|
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Libero (del 18/08/2010 @ 07:36:36, in News, linkato 24 volte)
Di Libero (del 17/08/2010 @ 09:12:19, in News, linkato 46 volte)
Personale docente non di ruolo - incarichi annuali - applicabilità dell'art. 53 della L. 312-1980 - diritto agli scatti biennali di anzianità - sussistenza...(da diritto scolastico.it)
Leggi tutto...
Di Libero (del 17/08/2010 @ 08:53:09, in News, linkato 113 volte)
da Tuttoscuola
La metà delle nomine in ruolo e oltre un terzo delle nomine annuali vanno ai docenti di sostegno.Più della metà dei 10 mila posti di insegnante, a disposizione per le nomine in ruolo 2010-11, è costituita da posti di sostegno: esattamente 5.022, pari al 50,2%
L'anno scorso, quando le nomine in ruolo furono soltanto 8mila, i posti di sostegno sfiorarono, con 4.303 unità, il 54% del totale. L'anno precedente su 25mila nomine in ruolo, 6.890 furono riservate a posti di sostegno. Nel 2007-08, quando vi fu la straordinaria immissione in ruolo di 50 mila docenti, altri 5.387 posti furono riservati al sostegno.Da quell'anno di grazia le immissioni in ruolo, comprese quelle che si effettueranno nei prossimi giorni, sono state, pertanto, complessivamente 92mila, di cui 21.602 (quasi un quarto del totale) sono state riservate al sostegno.Il sostegno costituisce, dunque, una concreta e interessante risorsa per la nomina in ruolo, ma apre anche interessanti prospettive per le nomine a tempo determinato. Infatti, grazie al fatto che per legge il 30% degli oltre 91mila posti dell'organico di sostegno non è compreso nell'organico di diritto, ogni anno un numero consistente di docenti viene nominato su posti di sostegno fino al termine delle attività didattiche, senza contare altre nomine annue su posti vacanti.
Si tratta di un numero molto consistente, superiore a ben oltre un terzo di tutte le nomine a tempo determinato che vengono effettuate annualmente.
Nel 2007-08, quando le nomine a tempo determinato furono in tutto 119.687, vennero nominati su posti di sostegno annuali 2.780 insegnanti e su posti fino al termine delle attività didattiche altri 41.479 per un totale complessivo di 44.259, pari al 37% del totale nomine.
L'anno dopo, su 110.553 nomine a tempo determinato, quelle su posti di sostegno furono 39.428 (di cui 37.227 fino al termine delle attività e 2.201 annuali) per una quota pari al 35,7%.
L'anno scorso infine tra le 93.696 nomine a tempo determinato, 35.316 furono di sostegno (2.884 annue e 32.432 fino al termine delle attività) per una percentuale che ha raggiunto il 37,7% del totale. Per l'anno scolastico che sta per cominciare è prevedibile che tra annue e fino al termine delle attività le nomine su posti di sostegno siano circa 30-32 mila.
Non c'è che dire: ancora una volta la specializzazione nel sostegno è un buon investimento per l'occupazione nella scuola. Per l'Amministrazione è una ragione in più per verificare che il livello professionale di questi insegnanti sia adeguato al compito che sono chiamati a svolgere.
Di Libero (del 17/08/2010 @ 08:18:15, in News, linkato 111 volte)
Dal sito di Lelo
L'USR di Bologna in data 12 agosto 2010 ha emanato una circolare alla quale allega i tabulati relativi alle nomine in ruolo divisi per provincia ed invita gli USP della Regione entro il 17 -18 c.m. a suddividerli fra concorso ordinario e graduatoria ad esaurimento .
Risulta che i ruoli dei concorsi ordinari( USR di Bologna, USP Parma,USP Modena e USP Reggio)saranno effettuate presumibilmente da martedì 24 a venerdi 27 c.m.
Nella stessa nota invita gli USP a trasmettere il calendario delle operazioni di utilizzazione, nomine in ruolo e conferimento di supplenze del personale docente e ATA.
