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Memento audere semper!

Gabriele D'Annunzio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Libero (del 05/01/2012 @ 19:06:56, in news, linkato 74 volte)

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Il maestro unico? Non è d'aiuto. Le lezioni tradizionali non supportano i ragazzi in difficoltà
Rassegna stampaCon il ritorno al maestro unico alle elementari, le cose potrebbero peggiorare alle medie. I ritmi e le peculiarità delle personalità in crescita sono molto più complessi di quanto non si pensasse al tempo, magari, della formulazione dei programmi della scuola media. «Dal punto di vista cognitivo», sostengono i ricercatori della Fondazione Agnelli, autrice di una pubblicazione sullo stato dell'arte della scuola media, «il preadolescente traghetta progressivamente dalle logiche del pensiero concreto dell'infanzia a quelle del pensiero ipotetico-deduttivo e formale, anche se forse in modo meno univoco e deterministico di quanto si pensava nel secolo scorso».
Con il ritorno al maestro unico allora, salire sul gradino delle medie potrebbe diventare più difficile per diversi alunni. Soprattutto per i più piccoli, o per i più deboli. ( da ItaliaOggi di Giovanni Scancarello)

redazione@aetnanet.org
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Di Libero (del 06/12/2011 @ 10:09:44, in News, linkato 109 volte)
Attenti al lupo: Prof e alunni su Facebook l´amicizia è da vietare? «I professori non possono dare l´amicizia su Facebook ai loro studenti». Si riapre così il dibattito sull´opportunità di condividere bacheche, foto private, conversazioni virtuali tra chi sta in cattedra e chi dovrebbe imparare, dopo che quest´estate una legge identica era stata approvata in Missouri provocando proteste e ricorsi. Il rapporto online tra chi insegna e chi studia continua a far discutere. Questione di opportunità, ruoli, privacy e libertà, dicono studenti e insegnanti. Divisi tra chi considera il social network solo un altro mezzo di comunicazione - come il preside torinese che ha 899 amici tra gli alunni - e chi teme di «perdere autorevolezza in cambio di una impossibile amicizia reale». Mentre molti ragazzi, se non lo usano per continuare le lezioni dopo scuola via web, lo vivono come un «mezzo di controllo da parte dei prof sulle nostre vite». Perché, come dice lo psichiatra Pietropolli Charmet, favorevole al social network per motivi di studio, «la relazione con gli studenti deve essere educativa, il controllo è sull´apprendimento, non sulle emozioni». (di Caterina Pasolini da Repubblica) redazione@aetnanet.org
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Di Libero (del 05/12/2011 @ 10:20:29, in  News, linkato 136 volte)
Reazione a caldo dopo il consiglio dei ministri. Pensioni: contributivo per tutti rialzo dell'età e stretta sull'anzianità. da Aetnanet  

Rassegna stampa      Domenica 4 Dicembre: Ore 19.30. Sono al Metropolitan di Catania per lo spettacolo di Massimo Lopez “Varie-età”. Buona musica, imitazioni e risate a volontà. Il matador imita anche Monti. Finisce lo spettacolo e seguono 20 minuti di bis e applausi. Ora siamo in macchina per il rientro a casa e la radio è sintonizzata sull’Uno per seguire in diretta la conferenza stampa riguardante i provvedimenti dell’esecutivo italiano. Sento e capisco che l’ultima frase della Fornero, mentre parla di sacrifici per gli italiano, è interrotta da un commozione che avverto cambiando marcia nel rettilineo del corso Italia all’altezza di Via Vittorio Veneto.

Giovanni Sicali


     “E’ un meccanismo lungo. E allora abbiamo dovuto, e ci e’ costato anche psicologicamente, chiedere un sacr…”. La ministra  non termina la frase che sui riferiva al blocco della perequazione delle pensioni.
     In suo soccorso interviene lo stesso Monti che, togliendola dall’imbarazzo, prende la parola per proseguire l’illustrazione delle misure previdenziali previste dalla manovra. Con disinvoltura e padronanza il premier spiega il meccanismo della deindicizzazione che ha suscitato la commozione del ministro del Welfare, ma poi rivolto alla Fornero: ”commuoviti ma correggimi”, le dice.
 
     Arrivato a casa passo alla TV. Non di Mamma rai 1-2-3 nè zio Berlusconi 5-4-1. Se non fosse per Rainews col decoder… Preferisco La7. Mentre ceniamo siamo in religioso silenzio mentre ascoltiamo gli interventi dei ministri presenti e poi le domande dei giornalisti. Il clima è di grande solennità, pacatezza e rispetto assoluto… Il momento è alto e solenne: LA MANOVRA è SALVA-ITALIA.
     Il vecchi prof cerca di capire meglio le decisioni sulle pensioni ma deve aspettare i giornali di domani e il passaggio alle Camere. Non so se ce la farò a sopportare Vespa e il suo Porta a Porta. Dovrò turarmi il naso… per non perdere nessun momento esplicativo da parte del governo sul tema della nuova previdenza.
     Intanto i giornali online battono notizie di agenzia e primi comunicati.

