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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Libero (del 17/08/2010 @ 08:18:15, in News, linkato 112 volte)
Dal sito di Lelo
L'USR di Bologna in data 12 agosto 2010 ha emanato una circolare alla quale allega i tabulati relativi alle nomine in ruolo divisi per provincia ed invita gli USP della Regione entro il 17 -18 c.m. a suddividerli fra concorso ordinario e graduatoria ad esaurimento .
Risulta che i ruoli dei concorsi ordinari( USR di Bologna, USP Parma,USP Modena e USP Reggio)saranno effettuate presumibilmente da martedì 24 a venerdi 27 c.m.
Nella stessa nota invita gli USP a trasmettere il calendario delle operazioni di utilizzazione, nomine in ruolo e conferimento di supplenze del personale docente e ATA.
Di Libero (del 16/08/2010 @ 22:51:50, in News, linkato 88 volte)
Dal 2012 le donne del pubblico impiego in pensione con uno scalone unico [10-08-2010]
di Giuliano Coan
La legge n.122/2010 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 31 maggio 2010 n.78 entrata in vigore il 31.07.2010, stabilisce che le donne del pubblico impiego iscritte all'Inpdap dall' 1/1/2012 matureranno la pensione di vecchiaia a 65 anni come gliuomini, cancellando, di fatto, la normativa previgente che prevedeva il raggiungimento graduale, al ritmo di 1 anno anagrafico ogni 2 di servizio, del traguardo dei 65 anni dal 2018.
Così nel 2010 e
fino al 2011 occorreranno 61 anni mentre dal 1° gennaio del 2012 ci
vogliono 65 anni. Uno scalone unico di 4 anni!
Le lavoratrici
che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2009 i requisiti d'età e
d'anzianità contributiva previsti dalla normativa previgente (60 anni)
e quante entro il 31/12/2011 maturano i requisiti previsti per il 2011
(61 anni) e anzianità contributiva di almeno 20 anni, 15 per chi era in
servizio al 31/12/92, conservano il diritto acquisito e possono andare
in pensione negli anni successivi. Hanno facoltà di richiedere all'ente
di appartenenza la certificazione di tale diritto. Semplificando, nei
prossimi anni potranno accedere alla pensione di vecchiaia coloro che
sono nate entro il 31/12/1950.
Poiché le donne iscritte
all'Inps mantengono il limite d'età a 60 anni per ottenere a domanda la
pensione di vecchiaia, il legislatore ha impedito, con effetto
immediato, al pubblico impiego di trasferire la posizione assicurativa
dall'INPDAP all'INPS nei casi in cui tale manovra si riveli più
favorevole per conseguire il pensionamento.
Finora le donne del
pubblico impiego potevano superare la norma discriminatoria dei 65 anni
trasferendo la posizione assicurativa all'INPS e accontentandosi di una
pensione nettamente inferiore rispetto a quella dello stato.
Esisteva la possibilità di trasferire gratuitamente al regime Inps la
contribuzione versata presso l'Inpdap qualora decidessero di lasciare
il servizio senza aver maturato i requisiti minimi di età e di
contribuzione previsti per la pensione pubblica.
In questo modo,
si dimettevano dall'impiego pubblico prima di raggiungere l'età
pensionabile e, a seguito del relativo trasferimento della
contribuzione Inpdap all'Inps, potevano chiedere la pensione di
vecchiaia a quest'ultimo Ente, nel quale l'età pensionabile è, per le
donne, rimasta inalterata
Il passaggio dall'INPDAP all'INPS era
possibile:
1.. Per chi aveva anche una posizione all'INPS di
almeno una settimana, applicando l'art. 1 della legge 29/79
(ricongiunzione non onerosa)
2.. Per chi non aveva alcuna
posizione all'INPS applicando la legge 322/58 (trasferimento della
posizione assicurativa non oneroso)
Con le modifiche
introdotte:
a.. l'evento a) diventa oneroso dal 1/7/2010
b.. l'evento b) con l'abrogazione della legge 322/58 diviene
inattuabile dal 31 luglio 2010.
