 31 agosto 2010.

 

Pertanto, i predetti docenti continueranno a prestare servizio sulla sede di appoggio fino alla data di assegnazione della sede di servizio.

 

 

 

2) CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO.

 

La pubblicazione  dei calendari delle convocazioni per il conferimento dei contratti a tempo determinato per l’anno scolastico 2010/2011 per il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado, prevista per oggi 3 settembre 2010, è rinviata al giono 10 settembre 2010, con inizio delle operazioni a partire dal giorno 16 settembre 2010.

 

 

Si prega di dare urgente ed ampia diffusione al presente avviso.

 

 

 

 

Napoli 03/09/2010

 

 

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Di Libero (del 03/09/2010 @ 14:37:28, in News, linkato 27 volte)
Ecco il ballo del precario, canzona di lotta e protesta.


Il ballo del precario
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2.09.2010    

Personale Docente: Elenchi definitivi del personale docente destinatario di provvedimenti di utilizzazione nelle istituzioni di II grado e la graduatoria del personale appartenente a categorie in esubero di altro ruolo (primaria e secondaria di primo grado).

file zip

PROVINCIA DI NAPOLI

 
       

 

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Di Libero (del 03/09/2010 @ 07:59:13, in News, linkato 15 volte)
Quante le domande inevase nella conferenza stampa della ministra Gelmini? da Aetnanet
RedazioneQuando non si hanno argomenti robusti da contrapporre all’interlocutore è meglio offendere o tergiversare, come ha fatto la ministra dell’istruzione Gelmini durante la conferenza stampa di Palazzo Chigi del 2 settembre scorso a proposito dei precari della scuola, alcuni dei quali stanno facendo lo sciopero della fame in quasi tutte le regioni d’Italia, e che non ha voluto incontrare perché: “Sono politicizzati e appartengono all’Idv. Non voglio essere strumentalizzata”. Però ai giornalisti ha dato la sua versione dei fatti: “229mila precari: un numero spaventoso, frutto di politiche disinvolte” che nel passato “hanno distribuito posti di lavoro nel mondo della scuola di cui non aveva bisogno e, soprattutto, che non era in grado di sostenere finanziariamente”.
Se fosse così avrebbe ragione, ma non ne ha, perché chi rimarrà senza lavoro quest’anno saranno circa 20mila docenti per effetto della  diminuzione di quasi 20 mila unità dell’organico di diritto, della presenza di 12 mila docenti in sovrannumero e la riduzione di circa 30 mila  posti da riservare ai precari per il sostegno. Ma se pure fosse come la ministra sostiene avrebbe dovuto spiegare il motivo per il quale da decenni questi docenti vengono chiamati per le sostituzioni o per supplenze o per incarichi su posti vuoti e ora lasciati a se stessi, senza assumerli in modo definitivo, e come carta straccia buttati nel
cestino. Avrebbe dovuto dire perché non vengono rimpiazzati i posti lasciati liberi dai pensionamenti e avrebbe dovuto dare conto di tutti i patti che questo governo ha disatteso, e non solo coi docenti ma anche con l’utenza. Ma avrebbe dovuto motivare la scelta dell’implementazione delle varie graduatorie di prima, seconda e terza fascia e delle Gae (graduatoria a esaurimento) e il senso che si è voluto dare ad asse quando la sua riforma di tagli epocali non era contemplata nemmeno dalla sua collega di partito, Letizia Moratti. Avrebbe dovuto spiegare ai neo laureati che vogliono insegnare che speranze hanno e che prospettive si profilano e come si intenderebbe assumerli e se devono accettare supplenze temporanee e come saranno conteggiate e se è il caso, a questo punto, di accettare lavoro precario.
Sul fronte dell’utenza ci si aspettava che chiarisse la posizione del Miur rispetto alla sentenze contrarie venute dai Tar e pure dal Consiglio nazionale della
pubblica istruzione che ha bocciato sonoramente la riduzione delle ore nelle classi intermedie dei tecnici e dei professionali. E che significa: migliorare la qualità della istruzione quando nei tecnici a indirizzo linguistico nella sua riforma epocale non si prevedono, come prima accadeva, gli insegnanti di madrelingua. E invece di indugiare sulle assenze di 50 giorni, che non consentono la promozione, perché non ha parlato degli istituti all’amianto o delle classi sovraffollate i cui spazi di vivibilità per alunno sono ridicole rispetto alla legge?Oppure del reale taglio di materie tecniche e informatiche in opposizione antitetica con le famose tre I del presidente del consiglio. E’ facile dire: i miei predecessori hanno sbagliato (anche durante i 5 anni della Moratti) e che il 97% delle risorse del Miur servono per pagare i docenti. Troppo facile di fronte a un budget limitato che se fosse più sostanzioso farebbe, lapalissianamente,  crescere la media.
Una conferenza stampa alla buona, casalinga, e conclusasi in meno di un’ora forse perché la figlia della ministra aspettava la poppata.