Le principali novità della manovra in materia previdenziale sono le seguenti:

     «La pensione si calcola per tutti con il metodo contributivo. Ogni euro versato da giovane capitalizza di più e se si va in pensione prima la pensione è più bassa», ha aggiunto il ministro. E ancora: «62 anni per la pensione delle donne, 66 per gli uomini. Non ci sono più finestre né le quote, anticipiamo così le misure previste dal precedente decreto correttivo». La convergenza tra uomini e donne per l'età di vecchiaia a 66 anni (che per gli uomini è prevista fin dal 2012) sarà raggiunta nel 2018. Tuttavia le donne dipendenti del settore privato andranno in pensione di vecchiaia a partire da 63 anni già nel 2012. Si tratta di uno scalino di 3 anni, nel 2011 andavano infatti a 60 anni. Il blocco della rivalutazione rispetto all'inflazione per le pensioni di importo superiore al minimo (467 euro) varrà per il 2012 e il 2013. Le minime avranno la perequazione totale.
     Ma chi ha maturato entro il 31 dicembre i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente, prima della data di entrata in vigore della manovra, potrà accedere alla prestazione pensionistica con il vecchio sistema e potrà chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di questo diritto. Pensioni, 66 anni dal 2012 per gli uomini, per le donne 66 dal 2018.
Estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, aumento dell'età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi periodi nell'età effettiva di pensionamento) stretta sull'anzianità e aumento delle aliquote per i lavoratori autonomi: sono le principali misure previste per la riforma della previdenza prevista dalla manovra correttiva.
     Sarà esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il più generoso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varrà dal 2012 quindi gli anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo.

     Finestra mobile assorbita nell'età effettiva. Scompare il meccanismo della "decorrenza" di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi" previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l'accesso al pensionamento. Il periodo sarà assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno dall'anno prossimo pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). I lavoratori autonomi andranno in pensione dal 2012 a 66 anni e sei mesi. Le lavoratrici autonome a 63 anni e sei mesi.

     Donne in pensione di vecchiaia a 62 anni. Si accelera sull'aumento dell'età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in pensione a 62 anni, mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo scalino tra 2011 e 2012 sarà quindi di due anni dato che quest'anno le donne dipendenti del settore privato uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61).

     Stretta sull'anzianità. Si potrà andare in pensione in anticipo rispetto all'età di vecchiaia solo se sarà stata maturata un'anzianità contributiva di 42 anni e un mese per chi li matura nel 2012, 42 anni e due mesi per chi li matura nel 2013 e 42 anni e 3 mesi per chi li matura nel 2014. Per chi esce in pensione anticipata prima dei 63 anni di età dal 2012 avrà una penalizzazione sulla quota liquidata con il retributivo del 3% per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento prima dei 63 anni di età.

     Fascia flessibile per pensionamento. Per le donne prevista una fascia flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.

     Stop alla rivaluzione delle pensioni. Le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 rispetto all'inflazione. Saranno salve solo le minime (467,42 euro) che avranno la rivalutazione piena mentre sarà prevista una rivalutazione parziale per quelle fino a due volte il minimo (935 euro al mese).

     Contributo di solidarietà - "Abbiamo chiesto un contributo di solidarietà alle pensioni più ricche e avvantaggiate", ha detto il ministro Fornero nella conferenza stampa dopo il varo della manovra.

A cura di Giovanni Sicali
giovannisicali@gmail.com

P.S.
Fin qui a... caldo. Da domani riprendere l'analisi dettagliata e i commenti critici degli esperti e della gente "comune", come noi, che siamo il muro basso, ma lo zoccolo duro!









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Di Libero (del 05/12/2011 @ 10:08:49, in News, linkato 92 volte)
La politica prende voti quando riesce a PROMETTERE. Se venisse attuato un serio piano di immissioni in ruolo, cosa avrebbe la politica da promettere in cambio di voti? I sindacati, con i loro studi legali, prendono tessere e soldi quando riescono a creare una solida macchina che produca RICORSI. Le università vivono con le tasse di chi si vuole abilitare. Il precariato, l'allocazione del personale, il blocco del turnover, sono condizioni di vita mediocri che fanno comodo a tutti. Gli abilitati SSIS esclusi dalle GaE hanno intenzione di far cambiare le Leggi a proprio tornaconto. Sappiamo bene quanto questo possa giovare a certi sindacati coadiuvati dai loro studi legali pronti ad avviare RICORSI a tutto campo. A loro non interessa da che parte sta la ragione. Oggi lottano per inserire gli esclusi dalle GaE, domani faranno i ricorsi per quelli già inclusi che si vedranno scavalcare di posizione in graduatoria. La verità, che non può essere smentita, e che gli ultimi abilitati SSIS potranno partecipare ai concorsi insieme ai nuovi abilitati deL TFA, quando verranno indetti.
Tutto il resto è solo demagogia, fumo negli occhi, pubblicità elettorale nonchè una bella spinta nel vortice giudiziario dei RICORSI.
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Di Libero (del 04/12/2011 @ 09:40:13, in News, linkato 236 volte)
Tutti i titoli di studio necessari per accedere ai TFA e abilitarsi ai vari insegnamenti.