Con l'abrogazione della legge
322/58, i pubblici dipendenti non possono lasciare il servizio prima di
aver maturato i requisiti per la pensione e non possono aspettare la
pensione di vecchiaia, come invece si può fare tranquillamente nel
settore privato. Tutte le casse pensioni gestite dall'Inpdap non
prevedono la pensione differita.
In pratica non può essere più
effettuata la costituzione d'ufficio della posizione assicurativa
presso l'Inps per gli iscritti alla CTPS (Cassa Stato) cessati dal
31.07.2010 e per gli iscritti alla Casse pensioni gestite dagli ex
istituti di previdenza che non abbiano prodotto la prescritta domanda
entro il 30.07.2010.
Sono obbligati in questo caso a versare la
contribuzione volontaria, che è piuttosto onerosa, fino alla
maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.
Non
potranno neppure, come fatto finora, andare in pensione con l'INPS per
evitare il pagamento di una ricongiunzione all'INPDAP magari troppo
gravosa. Non si potranno più risolvere in modo favorevole tantissime
situazioni che con la previgente normativa si potevano risolvere senza
esborsi a volte molto consistenti.
L'onerosità della legge 29 è
stata retrodatata al 1/7/2010 prima dell'entrata in vigore della legge,
per impedire fughe in massa. Restano confermate le previgenti
disposizioni per le domande presentate antecedentemente a tale data.
Riassumendo per il personale della scuola
1.. Le donne
dal 1/1/2012 maturano la pensione di vecchiaia a 65 anni come gli
uomini.Quante entro il 31/12/2011 maturano i requisiti previsti per il
2011 (61 anni e anzianità di almeno 20 anni, 15 per chi era in servizio
al 31/12/92,) mantengono il diritto acquisito e possono andare in
pensione negli anni successivi.
2.. La ricongiunzione della
posizione assicurativa dall'INPDAP all'INPS diviene onerosa, il
trasferimento della posizione è ineseguibile perché la legge 322/58 è
stata abrogata.
3.. Rimane invariata la normativa che prevede
l'uscita al 1^ settembre se si maturano i requisiti anagrafici e
contributivi entro il 31 dicembre dello stesso anno.
4.. I
requisiti di età previsti dall'attuale normativa dal 2015 aumenteranno
con cadenza triennale, in funzione dei cambiamenti nelle prospettive di
vita calcolati dall'ISTAT. Si prevede un aumento di tre mesi anagrafici
dal 1/1/2015 e un ricalcolo dal 1/1/2019, per poi proseguire con
aggiornamenti triennali.
5.. Dal 2011 scatta la quota "96": i
dipendenti che hanno maturato i 35 anni di contributi potranno andare
in pensione rispettando il meccanismo delle cosiddette quote introdotte
dalla Legge 247/2007 che prevede la combinazione con i 61 anni di età o
36 di contributi e 60 anni età.
6.. la legge 243/2004 consente
solo alle donne fino al 2015, di andare in pensione con 35 anni di
contributi e 57 d'età, optando obbligatoriamente per il calcolo
contributivo. L'assegno sarà di almeno il 30% inferiore rispetto a
quello che potrebbero percepire più tardi con la pensione di
vecchiaia.
7.. Con 40 anni d'anzianità contributiva,
indipendentemente dall'età si raggiunge il requisito per il
pensionamento.
8.. Dal 2011 saranno corrisposti come
liquidazione: la buonuscita per l'anzianità maturata al 31/12/2010 e il
TFR maturato dal 1/1/2011 alla cessazione.
