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Di Admin (del 02/11/2009 @ 22:40:46, in news, linkato 153 volte)
Con l’alta uniforme dei documenti unitari, la policromia
dei simboletti, il 27 ottobre quattro sindacati hanno redatto un nuovo
comunicato in cui si giustifica il rinvio delle elezioni per le RSU. Nella
bacheca di molte scuole non è ancora stato rimosso il documento dell’accordo del
2 settembre, che non conteneva né forse né ma, e con grande sicumera annunciava
le elezioni, proprio ciò che sottobanco dalle stesse parti firmatarie si cercava
di evitare. Non siamo mai stati particolarmente favorevoli a questo istituto
delle RSU e siamo sempre stati d’accordo con chi diceva che aumenta le cause di
contenzioso scolastico. Secondo noi però il problema è a monte: le RSU, quando
funzionano bene, sono i contabili che cercano di distribuire con equità un
piccolo fondo, senza pretendere di stabilire dove sia l’ineffabile merito, ma
cercando di retribuire il lavoro quando si riesce a quantificarlo. Non è
l’istituto più sano possibile, perché si presta a infinite storture e conflitti
di interesse, in più è per chi ricopre questo ruolo una fonte di seccature senza
precedenti, tuttavia ci sembra fortemente scorretto, anzi decisamente
antisindacale, il contenuto del comunicato e ora più che mai i sindacati
dovrebbero avere la forza di imporre le prerogative sindacali sul governo
anziché da questo “farsi aiutare” nel gioco del rinvio di un’elezione temuta. La
riduzione dei comparti è chiaramente un espediente governativo per ridurre il
potere, il numero e le capacità dei sindacati. Come non accorgersene? E in
questo si aiuta il governo? Divide et impera, che triste storia!
L’elenco delle motivazioni del rinvio poi appare risibile: non si eleggono le
RSU ma di RSU c’è bisogno (“è necessario garantire nel frattempo la
rappresentanza sindacale etc”) e inoltre: “la contrattazione decentrata è parte
rilevante dell’accordo sul nuovo modello contrattuale non sottoscritto dalla
CGIL”. Un momento! Il nuovo modello contrattuale è stato rifiutato non solo
dalla CGIL, ci pare, ma anche dalla CGU ( la Confederazioni di riferimento per
la Gilda Unams ) e dalla Confsal per lo Snals. O hanno già cambiato idea e si
sono imbarcate nel maxi sindacato filogovernativo? E per fortuna si vuole
“evitare di rendere ancora più confuso” il contesto…”.
Pur considerando quindi le RSU una istituzione con molti limiti – la
rappresentatività nazionale dipende dalla disponibilità di semplici candidati a
farsi rappresentanti sindacali sul luogo di lavoro - pensiamo che l’attacco che
viene portato dal governo alla scuola pubblica abbia bisogno delle forze dei
sindacati uniti per limitare i danni dei provvedimenti che stravolgeranno la
gestione di tutti gli ordini di scuole, dopo aver decurtato gli organici e
mentre continuerà la cura dimagrante all’istruzione con la riforma delle
superiori mediante “schema di regolamento”.
Tutto lascia pensare che i cambiamenti alle porte non saranno un miglioramento
per il lavoro degli insegnanti.
Ferrara, 2 novembre 2009 - Cinzia Piccinini – Associazione Professione
Insegnante
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COMUNICATO UNITARIO ELEZIONI RSU
CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams
- preso atto dell’approvazione definitiva del “decreto Brunetta” che dispone la
proroga per le attuali RSU ed il conseguente rinvio delle elezioni per il loro
rinnovo, da svolgersi comunque entro il mese di novembre 2010;
- che lo stesso decreto prevede la riduzione dei Comparti di contrattazione e la
loro ridefinizione in sede di accordo sindacale con l’ARAN;
- che la nuova composizione dei comparti comporta l’accertamento della
rappresentatività delle organizzazioni Sindacali in relazione alla diversa
composizione dei Comparti stessi;
- che è necessario garantire nel frattempo la rappresentanza sindacale
all’interno delle scuole quale presidio irrinunciabile per contrattazione
decentrata;
- che la contrattazione decentrata è parte rilevante dell’accordo sul nuovo
modello contrattuale non sottoscritto dalla CGIL;
- che la proroga prevista dall’art. 65 del “decreto Brunetta”, assicurando la
continuità e il pieno esercizio delle prerogative negoziali delle attuali RSU,
non appare in contrasto con quanto sopra enunciato;
hanno convenuto di non presentare liste, nelle more della pubblicazione del
decreto sulla Gazzetta Ufficiale, per evitare di rendere ancora più confuso un
contesto segnato da improprie e strumentali forzature elettoralistiche,
rinviando a tempo opportuno una campagna elettorale che dovrà favorire ampia e
libera partecipazione democratica dei lavoratori, in un quadro finalmente certo
di collocazione nei Comparti, quale presupposto di piena legittimazione del
sistema delle RSU e dei Sindacati che le esprimono. Una diversa azione basata
solo su formalismi burocratici e sulle lungaggini del sistema, avrebbe
le caratteristiche di un tatticismo strumentale senza concreti sbocchi
strategici che penalizzerebbero il personale e le proprie rappresentanze.