 Pasquale Almirante
 p.almirante@aetnanet.org
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Di Libero (del 03/09/2010 @ 07:57:30, in News, linkato 19 volte)
Scuola: il delitto perfetto E', al momento, una lotta quasi impossibile. Quella dei precari della scuola, da venerdì scorso davanti alla Camera dei deputati, a Roma. Con l'appoggio della Cgil. Eppure, la piattaforma contenuta in una bella pergamena sottoposta alla firma dei politici e parlamentari che passano è condivisibile. Semplice, netta: superamento del precariato come forma ormai prevalente di lavoro-non lavoro, ripristino delle risorse tagliate dal tristemente noto decreto Tremonti del 2008. All'inizio di una legislatura segnata dai tagli a tutti gli ordini del sapere (scuola, università, beni culturali, spettacolo, ricerca...) e dai bavagli all'informazione. Hanno firmato rappresentanti del Partito democratico; dell'Italia dei Valori; di Sinistra, ecologia e libertà; della Federazione delle sinistre. Passare a Montecitorio fa venire un groppo alla gola, vedendo le condizioni di giovani vite sole con un camper e una piccola tenda, qualche sedia... E l'ambulanza che va e viene per verificare le condizioni di chi sta facendo da tanti giorni lo sciopero della fame, a partire da Giacomo Russo -che già è stato al pronto soccorso dell'ospedale S.Spirito e da Caterina Altamore, pure lei alquanto provata. Ma non rimarranno soli. Abbiamo proposto, insieme alla responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi, di promuovere uno sciopero della fame a turno di deputati e senatori, almeno per un giorno a testa. Fino a quando la ministra Gelmini, che si è limitata finora a riconoscere che il problema esiste pur etichettando i precari di "militanza" politica, non verrà in Parlamento a chiarire le intenzioni del governo sulla scuola. Del resto, dopo i 57000 posti persi già l'anno scorso, si prevedono altre 25000 cattedre e 15000 addetti in meno per il personale non docente nel prossimo anno scolastico. Le conseguenze sono tragicamente concrete: plessi scolastici in meno, classi accorpate, riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore nelle secondarie. Abolizione delle compresenze e riduzione del tempo pieno. La controriforma della scuola è in atto. E siamo nel vivo della vicenda, tra le più importanti della situazione politica italiana. Anzi. Dalla lotta dei precari, nata in agosto in Sicilia e ora in via di diffusione in tutta Italia, è bene trarre un insegnamento molto impegnativo. Nella società dell'informazione e della conoscenza il lavoro intellettuale diviene il territorio fondamentale di conquista da parte delle destre. Prive di vera capacità egemonica, e quindi inclini all'uso della forza. E la disoccupazione dura e pura è il manganello di un governo televisivo. La tv è l'unica vera agenzia formativa, secondo i dettami del berlusconismo. L'Italia sta cambiando sotto i colpi dell'iniziativa controculturale messa in opera da parte di chi tira le fila. Per questo la battaglia dei precari richiede programmi e schieramenti vastissimi, un surplus di iniziativa politica e di attenzione. Si terrà un'assemblea nazionale. Soprattutto il tema dei saperi deve risalire in testa all'agenda politica. Contro i tagli apportati a scuola e università. Tra l'altro, ha senso che si continui l'iter della ‘riforma' degli atenei -appena approvata al Senato e ora alla Camera- come se niente fosse? Come se i temi non fossero connessi?
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