Precariato: No all’accordo MIUR-Sindacati sul D.L. Salva-precari
Di Libero (del 06/09/2009 @ 10:09:20, in News, linkato 375 volte)
Precariato: No all’accordo MIUR-Sindacati sul D.L. Salva-precari
05 settembre 2009 - ANIEF
ANIEF ribadisce il suo no al provvedimento che sarà esaminato nel prossimo Consiglio dei Ministri, al contrario di diverse OO.SS. che plaudono all’iniziativa. Siamo pronti a chiedere modifiche ai Parlamentari o ai giudici dei TAR l’annullamento per garantire tutti i precari.
Durante il Consiglio dei Ministri n. 60 del 3 settembre 2009, si è “condiviso i contenuti di una norma, che verrà definita nella prossima seduta, tesa a sanare parzialmente il contenzioso che riguarda il precariato nella scuola; fermo restando il principio che i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze, in quanto necessari per garantire la continuità del servizio scolastico, non possono trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consentire la maturazione di anzianità, il Governo intende prevedere, al fine del conferimento delle supplenze temporanee e limitatamente all’anno scolastico 2009-2010, che le stesse siano assegnate con precedenza assoluta al personale docente ed ATA già destinatario di supplenze annuali nel precedente anno scolastico”.
A differenza di altre Organizzazioni Sindacali rappresentative in scadenza di mandato (viste le prossime elezioni RSU del 1 dicembre 2009) che si vantano periodicamente di contrattare con il MIUR i contenuti di tale Decreto Legge, noi diciamo subito no e nemmeno grazie a un provvedimento teso soltanto a dividere ulteriormente il precariato, ad allontanare i precari dalla Scuola, ad utilizzare i fondi FAS e FESR della UE per sopperire ai tagli perpetrati.
Secondo quanto si legge dal Comunicato della PCM, infatti, ci aspetteremmo una norma che sospenda il piano programmatico dei tagli per sanare il contenzioso riguardante le migliaia di docenti precari senza alcuna nuova occupazione e di immessi in ruolo perdenti cattedra e non-utilizzati. Inoltre, riteniamo incredibile che si possa asserire che i contratti al 30 giugno su cattedre vacanti in organico di fatto non possono essere trasformati a tempo indeterminato perché bisogna garantire una continuità del servizio scolastico, quando questa può essere data soltanto dall’immissione in ruolo del suddetto personale. Infine, come possiamo accettare l’idea di premiare soltanto i precari che hanno avuto una supplenza annuale nel 2008-2009, senza considerare coloro che l’anno avuta negli anni passati o coloro che hanno maturato lo stesso punteggio nello stesso anno (con supplenze brevi e saltuari, a volte continuare per tutto l’anno).
Ci chiediamo cosa dobbiamo farne allora delle graduatorie di Istituto? Forse le cancelliamo? E degli altri precari pluri o neo abilitati in attesa di insegnare: li eliminiamo? Forse si vuole creare un albo professionale dell’annata doc 2008-2009, da utilizzare anche il prossimo anno al posto delle graduatorie ad esaurimento, vista l’insistenza del MIUR contro i pettini tesa soltanto a portare inutile incertezze sullo stato di diritto? Forse si vogliono utilizzare i fondi FESR e FAS per attutire l’impatto di questa nuova massa di disoccupati sulle casse vuote dell’INPS? Ma secondo i nostri tecnici del MIUR, chi si incatena o digiuna in queste ore davanti gli USP vuole un assegno di disoccupazione o reclama il proprio posto di lavoro come insegnanti essendosi abilitato solo per svolgere questo compito con professionalità e competenza? I cittadini si rendono conto che un docente su sei oggi non è in cattedra? E i Sindacati cosa fanno? Trattano…
Ci dispiace: non si concerta con il MIUR un provvedimento teso soltanto a cacciare definitivamente i precari della Scuola. Per questo abbiamo chiesto ai legali di studiare la possibilità di bloccare il regolamento sull’attuazione dei tagli del piano programmatico, e di ottenere dai giudici del lavoro sentenze pilota sul diritto dei docenti alla trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato come la UE ci chiede dopo un triennio continuativo di servizio. Nell’attesa di poter grazie alle prossime elezioni RSU divenire rappresentativi per rivendicare nei prossimi anni al MIUR finalmente provvedimenti sensati e legittimi, a priori continueremo a sensibilizzare il Parlamento per modificare norme inique, inutili e illegittime, pronti a impugnarli nei Tribunali, come sempre, per ottenere una giustizia negata.
Nel frattempo, i precari continuano a protestare in tutta Italia in queste tristi calde giornate d’estate in difesa della loro dignità. Chiediamo ai Ministri di ascoltarli, perché senza di loro la Scuola non funziona.
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