Di Libero (del 16/08/2010 @ 22:51:50, in News, linkato 76 volte)
Dal 2012 le donne del pubblico impiego in pensione con uno scalone unico [10-08-2010]
di Giuliano Coan
La legge n.122/2010 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 31 maggio 2010 n.78 entrata in vigore il 31.07.2010, stabilisce che le donne del pubblico impiego iscritte all'Inpdap dall' 1/1/2012 matureranno la pensione di vecchiaia a 65 anni come gliuomini, cancellando, di fatto, la normativa previgente che prevedeva il raggiungimento graduale, al ritmo di 1 anno anagrafico ogni 2 di servizio, del traguardo dei 65 anni dal 2018.
Così nel 2010 e
fino al 2011 occorreranno 61 anni mentre dal 1° gennaio del 2012 ci
vogliono 65 anni. Uno scalone unico di 4 anni!
Le lavoratrici
che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2009 i requisiti d'età e
d'anzianità contributiva previsti dalla normativa previgente (60 anni)
e quante entro il 31/12/2011 maturano i requisiti previsti per il 2011
(61 anni) e anzianità contributiva di almeno 20 anni, 15 per chi era in
servizio al 31/12/92, conservano il diritto acquisito e possono andare
in pensione negli anni successivi. Hanno facoltà di richiedere all'ente
di appartenenza la certificazione di tale diritto. Semplificando, nei
prossimi anni potranno accedere alla pensione di vecchiaia coloro che
sono nate entro il 31/12/1950.
Poiché le donne iscritte
all'Inps mantengono il limite d'età a 60 anni per ottenere a domanda la
pensione di vecchiaia, il legislatore ha impedito, con effetto
immediato, al pubblico impiego di trasferire la posizione assicurativa
dall'INPDAP all'INPS nei casi in cui tale manovra si riveli più
favorevole per conseguire il pensionamento.
Finora le donne del
pubblico impiego potevano superare la norma discriminatoria dei 65 anni
trasferendo la posizione assicurativa all'INPS e accontentandosi di una
pensione nettamente inferiore rispetto a quella dello stato.
Esisteva la possibilità di trasferire gratuitamente al regime Inps la
contribuzione versata presso l'Inpdap qualora decidessero di lasciare
il servizio senza aver maturato i requisiti minimi di età e di
contribuzione previsti per la pensione pubblica.
In questo modo,
si dimettevano dall'impiego pubblico prima di raggiungere l'età
pensionabile e, a seguito del relativo trasferimento della
contribuzione Inpdap all'Inps, potevano chiedere la pensione di
vecchiaia a quest'ultimo Ente, nel quale l'età pensionabile è, per le
donne, rimasta inalterata
Il passaggio dall'INPDAP all'INPS era
possibile:
1.. Per chi aveva anche una posizione all'INPS di
almeno una settimana, applicando l'art. 1 della legge 29/79
(ricongiunzione non onerosa)
2.. Per chi non aveva alcuna
posizione all'INPS applicando la legge 322/58 (trasferimento della
posizione assicurativa non oneroso)
Con le modifiche
introdotte:
a.. l'evento a) diventa oneroso dal 1/7/2010
b.. l'evento b) con l'abrogazione della legge 322/58 diviene
inattuabile dal 31 luglio 2010.
Con l'abrogazione della legge
322/58, i pubblici dipendenti non possono lasciare il servizio prima di
aver maturato i requisiti per la pensione e non possono aspettare la
pensione di vecchiaia, come invece si può fare tranquillamente nel
settore privato. Tutte le casse pensioni gestite dall'Inpdap non
prevedono la pensione differita.
In pratica non può essere più
effettuata la costituzione d'ufficio della posizione assicurativa
presso l'Inps per gli iscritti alla CTPS (Cassa Stato) cessati dal
31.07.2010 e per gli iscritti alla Casse pensioni gestite dagli ex
istituti di previdenza che non abbiano prodotto la prescritta domanda
entro il 30.07.2010.
Sono obbligati in questo caso a versare la
contribuzione volontaria, che è piuttosto onerosa, fino alla
maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia.
Non
potranno neppure, come fatto finora, andare in pensione con l'INPS per
evitare il pagamento di una ricongiunzione all'INPDAP magari troppo
gravosa. Non si potranno più risolvere in modo favorevole tantissime
situazioni che con la previgente normativa si potevano risolvere senza
esborsi a volte molto consistenti.