Scuola dell’infanzia ( DM 10 marzo 1997 )
1) diploma di istituto o di scuola magistrale (o diplomi sperimentali equipollenti) purché conseguiti entro l’a.s. 2001/2002. Sono validi anche i corsi di scuola o istituto magistrale che hanno attivato, all’interno dei corsi medesimi, le sperimentazioni previste dall’ordinamento (sociopsico-pedagogico ecc.) purché il titolo di studio rilasciato sia corrispondente ai vecchi diplomi.
2) laurea in scienze della formazione primaria ad indirizzo scuola dell’infanzia (titolo già abilitante) Scuola primaria ( DM 10 marzo 1997 )
1) diploma di istituto magistrale (o diplomi sperimentali equipollenti) purché conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Sono validi anche i corsi di istituto magistrale che hanno attivato, all’interno dei corsi medesimi, le sperimentazioni previste dall’ordinamento (socio-psico-pedagogico ecc.) purché il titolo di studio rilasciato sia corrispondente al vecchio diploma.
2) laurea in scienze della formazione primaria ad indirizzo scuola primaria (titolo già abilitante)

Scuola secondaria di I e II grado – Titoli del vecchio ordinamento
I titoli di studio del vecchio ordinamento richiesti per le varie classi concorso sono stati stabiliti dal DM 39/98 e dalle successive modifiche e integrazioni.
Per conoscere le classi di concorso alle quali è possibile accedere con il proprio titolo di studio del vecchio ordinamento il MIUR ha attivato un’applicazione online.
Titoli dei nuovi ordinamenti Con i nuovi ordinamenti delle Università e delle istituzioni dell’AFAM, le regole per l’accesso all’insegnamento hanno subito diverse modifiche. Con il DM 22/05 sono state indicate anche le Lauree specialistiche (quinquennali) che permettono l’accesso all’insegnamento.
La tabella 2 allegata al DM 26 luglio 2007 definisce la corrispondenza tra le Lauree magistrali e le Lauree specialistiche.

Titoli rilasciati dai Conservatori e dagli istituti musicali pareggiati
Per gli insegnamenti della A031 e A032 (educazione musicale I e II grado) è necessario il possesso di un qualsiasi diploma accademico di secondo livello.
Per l’insegnamento di strumento musicale (77/A) è necessario un diploma accademico di secondo livello nello specifico strumento.
Titoli rilasciati dalle Accademie di Belle Arti e dagli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche Per tutti gli insegnamenti di carattere artistico è necessario il diploma accademico di II livello eventualmente congiunto con i titoli già previsti per tali insegnamenti dal DM 39/08.

Titoli rilasciati dalle Università
Per tutti gli insegnamenti (escluso quelli tecnico pratici) è necessaria la Laurea specialistica/magistrale. Sono anche previsti vincoli rispetto ai CFU acquisiti in specifiche aree disciplinari. Ricordiamo che il calcolo dei CFU va effettuato sull’intera carriera universitaria (Laurea triennale + Laurea specialistica/magistrale).
A questo link è disponibile una applicazione che permette di conoscere gli insegnamenti corrispondenti ad ogni singola laurea specialistica/magistrale e i relativi crediti richiesti.
Ricordiamo che

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Supplenza e vacanze di Natale: i casi più frequenti e i dubbi più diffusi

http://www.orizzontescuola.it/node/20774

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Di Libero (del 24/11/2011 @ 14:15:33, in News, linkato 220 volte)

Si avvia all’epilogo ormai un’altra contrattazione sulla mobilità che, per quanto ci è dato di capire dai resoconti sindacali, si è limitata  ancora una volta alla manutenzione del testo del CCNI, al solo scopo di uniformarlo alla legislazione vigente e ci consegna per la mobilità 2012/13 un testo vecchio di  circa 40 anni frutto della vecchia ordinanza ministeriale  sui trasferimenti a sua volta sintesi delle distinte ordinanze che prima normavano  i trasferimenti definitivi del personale docente, educativo e ATA.  La tabella della valutazione titoli avrebbe dovuto cancellare almeno l’anacronistica distinzione della valutazione del servizio prestato, uniformandolo a una valutazione di 6 punti ad anno scolastico,  prescindendo da dove e da quando esso fosse stato prestato. Ricordo la piattaforma della flc CGIL che conteneva questa richiesta, ora visto che tale richiesta  con molta probabilità risulterà inevasa, ci  aspettiamo  che almeno il sindacato diretto da Pantaleo non firmi il contratto sulla mobilità 2012/2013, sindacati e amministrazione quindi concordi su manutenzione e nessuna innovazione, tutti preoccupati di salvaguardare lo staus quo.

