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Lun, Feb

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Lo strano caso del professore che riprende servizio prima delle vacanze natalizie. Gratta gratta, si scoprono gli altarini della preside, Dal 1° settembre al 2 dicembre, nessuna supplenza per sostituire il professore di diritto. E la dottoressa Vidale fa partire la gogna mediatica contro il docente, accusato di non curarsi dell'interesse degli allievi. Gratta gratta, la verità viene a galla. Con una lettera aperta diretta al docente e pubblicata sul corriere.it, la preside Vidale, reggente del Severi, si rivolge pubblicamente a un docente del suo istituto, accusandolo di non consentire ai suoi allievi di fruire della continuità didattica, a causa della sua presa di servizio nel periodo immediatamente precedente le vacanze natalizie.

Partiva la gogna mediatica contro il docente; centinaia di commenti (e spesso anche di insulti) contro il professore e in generale contro gli insegnanti, accusati di pensare solo a se stessi e di disinteressarsi dei diritti degli studenti. Il caso viene ulteriormente amplificato dai giornali locali, nonchè dalle televisioni, locali e nazionali. Senonchè, andando a spulciare sul sito della scuola, qualcuno si accorgeva che fino al 2 dicembre non era stata conferita nessuna supplenza in relazione all'assenza del professore di diritto.

Com'era possibile? Eppure, intervistati da un quotidiano locale, gli studenti avevano detto di aver già cambiato 4 o 5 insegnanti fino ad allora. Ma come è stato possibile tale carosello di insegnanti senza che sul sito della scuola vi sia alcuna traccia di nomina per tali supplenze? Del resto, la stessa DS nella lettera aperta al professore afferma di aver conferito la supplenza solo dal 2 dicembre.

E come mai? Con ogni probabilità, il docente aveva comunicato da subito di voler usufruire dell'aspettativa fino alle vacanze natalizie e la DS avrebbe dovuto provvedere a nominare un supplente già dal 1° settembre (o comunque dall'inizio delle lezioni). Per ragioni che non ha mai spiegato, ha invece preferito ricorrere a risorse interne, magari utilizzando impropriamente insegnanti del potenziato a rotazione (si spiega così il carosello di insegnanti riferito dagli studenti). Dunque, fino a dicembre nessuno si è curato dell'interesse degli alunni alla continuità didattica.

Anzi, il dirigente scolastico che tale continuità avrebbe dovuto assicurare, piuttosto che nominare un supplente assegnava periodicamente agli alunni un docente diverso, chissà pure se appartenente alla stessa disciplina. Salvo poi far partire la gogna mediatica contro il malcapitato docente che assisteva un parente disabile in Campania, addossando a lui la responsabilità di aver interrotto la continuità didattica. Chi scrive, sin dall'inizio, aveva definito riprovevole l'atteggiamento del ds che - violando la privacy del professore e ben consapevole dell'assoluta legittimità delle sue scelte - aveva utilizzato la gogna mediatica come una sorta di sanzione disciplinare nei suoi confronti.

E del resto, lo stesso assessore regionale all'istruzione del Veneto, in un'intervista televisiva aveva pubblicamente sostenuto che contro i docenti che usufruiscono della 104 lo strumento da utilizzare doveva essere la "gogna mediatica" http://www.tgpadova.it/pages/547974/cronaca/e (è commercialista al sud il prof del severi in congedo). 

Salvo poi scoprire che le vere ragioni del carosello di insegnanti vanno ricercate altrove. In primo luogo, nella legge 107 che ha disposto le assunzioni dei docenti precari non nella provincia in cui erano inseriti in graduatoria, ma in tutto il territorio nazionale, con le immaginabili conseguenze sul piano personale e familiare, E in secondo luogo, nella pessima gestione della questione da parte dell'Amministrazione, che ha disposto le assegnazioni provvisorie dei docenti a distanza di settimane dall'inizio delle lezioni, determinando quel carosello di insegnanti per cui si è voluto trovare il capro espiatorio nel professore.

E continuavano a chiamarla BUONA SCUOLA.