Nell’ottica di assicurare la continuità della contrattazione decentrata e del
rafforzamento del sistema delle RSU, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e
GILDA Unams, invitano le Segreterie dei rispettivi livelli territoriali ad
indire le elezioni, dopo la pubblicazione del decreto, definendo congiuntamente
il calendario e le procedure elettorali (non possono essere valide quelle
attualmente previste, che non rispetterebbero i tempi previsti dall’ANCQ del
7.8.1999), nelle Scuole in cui le RSU fossero decadute a seguito di mobilità,
dimissioni o pensionamenti, ovvero per altri motivi, o dovessero costituirsi ex
novo, come nel caso di istituzioni scolastiche oggetto di dimensionamento.
Roma, 27 ottobre 2009
CISL Scuola - Francesco Scrima
UIL Scuola - Massimo Di Menna
SNALS Confsal - Marco Paolo Nigi
GILDA Unams - Rino Di Meglio
Di Libero (del 17/10/2009 @ 19:53:57, in News, linkato 41 volte)
Code e pettine tra sindacati & governo.
Ci siamo resi conto con che razza di esecutivo abbiamo a che fare e qual è la considerazione che questo governo ha del potere giudiziario? Per non parlare del Parlamento e del Capo dello Stato?
Ciò che ci sorprende maggiormente, è che i sindacati in questa circostanza, per una questione di mera convenienza, per non perdere iscritti nelle province del Nord, si siano fatti tout court complici del governo e in precedenza non abbiano fatto nulla per evitare i ricorsi al TAR Lazio contro le code, avallando di fatto nel mese di aprile 2009 un decreto ministeriale iniquo, illegittimo e anticostituzionale, quello della “gabbia della disoccupazione e delle tre code della vergogna”, un decreto politico, ispirato dalla lega Nord.
A questo punto della vicenda (credo che ora della questione si dovrà occupare la Corte Costituzionale) per come si sono svolti i fatti (analizzando i nessi logici e cronologici), per quanto certi sindacalisti di professione avevano scritto mesi fa sui siti e sulla stampa specializzata, per le richieste esplicite e più volte reiterate di un intervento ammazza sentenza da parte dell’esecutivo, nasce più di un sospetto che tutta la strategia fosse stata concertata tra Governo (MIUR) e OO.SS., proprio quelle che hanno tuonato giorni fa sul business dei ricorsi, strappandosi le vesti, mentre da anni e per anni hanno imbastito ricorsi su ricorsi al TAR, in cambio di soldi, di iscrizioni e consenso tra la categoria e in particolare tra i precari.
14 ottobre 2009 – Libero Tassella - Associazione Professione Insegnante
Di Libero (del 12/10/2009 @ 21:22:44, in News, linkato 40 volte)
Professione Insegnante
per
“rappresentare i docenti e la specificità della loro professione”
“contrastare il plagio culturale ed ideologico perpetrato sui docenti”
(dal documento programmatico)
1. La nostra ‘professione’
Nel documento programmatico Professione Insegnante enuncia l’obiettivo primario di “rappresentare i docenti e la specificità della loro professione” e di contrastare il plagio culturale ed ideologico perpetrato sui docenti”.
Le due enunciazioni richiedono una breve spiegazione: la prima perché ha il sapore di uno slogan, la seconda perché rischia di collocarsi nella polemica sterile.