Si evince quindi, che
i dipendenti più penalizzati, sono le donne, che vedono ribaltare le
loro possibilità di pensionamento, dall'eccesso dei 15 anni sufficienti
un tempo per maturare il diritto alla pensione, agli attuali onerosi
requisiti. E penalizzati sono soprattutto coloro che possono vantare
cospicui periodi di servizio con versamento dei contributi in casse
diverse dall'Inpdap (ad esempio è il caso del personale precario,
Amministrativo Tecnico Ausiliario della scuola) e i lavoratori colpiti
dagli effetti derivanti dalla soppressione della legge 322/58.
Di Libero (del 16/08/2010 @ 09:06:34, in News, linkato 61 volte)
Il Vaticano ha mollato Berlusconi già da tempo, malgrado i favori ( leggi finanziamenti scuole paritarie) per non inimicarsi il mondo cattolico, ricordate Famiglia Cristiana e altri attacchi, ricordate poi la risposta del Giornale sui vizietti privati di certi esponenti della stampa cattolica. Staremo a vedere, in realtà l’oltretevere, che tanta influenza ha nel paese dal Po all’ultima fiumara siciliana o calabrese, può essere determinante in questo periodo di incertezza politica, scendendo in campagna elettorale con precise indicazioni di voto, il sistema capillare delle parrocchie e delle associazioni cattoliche potrebbe funzionare, come nel passato del paese, da macchina elettorale, per costruire il grande centro,una nuova balena bianca molto simile alla democrazia cristiana di un tempo, con una nuova ventata di trasformismo guidata proprio da Fini, Casini e Franceschini, ci avviamo verso la terza repubblica, mentre la seconda impersonata dal Berlusconi, figlio della seconda di impronta craxiana tra l’indifferenza della popolazione, costretta per la maggior parte a sacrificare i valori in cui erano stati allevati ( furberie, macchina e vacanza) e l’indignazione degli intellettuali radical ( leggi fondo di Scalfari su la Repubblica di ferragosto) sta finalmente tramontando.
Di Admin (del 16/08/2010 @ 08:00:00, in News, linkato 309 volte)
Nuova guida alle assunzioni a
tempo indeterminato 2010/2011.
(a cura di Libero tassella)
leggi
Di Libero (del 16/08/2010 @ 00:05:21, in News, linkato 21 volte)
IL MONITO
Tettamanzi: "Grave e devastante
l'egoismo di chi governa"
Omelia Pontificale dell'Assunta in Duomo: "Imprigionati e rovinati dal nostro io"
Il cardinale Dionigi Tettamanzi
L'egoismo e l'individualismo sono "gravi" e "devastanti" quando vengono da chi dovrebbe "dare un contributo decisivo alla costruzione del bene comune".
L'invito a guardare agli altri senza rinchiudersi nell'individualismo, nell'egoismo, nell'io diffuso nella politica come nella famiglia, nel sindacato, nell'impresa, nella società viene dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che si è espresso così, stamani, durante l'omelia del Pontificale dell'Assunta in Duomo: "Il rischio che tutti corriamo - ha detto - è di guardare in basso, solo in basso, imprigionati e rovinati come siamo dal nostro io".
"Un io - ha proseguito - che ripiegandosi su se stesso tende ad assolutizzarsi, a configurarsi come un 'idolò da adorare e per il quale si è disposti a sacrificare tutto. Ma un io così inquina il rapporto essenziale che ciascuno di noi ha con gli altri: siamo fatti per l'incontro e la relazione. Quando però prevale l'affermazione del proprio io, la sensibilità verso l'altro diviene indifferenza, l'impegno verso l'altro non è più percepito e vissuto come responsabilità".
Tettamanzi ha parlato di "famiglie che vivono isolate tra le proprie mura" spiegando che "lo stesso purtroppo capita in alcuni gruppi, dove il bene dei singoli non è perseguito in relazione al bene comune dell'intera società, ma ricercato contrapponendosi ad altri, non di rado a scapito e a danno del bene altrui". Tanti sono gli esempi: "Non è questa la logica che anima le associazioni malavitose che operano nella nostra città e nel suo hinterland?".