L'onerosità della legge 29 è
stata retrodatata al 1/7/2010 prima dell'entrata in vigore della legge,
per impedire fughe in massa. Restano confermate le previgenti
disposizioni per le domande presentate antecedentemente a tale data.
Riassumendo per il personale della scuola
1.. Le donne
dal 1/1/2012 maturano la pensione di vecchiaia a 65 anni come gli
uomini.Quante entro il 31/12/2011 maturano i requisiti previsti per il
2011 (61 anni e anzianità di almeno 20 anni, 15 per chi era in servizio
al 31/12/92,) mantengono il diritto acquisito e possono andare in
pensione negli anni successivi.
2.. La ricongiunzione della
posizione assicurativa dall'INPDAP all'INPS diviene onerosa, il
trasferimento della posizione è ineseguibile perché la legge 322/58 è
stata abrogata.
3.. Rimane invariata la normativa che prevede
l'uscita al 1^ settembre se si maturano i requisiti anagrafici e
contributivi entro il 31 dicembre dello stesso anno.
4.. I
requisiti di età previsti dall'attuale normativa dal 2015 aumenteranno
con cadenza triennale, in funzione dei cambiamenti nelle prospettive di
vita calcolati dall'ISTAT. Si prevede un aumento di tre mesi anagrafici
dal 1/1/2015 e un ricalcolo dal 1/1/2019, per poi proseguire con
aggiornamenti triennali.
5.. Dal 2011 scatta la quota "96": i
dipendenti che hanno maturato i 35 anni di contributi potranno andare
in pensione rispettando il meccanismo delle cosiddette quote introdotte
dalla Legge 247/2007 che prevede la combinazione con i 61 anni di età o
36 di contributi e 60 anni età.
6.. la legge 243/2004 consente
solo alle donne fino al 2015, di andare in pensione con 35 anni di
contributi e 57 d'età, optando obbligatoriamente per il calcolo
contributivo. L'assegno sarà di almeno il 30% inferiore rispetto a
quello che potrebbero percepire più tardi con la pensione di
vecchiaia.
7.. Con 40 anni d'anzianità contributiva,
indipendentemente dall'età si raggiunge il requisito per il
pensionamento.
8.. Dal 2011 saranno corrisposti come
liquidazione: la buonuscita per l'anzianità maturata al 31/12/2010 e il
TFR maturato dal 1/1/2011 alla cessazione.
Si evince quindi, che
i dipendenti più penalizzati, sono le donne, che vedono ribaltare le
loro possibilità di pensionamento, dall'eccesso dei 15 anni sufficienti
un tempo per maturare il diritto alla pensione, agli attuali onerosi
requisiti. E penalizzati sono soprattutto coloro che possono vantare
cospicui periodi di servizio con versamento dei contributi in casse
diverse dall'Inpdap (ad esempio è il caso del personale precario,
Amministrativo Tecnico Ausiliario della scuola) e i lavoratori colpiti
dagli effetti derivanti dalla soppressione della legge 322/58.
Di Libero (del 16/08/2010 @ 09:06:34, in News, linkato 61 volte)
Il Vaticano ha mollato Berlusconi già da tempo, malgrado i favori ( leggi finanziamenti scuole paritarie) per non inimicarsi il mondo cattolico, ricordate Famiglia Cristiana e altri attacchi, ricordate poi la risposta del Giornale sui vizietti privati di certi esponenti della stampa cattolica. Staremo a vedere, in realtà l’oltretevere, che tanta influenza ha nel paese dal Po all’ultima fiumara siciliana o calabrese, può essere determinante in questo periodo di incertezza politica, scendendo in campagna elettorale con precise indicazioni di voto, il sistema capillare delle parrocchie e delle associazioni cattoliche potrebbe funzionare, come nel passato del paese, da macchina elettorale, per costruire il grande centro,una nuova balena bianca molto simile alla democrazia cristiana di un tempo, con una nuova ventata di trasformismo guidata proprio da Fini, Casini e Franceschini, ci avviamo verso la terza repubblica, mentre la seconda impersonata dal Berlusconi, figlio della seconda di impronta craxiana tra l’indifferenza della popolazione, costretta per la maggior parte a sacrificare i valori in cui erano stati allevati ( furberie, macchina e vacanza) e l’indignazione degli intellettuali radical ( leggi fondo di Scalfari su la Repubblica di ferragosto) sta finalmente tramontando.