Partiremo dalla prima, poiché riteniamo che non si possa capire ciò che noi intendiamo per “specificità della professione” senza prendere coscienza di quale sistematica violenza culturale sia all’origine di una concezione di ‘professionalità’ che nega se stessa nel momento stesso in cui si pone.
E’ possibile che le finezze del tracciato politico ci sfuggano, ma, semplicemente, ci pare che alla acquisizione di una professionalità per la docenza concorrano sostanzialmente due cose: la preparazione nell’ambito disciplinare di interesse specifico e la comprensione del mondo quale è stato, è, e potrebbe divenire. Appare ovvio, in questa ottica, che studi di carattere sociologico, pedagogico, didattico (e la filosofia? e la storia?) debbano essere corredo naturale di coloro che si pongono l’obiettivo di insegnare. Questo in rottura con un passato gentiliano che poneva la conoscenza disciplinare come unico requisito della docenza.
Ma, accanto a questo, ci pare altrettanto ovvio che questi studi dovrebbero porre le condizioni per una relazione critica con il mondo e non per una sua banale accettazione.
Ora, la definizione di professionalità quale si è venuta delineando e consolidando nell’ultimo decennio va in tutt’altra direzione.
Non ad una relazione critica essa conduce ma ad una consonanza acritica, che pervicacemente difende se stessa, insinuando il perverso messaggio che l’errore non sia tanto nella concezione della scuola e dell’insegnamento, quanto nella sua applicazione e che, quindi, non si tratti che di completare l’opera: in una parola perfezionare il docente.
Il mondo politico raggiunge per questa via un duplice obiettivo: il primo è quello di confermare se stesso, il secondo di identificare una cible, ovvero un bersaglio per i possibili fallimenti.
Quanti docenti si sono trovati - in questi anni - sulle pagine di qualche quotidiano locale per aver dato troppe insufficienze? Perché, se ci sono troppe insufficienze, l’inadeguatezza è comunque e sempre dell’insegnante.
Abbiamo parlato di una professionalità che conduce ad una conformità acritica. Cerchiamo ora di entrare nel dettaglio.
Siamo tutti testimoni delle trasformazioni avvenute negli ultimi anni, sappiamo tutti come si sia operato un cambiamento sia di committenza che di mission, come si sia passati, cioè, dalla committenza data al docente dallo Stato alla committenza delle famiglie e dal mandato di istruire e di educare istruendo, ad un mandato più ampiamente e genericamente educativo.
Non è questa la sede per riflettere sull’origine e le cause di tutto questo.
Quello che ci interessa mettere in luce qui è il fatto che la cosiddetta delega educativa non è stata conferita al docente ma all’Apparato Anonimo, nato dallo spirito antiautoritario ed egualitario del ’68 e cresciuto secondo i dettami della cultura consumistica. Alla quale diviene perfettamente funzionale, facendo propri i criteri cardine di questa cultura: il totale rimando all’individuo, ai suoi bisogni e alle sue scelte.
E predisponendo i propri strumenti : docenti preparati in consonanza con il paradigma pedagogico imposto dalla cultura consumistica ed inseriti in un apparato burocratico gerarchico che ne punisce le eventuali devianze (il docente che dà troppe insufficienze).
La consonanza acritica che viene posta-imposta al docente di fatto lo indebolisce fino ad annullarlo, delegittimando totalmente il suo ruolo.
E rendendo così di fatto difficilissima, talora quasi impossibile, l’azione educativa.
Si tratta quindi a questo punto di tentare di operare un’inversione di tendenza.
La specificità saliente della professione consiste per noi – e qui risiede il tratto che ci distingue - nel suo collocarsi all’interno di un ruolo educativo che rileva al docente.
Al docente culturalmente preparato e professionalmente libero, al docente in relazione critica con la realtà e che alla stessa relazione sappia avviare i giovani che gli sono affidati.
10 ottobre 2009 – Serafina Gnech - Associazione Professione Insegnante
La scuola, è ormai superfluo definirla alla frutta, si ritroverà, a causa di una cattivissima amministrazione, a scrivere una delle pagine più brutte delle ultime graduatorie per gli insegnanti.
Richieste sindacali, interessi di partito e poi i ricorsi, nonostante i numeri della maggioranza di questo governo, stanno rivelando la debolezza dell’esecutivo.
Ora che si è deciso di inserire taluni ricorrenti a pettine cosa si prospetta?