"Questo atteggiamento - ha continuato l'arcivescovo - è altrettanto grave e dagli effetti altrettanto devastanti quando è realizzato da coloro dai quali invece ci si attenderebbe un contributo decisivo alla costruzione del bene comune". Si tratta di esponenti politici, del sindacato, dell'impresa fino "ad alcuni modi di vivere l'esperienza ecclesiale: in apparenza si dichiara di essere al servizio degli altri, in realtà si considerano gli altri funzionali ai propri interessi, per sfamare il bisogno di potere, notorietà, ricchezza. Così la città e il Paese non sono più guidati e sostenuti in un percorso ragionato e lungimirante di crescita complessivo, attento ai bisogni di tutti. Gli interessi dei singoli e dei singoli gruppi prevalgono violentemente, ferendo e disgregando le città".
Secondo il cardinale, ricostruire il rapporto con Dio "è la strada maestra da seguire per ricostruire il legame autentico con gli altri". E quindi, "paradossalmente, solo lo sguardo in alto rende possibile lo sguardo verso gli altri e verso il basso, verso la terra e i suoi problemi".
Di Libero (del 15/08/2010 @ 08:18:10, in News, linkato 90 volte)
Quanti precari non avranno la conferma di nomina? L'anno scorso, di questi tempi e con il decreto salva-precari in discussione, infuriava la polemica sulla possibile mancanza di conferma delle nomine dei docenti non di ruolo; si parlava di strage... da Tuttoscuola
Di Libero (del 14/08/2010 @ 15:01:38, in News, linkato 82 volte)
 Modulo per la Conciliazione utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2010/11 elaborata da Libero Tassella
redazione@aetnanet.org |
Di Libero (del 14/08/2010 @ 14:58:15, in News, linkato 217 volte)
Di Libero (del 14/08/2010 @ 10:00:58, in News, linkato 32 volte)
| TAR SALERNO RICONOSCE SCATTI STIPENDIO ANCHE A PROF. PRECARI |
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 Anche i precari della scuola hanno diritto ad accedere agli scatti di anzianita' sullo stipendio, come accade per il personale di ruolo, a partire dal terzo anno di anzianita': lo ha stabilito il Tar di Salerno con un sentenza che accoglie il ricorso presentato dai legali dei Cobas Scuola e dal Comitato insegnanti ed Ata precari di Salerno in difesa del docente Giuseppe Tuozzo, che con oltre dieci anni di precariato alle spalle chiedeva di vedersi riconoscere in busta paga i cosiddetti 'gradoni' (riservati per contratto ai colleghi di ruolo dopo la conclusione del secondo anno dall'assunzione a tempo indeterminato). Il Ministero, viene condannato a pagare 4.068 euro al docente oltre alle spese per l'onorario dell'avvocato. La sentenza, la prima del genere nel meridione, potrebbe ora creare un precedente molto 'pericoloso' per le casse dello Stato: nei prossimi mesi andranno infatti a sentenza altre decine di ricorsi, patrocinati dagli stessi legali. (ASCA) |
Di Libero (del 14/08/2010 @ 08:31:02, in News, linkato 198 volte)
dopo l'eliminazione dei docenti di ruolo dalle graduatorie il nostro prosimo obiettivo è una Graduatoria ad esaurimento nazionale.
Professione Insegnante - Vi presentiamo la nostra proposta di trasformazione della graduatoria ad esaurimento, in graduatoria unica nazionale . La faremo arrivare agli esponenti parlamentari più sensibili affinché la traducano proposta di legge.
Le vigenti graduatorie ad esaurimento, attualmente valide per un solo ambito provinciale, si sono dimostrate uno strumento inefficace di contenimento del fenomeno del precariato e di stabilizzazione del rapporto di lavoro degli insegnanti della scuola statale .