Di Admin (del 16/08/2010 @ 08:00:00, in News, linkato 309 volte)
Nuova guida alle assunzioni a
tempo indeterminato 2010/2011.
(a cura di Libero tassella)
leggi
Di Libero (del 16/08/2010 @ 00:05:21, in News, linkato 21 volte)
IL MONITO
Tettamanzi: "Grave e devastante
l'egoismo di chi governa"
Omelia Pontificale dell'Assunta in Duomo: "Imprigionati e rovinati dal nostro io"
Il cardinale Dionigi Tettamanzi
L'egoismo e l'individualismo sono "gravi" e "devastanti" quando vengono da chi dovrebbe "dare un contributo decisivo alla costruzione del bene comune".
L'invito a guardare agli altri senza rinchiudersi nell'individualismo, nell'egoismo, nell'io diffuso nella politica come nella famiglia, nel sindacato, nell'impresa, nella società viene dall'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, che si è espresso così, stamani, durante l'omelia del Pontificale dell'Assunta in Duomo: "Il rischio che tutti corriamo - ha detto - è di guardare in basso, solo in basso, imprigionati e rovinati come siamo dal nostro io".
"Un io - ha proseguito - che ripiegandosi su se stesso tende ad assolutizzarsi, a configurarsi come un 'idolò da adorare e per il quale si è disposti a sacrificare tutto. Ma un io così inquina il rapporto essenziale che ciascuno di noi ha con gli altri: siamo fatti per l'incontro e la relazione. Quando però prevale l'affermazione del proprio io, la sensibilità verso l'altro diviene indifferenza, l'impegno verso l'altro non è più percepito e vissuto come responsabilità".
Tettamanzi ha parlato di "famiglie che vivono isolate tra le proprie mura" spiegando che "lo stesso purtroppo capita in alcuni gruppi, dove il bene dei singoli non è perseguito in relazione al bene comune dell'intera società, ma ricercato contrapponendosi ad altri, non di rado a scapito e a danno del bene altrui". Tanti sono gli esempi: "Non è questa la logica che anima le associazioni malavitose che operano nella nostra città e nel suo hinterland?".
"Questo atteggiamento - ha continuato l'arcivescovo - è altrettanto grave e dagli effetti altrettanto devastanti quando è realizzato da coloro dai quali invece ci si attenderebbe un contributo decisivo alla costruzione del bene comune". Si tratta di esponenti politici, del sindacato, dell'impresa fino "ad alcuni modi di vivere l'esperienza ecclesiale: in apparenza si dichiara di essere al servizio degli altri, in realtà si considerano gli altri funzionali ai propri interessi, per sfamare il bisogno di potere, notorietà, ricchezza. Così la città e il Paese non sono più guidati e sostenuti in un percorso ragionato e lungimirante di crescita complessivo, attento ai bisogni di tutti. Gli interessi dei singoli e dei singoli gruppi prevalgono violentemente, ferendo e disgregando le città".
Secondo il cardinale, ricostruire il rapporto con Dio "è la strada maestra da seguire per ricostruire il legame autentico con gli altri". E quindi, "paradossalmente, solo lo sguardo in alto rende possibile lo sguardo verso gli altri e verso il basso, verso la terra e i suoi problemi".
Di Libero (del 15/08/2010 @ 08:18:10, in News, linkato 90 volte)
Quanti precari non avranno la conferma di nomina? L'anno scorso, di questi tempi e con il decreto salva-precari in discussione, infuriava la polemica sulla possibile mancanza di conferma delle nomine dei docenti non di ruolo; si parlava di strage... da Tuttoscuola
Di Libero (del 14/08/2010 @ 15:01:38, in News, linkato 81 volte)
 Modulo per la Conciliazione utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2010/11 elaborata da Libero Tassella
redazione@aetnanet.org |
|
|
Ci sono 20 persone collegate
|