Se il MIUR si deve inchinare alle sentenze del Consiglio di Stato ci sono motivazioni ben più profonde che il rispetto delle ordinanze della magistratura.
L’on. Aprea, già all’interrogazione di luglio, diede ragione all’on. Russo del PD, nei confronti del presidente Pizza. Inoltre, certamente, ma per interessi particolari, non per il rispetto di un principio di giustizia(per alcuni) o giuridico(per altri), anche altri parlamentari, in linea con Valentina Aprea, sono favorevoli all’esecuzione delle sentenze.
Gli scenari sono davvero preoccupanti: si inseriranno alcuni ricorrenti(quelli più pazienti a seguire le istruzioni legali, volta per volta, per vedere valere le loro ragioni) e poi? Si rifaranno le nomine?
E, poi quali altri ricorsi seguiranno? A questo proposito già sul sito www.gildavenezia.it si iniziano a prospettare le possibilità di un seguito giudiziario senza fine.
Non oso immaginare cosa potrà accadere di qui alle prossime settimane. Una cosa sola, a mio avviso, visto che, alla fine, il MIUR, si è inchinato alla magistratura, dovrebbe certamente accadere: le dimissioni del Ministro Gelmini. Se ha perso una battaglia su uno dei principi portati avanti nella stesura del famoso DM 42/09, ne deve prendere atto e deve andare via.
La signora Gelmini, prima, ha avuto torto(sentenze TAR e CdS); poi, incapace di convincere la maggioranza dei parlamentari alle sue idee, ha perso(visto l’annuncio dell’inserimento dei ricorrenti a pettine da parte del Vice Direttore Generale del Personale, dott. Pilo, per il Ministero dell’Istruzione): è costretta ad eseguire le sentenze. La scuola non può essere un giocattolo nelle mani della signora Gelmini.
Ora, la Gelmini è minoranza non solo nel paese, ma lo è anche all’interno della sua stessa maggioranza: quindi, se ne deve andare!
Di Libero (del 26/09/2009 @ 17:44:32, in News, linkato 81 volte)
Salta il decreto "salva-precari"? ...meglio!!
27 luglio 2009 - di Andrea Raciti
I danni arrecati alla Scuola dall'attuale Governo sono ormai consumati ed irreparabili.
Solamente adesso si sta prendendo coscienza della strage di posti di lavoro dovuta a scelte miopi e irresponsabili, che si accaniranno soprattutto sulla quantità e sulla qualità dell'offerta formativa destinata agli alunni.
C'è quasi da tirare un sospiro di sollievo nell'apprendere da Orizzontescuola.it che rischia di svanire nel nulla il così detto "salva-precari", in quanto, a mio personale parere, esso esprime un titolo molto promettente ed allettante, ma un contenuto devastante che contraddice lo spirito del provvedimento annunciato.
Il decreto "salva-precari" non aggiungeva alcuna tutela economica nei confronti dei docenti precari, in quanto essi beneficiano già dell'indennità di disoccupazione nei periodi in cui non lavorano e di stipendio pieno nei periodi in cui lavorano.
Inoltre, la lista prioritaria dalla quale attingere non migliorava le possibilità occupazionali (ma mancu ppì sbagghiu) in quanto i posti disponibili sarebbero stati matematicamente esigui in egual misura e il "presunto privilegio" di essere inseriti in quella famigerata lista non avrebbe apportato alcun reale beneficio visto, che se un docente "gode del diritto" di essere inserito in quella lista, significa (eccetto casi limite per i quali bisognerebbe aprire un capitolo a parte) che si trova già in posizione privilegiata rispetto a chi non ne ha diritto (è ovvio...).
Insomma, a mio avviso, si tratta di una vera e propria presa in giro e non c'è nessun coniglio dentro il cilindro del Governo.
L'unico reale vantaggio, a dire il vero, consisterebbe nella garanzia del punteggio annuale... un'elemosina più o meno condivisibile che non comporta alcun costo per il Governo, il quale pretenderebbe invece una standing ovation per lo sforzo compiuto .
Ma l'aspetto machiavellico della proposta consiste nel ricatto (ovviamente tutto a vantaggio dell'Amministrazione) che costringerebbe i docenti precari a dover accettare incarichi in qualsiasi sede (anche non espressa in graduatoria d'istituto) e per qualsiasi durata (anche per 15-20 giorni)... rischiando in tal modo di perdere incarichi vicino casa e di lunga durata per essere magari costretti ad accettare un incarico di 20 giorni in una sede distante 150 Km. Bella proposta insomma: ti dò una mollichina di pane scaduto in cambio della tua dignità, dei tuoi diritti e, stiamo bene attenti, della tua facoltà di rifiutare una chiamata che fino a ieri non avresti nemmeno preso in considerazione.