Allo stato, la prospettiva per chi è in graduatoria , soprattutto in certe aree geografiche del nostro Paese, è quella di rimanervi per sempre, senza mai avere l’opportunità di stabilizzare il proprio rapporto di lavoro.
E se è vero che ci sono aspiranti che non possono e/o non vogliono spostarsi dall'ambito territoriale di residenza, è anche vero che ce ne sono tanti altri disposti a trasferirsi per stabilizzare definitivamente la propria situazione lavorativa, pur di superare la perdurante condizione di precaria/o a vita, situazione che deprime , nel contempo, tanto la loro sfera professionale - lavorativa quanto quella umana ed esistenziale.
Per tali ragioni, proponiamo di trasformare le attuali graduatorie ad esaurimento in graduatoria unica nazionale valida per le immissioni in ruolo, proprio per via della specificità delle stesse graduatorie di essere, appunto, “ad esaurimento”, consentendo, in tal modo, al singolo aspirante, in occasione delle procedure di reclutamento, di esprimere più opzioni, secondo un proprio ordine di gradimento: ad esempio, solo la sua provincia di residenza, le province della sua regione, di alcune regioni o tutto il territorio nazionale.
Si vuole una graduatoria ad esaurimento nazionale che dia reali possibilità e garanzie di immissione in ruolo a chi in questi anni ha maturato una lunga, a volte pluridecennale esperienza d'insegnamento, che va valorizzata , non già confinata in anacronistici steccati territoriali, come accaduto finora ora con le graduatorie ad esaurimento provinciali.
La nostra proposta ha la finalità di rispondere in modo efficace all'esigenza di stabilizzazione contrattuale del lavoro degli insegnanti e di lotta al precariato scolastico, attraverso l'azione congiunta sia dello scorrimento delle graduatorie ad esaurimento , trasformate da provinciali in graduatoria nazionale, nonché di concorrere alla realizzazione di un piano programmatico pluriennale di immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti.
Di seguito si riporta la nostra proposta, articolata in 5 punti, da tradurre con urgenza in un provvedimento legislativo.
1) Trasformazione, fin dal loro prossimo aggiornamento e limitatamente alle sole immissioni in ruolo, delle Graduatorie ad esaurimento provinciali in Graduatorie ad Esaurimento Nazionali ( G. E.N.); ferma restando la validità provinciale delle G.E. solo ai fini dell'attribuzione delle supplenze annuali e temporanee di durata annuale e della compilazione delle prime fasce delle graduatorie d'istituto e di circolo.
2) Elevamento al 70% ( +20%) della percentuale dei posti riservati annualmente alle immissioni in ruolo, dopo la mobilità territoriale provinciale ( oggi sono il 50%) ; prevedendo per alcune classi di concorso o tipologie di posto, ove i contratti a tempo interminato sono storicamente ridotti a poche unità, l'elevamento al 100% della percentuale dei posti da riservare alle immissioni in ruolo
3) Assegnazione della Provincia di titolarità, dopo le operazioni di mobilità, effettuata in base alle posizioni occupate in graduatoria nazionale e alle preferenze territoriali espresse dagli aspiranti, secondo una procedura meccanizzata, simile a quella già prevista per la mobilità territoriale e/o professionale del personale docente con contratto tempo indeterminato.
4) Successiva assegnazione della sede provvisoria ai neoimmessi in ruolo, a cura degli UU.SS.PP competenti. tramite procedura di convocazione.
5) Obbligo di effettiva permanenza quinquennale nella provincia di titolarità per i neoimmessi in ruolo da GEN e divieto quinquennale di mobilità annuale (utilizzazione e assegnazione provvisoria) al fine di tutelare la continuità didattica e salvaguardare, nel contempo, le cattedre destinate a chi ha scelto di permanere nella provincia di residenza dall’assalto dei neoimmessi in ruolo in province diverse da quella di residenza.
PROF. Libero Tassella (Professione Insegnante)
libero.tassella@fastwebnet.it)
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