 

Libero Tassella ( Professione Insegnante)

 

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E' uscito il primo dei decreti attuativi sui nuovi percorsi formativi (scuola materna). e' scritto che il titolo dà diritto alla seconda fascia GI.
http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/novembre/dm-11112011-(1).aspx?mid=53797

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Di Libero (del 22/11/2011 @ 20:35:02, in News, linkato 155 volte)
PROFESSIONE INSEGNANTE No alle graduatorie permanenti per un precariato permanente. 3) Ritrasformazione delle attuali graduatorie provinciali ad esaurimento in permanenti mantenendo la possibilità di trasferimento in unica provincia a “pettine” 4) Congelamento della tabella di valutazione dei titoli da inserire nelle graduatorie. 5) Istituzione di un percorso abilitante per i non abilitati a numero chiuso secondo le esigenze dei territori con obbligo di immissione di quest’ultimi nelle graduatorie trasformate in permanenti. Assoluta contrarietà ad ogni forma di "sanatoria" che abiliti nuovo personale non selezionato tramite concorso per esami e che ecceda il contingente determinato dalla programmazione regionale da Rete Precari Scuola Sicilia: 21 richieste al ministro Profumo Se possiamo essere d’accordo sul punto 4 ( le Tabelle di valutazione dei titoli sono state da sempre terreno di incursione della politica politicante e delle Università mercato& vendita di punti), anche se a mio avviso una G.E.N., come da noi prospettata, ad esaurimento, non può non prevedere la rimodulazione del punteggio di chi è in prima e seconda fascia delle graduatorie ad esaurimento provinciali per costituire un’unica fascia nonché una rimodulazione nel costituire una graduatoria per gli insegnanti specializzati, ora inesistente, ( GISADA), agli esponenti della Rete Precari Scuola della Sicilia stanno bene il “toto province” di cui al DM 44/2011, che prevede il trasferimento in una sola provincia, le graduatorie provinciali, un vero tappo di disoccupazione ormai, tanto da impedire il diritto alla libera circolazione del precariato insegnante su tutto il territorio nazionale, il ritorno tout court alle graduatorie permanenti, che ogni anno si ingrossano e mai si esauriscono, i redivivi corsi abilitanti per i non abilitati , qui , a parte altre richieste di matrice Cobas più o meno condivisibili e altre improbabili, come il sussidio a chi è in graduatoria, fatte peraltro a un ministro tecnico ( sic!!) nella più completa latitanza della politica che ha scelto l’irresponsabilità di una soluzione semi aventiniana, si prospetta un precariato permanente. Siamo sempre più convinti che molto spesso, anche se inconsapevolmente ma qui consapevolmente ( la Piattaforma è una piattaforma politica intesa a creare consenso immediato, vedi punto 1 e 2, chi non sarebbe d’accordo, sul ritiro della controriforma di Gelmonti?), non si riesca a pensare o non si voglia pensare oltre un precariato che sia strutturale alla professione insegnante e alla scuola, noi ormai pensiamo con tanti precari inseriti in graduatoria ad esaurimento, sfruttati per anni dallo Stato nelle scuole , spesso in quelle impossibili della periferia più degradata e dalle Università con la mercatura del punteggio, che bisogna nell’immediato esaurire le graduatorie ad esaurimento ( del resto questo non a caso si chiamano così! ), lo stato ha questo impegno, allo Stato non si può fare questo sconto di cambiare ancora le regole , ritornando alle graduatorie permanenti; superando lo scoglio della divisione di posti ( 50%) che vanno ancora a concorsi dell’altro secolo, e solo quando, di volta in volta, le graduatorie si saranno esaurite per classi e per posti sul territorio nazionale, solo allora, e non si tratta come pure demagogicamente si è obiettato di 20 anni, partire con un nuovo ingresso nella professione, degno di questo nome, una procedura concorsuale per titoli ed esami di livello nazionale, con l’abilitazione come titolo di accesso di acceso, possibilmente con prove psicoattitudinali in ingresso, con un numero certo e programmato di posti messi a concorso , con necessaria cadenza triennale , del resto in Italia i concorsi prima di essere provinciali e regionali, erano nazionali! Libero Tassella Responsabile Nazionale di Professione Insegnante
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