Proposta "salva-precari"? Ma quando mai? Se la tengano stretta loro!! Non abbiamo bisogno di elemosina. Vogliamo restituita la dignità professionale che ci stanno togliendo e il diritto costituzionale al lavoro per decine di migliaia di docenti esperti e pluriabilitati.
Le classi dei nostri figli saranno stracolme e l'offerta didattica sarà ancora più povera e mortificata. Decine di migliaia di famiglie non avranno più uno stipendio. Peggio di così non era possibile neanche immaginare... che vergogna!
Di Libero (del 26/09/2009 @ 10:34:18, in News, linkato 53 volte)
Comunicato stampa
Professione Insegnante: le adesioni
“Sono superiori al previsto le adesioni a Professione Insegnante, sostiene Serafina Gnech, portavoce della nuova Associazione professional-sindacale di soli docenti. E’ un successo, continua Gnech, molto probabilmente determinato dal fatto che il mondo della scuola annovera solo sindacati e sindacatini di categoria che da anni penalizzano gli insegnanti.
Professione Insegnante colma dunque un vuoto.
L’amarezza dei docenti espropriati della loro professionalità, l’impotenza delle R.S.U., troppo spesso soggiogate a poteri interni - anche politici, come notava lo stesso Ministro Gelmini – dovevano trovare uno sbocco ed una via di soluzione.
Professione Insegnante già offre ai colleghi il proprio supporto di competenze tecniche e raccoglie opinioni ed iniziative. Ora deve crescere e maturare. Perché l’obiettivo è più alto: si tratta di avviare la riflessione e il dibattito necessari alla definizione della linea che realizzi le finalità dell’Associazione.
Una linea degli insegnanti per gli insegnanti. Il coinvolgimento diretto che i sindacati generalisti e burocratici hanno perso è di fondamentale importanza. Se non si vuole che passi ‘altro’, naturalmente.
Ma noi siamo certi che, con la nostra presenza attiva, libera, anche irriverente – se serve - doverosamente costruttiva, molte scorie del passato possano essere rimosse, semi nuovi possano attecchire.
I colleghi saranno con noi. Già sono con noi.”
24-09-2009 Associazione Professione Insegnante
Di Libero (del 23/09/2009 @ 20:37:54, in News, linkato 70 volte)
I de-cretini targati Gelmini
22 settembre 2009 - Gianfranco Pignatelli
Il governo ne ha annunciato un altro. L'ha chiamato "Pacchetto salva-precari" ma per gli interessati è solo un "pacco", l'ennesimo raggiro. Di buono ha che non è stato approvato né pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, non l'ha controfirmato il Presidente della Repubblica, non è stato discusso in Parlamento e neanche calendarizzato. Per certo, il provvedimento scontenta tutti e non risolve nulla. Ecco perché.
A pochi beneficiari, verrebbe corrisposta una miserevole indennità di disoccupazione invece dell'attesa immissione in ruolo. Si "favorisce", infatti, solo il 4% circa dei precari e lo si fa mediante un'elemosina una tantum (limitata a soli 8 mesi), subordinata a inaccettabili condizioni vessatorie. Nel contempo si nega a tutti gli altri docenti precari il diritto, e finanche la residua prospettiva, al posto di lavoro nella scuola. Diritto loro spettante a seguito del possesso di una o più lauree, degli innumerevoli pubblici concorsi a cattedra superati, dei titoli culturali, professionali ed accademici posseduti, di ogni tipo di percorso abilitante espletato, degli stage frequentati, dei tirocini svolti, degli aggiornamenti d'ogni specie seguiti, dei concorsi magistrali vinti, dei master effettuati, delle specializzazioni acquisite e degli svariati decenni di esperienza didattica accumula insegnando nella scuola pubblica sempre in regime di precarietà.
Questo provvedimento è uno specchietto per le allodole, un bluff mediatico ad uso e consumo di chi non ne capisce o non deve capire. È un palliativo a favore di soli 13.000 precari che, per lo stesso fatto di essere stati in servizio per l'intero anno scolastico scorso, avrebbero per certo lavorato anche quest'anno. Gli altri 120.000, invece, che hanno lavorato meno non insegneranno più e non godranno di alcun sussidio. In pratica è come fornire l'ombrello solo a chi sta riparato sotto una pensilina d'ingresso ed è in procinto di entrare nell'edificio. Quindi, invece di essere un ammortizzatore sociale, questa "furbata", è destinata ad essere un detonatore per ulteriori conflittualità derivanti da nuove penalizzazioni e iniquità. Dal "beneficio" ad esempio verrebbero esclusi, non solo coloro che, pur avendo lavorato per l'intero anno scolastico, non sono stati reclutati dagli ex provveditorati con contratti fino al 30 giugno o 31 agosto ma sono stati incaricati dai presidi fino al termine delle lezione (fine giugno o metà luglio se commissari agli esami di stato). Inoltre, sarebbero esclusi anche tutti quelli che hanno maturato l'anno di servizio cumulando più periodi in diverse scuole o per vari insegnamenti.
Per di più, il decreto salva-precari non risolve l'emergenza istruzione del Paese. Non interviene sulla questione nodale dei tagli indiscriminati nella scuola pubblica. Tagli non solo occupazionali di docenti e personale tecnico ed
amministrativo ma anche di tempo scuola, di interi istituti, di classi con l'aumento abnorme del numero degli alunni in quelle restanti, del supporto agli studenti diversamente abili, delle risorse per la didattica ordinaria, della sicurezza degli edifici, della dotazione strumentale, dei generi di prima necessità e di tutto quanto contribuisce a procurare efficacia e qualità alla funzione educativa e formativa. Per questo sarebbe auspicabile il suo ritiro ad horas, oltre alla revoca di tutti quei provvedimenti finalizzati alla penalizzazione della scuola statale e al blocco delle immissioni in ruolo degli insegnanti precari su tutti i posti vacanti e disponibili.
Altro che norma salva-precari. Questa è una mistificazione che millanta soluzioni inesistenti con un decreto-truffa del tutto insensato, oneroso e inutile. Un provvedimento a costo zero per il governo dagli enormi benefici mediatici e dagli inesistenti effetti pratici. Una misura di sostegno al reddito a carico dell'INPS - già in parte disponibile e più nota come "disoccupazione ordinaria" - di norma erogata, nei mesi estivi, ai docenti disoccupati, per un ammontare di circa 860 euro lordi mensili. In sostanza, si propone un sussidio temporaneo e, a compensazione o come merce di scambio finale, il punteggio necessario per non retrocedere in graduatoria. Il tutto mutuando il malcostume imperante nei diplomifici, dove si compensano sottoccupazione e sottoretribuzione con l'elargizione di punti per le graduatorie. In pratica, un caporalato di stato, malcelato dietro misure tardive, insensate e inadeguate. Un palese raggiro che solo l'informazione subalterna al potere governativo e poco abituata a rispettare e testimoniare i fatti, a capire prima di riferire, a valutare e nel caso denunciare, può permettersi di definire
come "risolutiva" della vertenza aperta dagli insegnanti precari di tutt'Italia.
Di Admin (del 20/09/2009 @ 11:54:44, in News, linkato 55 volte)
Di Libero (del 15/09/2009 @ 21:00:30, in News, linkato 73 volte)
Non più soli ma ben accompagnati
Come avrete notato (su www.professioneinsegnante.it) e come preannunciato, da qualche giorno, in concomitanza con l’inizio delle lezioni, sono aperte le adesioni alla nostra Associazione Professione Insegnante.
Se pensate che questo progetto possa realizzarsi, dategli forza sottoscrivendo quanto indicato nella pagina http://www.professioneinsegnante.it/chi_siamo3.html.
Siamo lontani dal pensare di raggiungere la rappresentatività sindacale (cioè quei diritti che per ora hanno i confederali, SNALS e FGU), ma se vogliamo che la nostra voce abbia peso e sostanza, dobbiamo essere anche un’associazione di persone critiche e propositive, non solo un sito e una mailing list o un forum.
Nei confronti dei sindacati esistenti non ci poniamo come antagonisti, ma voce diversa che tiene presente ed esprime in primis le esigenze della categoria.
Se avete conosciuto e apprezzato il mio lavoro in questi mesi, vi chiedo di aderire alla nostra associazione, non per contarci ma per contare.
Vi invito a diffondere questo annuncio su siti, liste, MMLL, tra amici e colleghi e a collaborare alla nostra (e vostra) crescita.
Napoli, 15 settembre 2009
Libero Tassella ( Professione Insegnante)
Di Libero (del 10/09/2009 @ 13:45:12, in News, linkato 1544 volte)
Da Professione Insegnante. Gentile Dott. Chiappetta, Le giriamo un “ catalogo” di dubbi, pubblicato sul sito Orizzontescuola, in riferimento al cosiddetto decreto “ Salva precari” , dubbi, incertezze, perplessità di migliaia di docenti che speriamo presto possano essere sciolti attraverso un urgente chiarimento ministeriale. Libero Tassella ( Professione Insegnante) I primi dubbi sul salva-precari da Orizzomtescuola 10 settembre 2009 - Lalla Mentre il Ministro Gelmini plaude al risultato del Governo che dopo aver tagliato 42.000 posti di lavoro vara un provvedimento salva precari per circa 13.000 insegnanti, mentre molte sigle sindacali esprimono soddisfazione, i docenti rimasti a casa, molti dei quali dopo anni di supplenza, si pongono parecchi interrogativi sulla realizzazione concreta di questo provvedimento. Ne elenchiamo alcuni, a beneficio di coloro che avranno il compito di contrattare al ministero l'applicazione pratica del provvedimento. Una prima riunione è fissata per oggi 10 settembre 2009. 1) Un docente che nell'a.s. 2008.2009 ha avuto un incarico annuale, con nomina del Dirigente scolastico da GI di I fascia (fino al termine delle lezioni o fino al termine delle attività didattiche) ha diritto al provvedimento? 2) La priorità per lo svolgimento delle supplenze brevi riguarderà solo la graduatoria dell'incarico 2008/09 o sarà valida per tutte le classi di concorso per cui si è abilitati? 3) Chi non ha avuto la riconferma della nomina USP 2009/10 dalla provincia in cui è inserito a pettine e ha già rinunciato agli incarichi dalle graduatorie in cui è iscritto in coda, rientrerà nel decreto salvaprecari? 4) Il decreto salva precari riguarda solo chi ha avuto nell'a.s. 2008/09 una nomina annuale o fino al termine delle attività didattiche con decorrenza dal 1° settembre, o anche chi è stato nominato successivamente, dati i ritardi con cui gli USP procedono a queste operazioni? 5) Gli spezzoni inferiori alle 7, disponibili per tutto l'anno scolastico, saranno ancora conferiti secondo l'attuale normativa, tramite lo scorrimento delle Graduatorie di istituto, o concorreranno alle disponibilità da utilizzare per il decreto salva precari? 6) I docenti che nell'a.s. 2008/09 hanno avuto un incarico al 30 giugno 2009 non per una cattedra completa ma per uno spezzone, accederanno all'indennità di disoccupazione in relazione al numero di ore prestate lo scorso anno? 7) I 12 punti saranno garantiti per la graduatoria di interesse anche se verrà offerto un incarico da altra graduatoria? 8) I docenti che pur avendo l'accesso preferenziale non avranno assegnate supplenze brevi o impiego in progetti, oltre a percepire l'indennità di disoccupazione, avranno anche la sicurezza del punteggio annuale di servizio? 9) Il docente che pur avendo diritto alla disoccupazione ordinaria non ha ha fatto richiesta o ha usufruito solo di quella con requisiti ridotti, rientrerà nei parametri del provvedimento? 10) I docenti precari che non rientrano nei requisiti indicati dal provvedimento, in che maniera saranno tutelati? 11) Le nomine da Graduatorie di istituto potranno essere conferite tramite scorrimento delle stesse in attesa dell'applicazione pratica del decreto? A partire da quale data? 12) Cosa accade al docente che dovesse rifiutare una delle supplenze proposte o la partecipazione ai progetti? 13) I docenti che già nell'a.s. 2008/09 non hanno ricevuto un incarico annuale pur avendolo avuto negli anni precedenti e che anche quest'anno sono necessariamente al di fuori delle supplenze proposte, non rientrano nel provvedimento? 14) I docenti delle Regioni che non sottoscriveranno accordi con il ministero per la tutela dei docenti precari, quale tipo di indennità percepiranno?
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